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04.01.16
Ampli cuffie, preampli e integrato Linear Tube Audio microZOTL

 

ReMusic Spark AwardPremesse

Il titolo di questa recensione è giusto. Non ci siamo ammattiti. L’oggetto in questione nasce innanzitutto come ampli cuffie, per proprie caratteristiche può essere usato come preamplificatore e, all’occorrenza, anche come amplificatore integrato, seppure di wattaggio estremamente contenuto.

 

Il Linear Tube Audio microZOTL mi è stato consigliato dal nostro Scienziato Personale e Pusher Ufficiale di High-End Estremo, Angelo Recchia-Luciani. Il bello è che TUTTI i suoi titoli sono veri, compresi quelli delle lauree ufficiali…

 

Angelo mi dice: “Dato che stiamo testando cuffie e ampli cuffie di altissima qualità, non lasciamoci scappare il microZOTL che, da quanto si comincia a dire negli Stati Uniti, sembra essere molto di più che un semplice ampli cuffie…”. Detto e fatto. Scopro il sito del produttore. Verifico con qualche lettura incrociata la qualità potenziale del prodotto. Mi innamoro della bella storia che si potrebbe scrivere e della musica che, sulla carta, potrei sentire. Contatto avvenuto, prodotto ottenuto e… stupore che dura tuttora.

 

Passo indietro per la suspense.

 

Per il poco di tecnicismi che mi voglio concedere nelle pagine di ReMusic – vedi qui il nostro Metodo di recensione – ecco un’estrema sintesi, assolutamente doverosa.

Le valvole, di per sé, sarebbero degli innalzatori di segnale perfetti. Se ci pensiamo, sono gli unici veri dispositivi elettronici di cui disponiamo, dato che funzionano emettendo fasci di elettroni nel vuoto. Sono ancora gli amplificatori audio più lineari inventati fino a oggi. La purezza conta. Se non fosse che, lavorando in tensione, per poter erogare corrente atta a pilotare gli altoparlanti, necessitano di trasformatori d’uscita. Questi, anche realizzati alla perfezione, del tutto teorica, ne limitano, colorano, modificano e mortificano le qualità.

Certo, le circuitazioni a valvole OTL esistono, ma sono affette da difficoltà di implementazione, instabilità, inaffidabilità e spesso addirittura pericolosità. Lo attesta anche il fatto di non essere riuscite a ottenere un successo commerciale significativo: pochi, pochissimi, quasi inesistenti sono infatti i marchi conosciuti.

Transistor e MOSFET sono invece dispositivi che possono direttamente offrire corrente, quindi molta potenza, ma con effetti all’ascolto più o meno accettabili per un orecchio allenato ed esigente. Si parla di un senso di “discontinuità” del segnale, di granulosità, di piattezza del fronte sonoro, di poca fluidità e musicalità in senso ampio. Sono causati dalla controreazione applicata, dalla classe di funzionamento, dalla distorsione da intermodulazione, dalle distorsioni di ordine dispari o dallo stesso grande numero di componenti utilizzati.

Si sa che alcuni di questi sono problemi circuitali in parte condivisi equanimemente sia da valvole che da dispositivi a stato solido. Questo porterebbe a pensare che OGNI amplificatore sia frutto del miglior compromesso e, ovviamente, tutti noi audiofili e i progettisti per primi siamo scesi a compromessi. Oltre un certo livello, si parla di “scelte progettuali”, da perseguire con consapevolezza e coerenza. La qualità di certi abbinamenti ampli-casse non è un’opinione ma il Sacro Graal della nostra passione… Questo non toglie che, se potessimo usare le valvole SENZA trasformatori di uscita, sarebbe un gran bel passo verso un ipotetico Paradiso Audio.

 

Design

Questo passo sembra essere stato fatto da David Berning, uno dei cosiddetti “guru” dell’Hi-Fi americano. Il termine non è ironico: già da molti anni le sue realizzazioni sono fortemente premiate dalle riviste specializzate e apprezzate dal pubblico delle fiere di settore. Dal 1976 Berning ha registrato una serie di brevetti nel settore audio che hanno concorso a definire nel 1996 la circuitazione ZOTL, l’acronimo di Zero hysteresis Output Transformer-Less, un’amplificazione a valvole senza trasformatori e a zero isteresi, considerato da molti il più significativo miglioramento riguardante la tecnologia degli amplificatori a valvole dagli anni ’60 a oggi.

 

In sintesi e traducendo dall’inglese, il principio è quello della frequenza portante, come quella delle trasmissioni radio. Operando all’alta frequenze fissa di 250 kHZ, ben oltre la banda audio, il Convertitore di Impedenza ZOTL rimappa l’impedenza ad alto voltaggio e bassa corrente delle valvole portandola a quella ad alta corrente che serve per pilotare i diffusori.

Usando una portante su speciali trasformatori – di per sé molto piccoli – e con tecnica proprietaria, non si hanno i limiti di prestazioni in frequenza dei grossi trasformatori audio d’uscita, dovuta all’isteresi del nucleo, che affliggono tutti gli amplificatori a valvole accoppiati a trasformatori tradizionali.

Questa trasformazione di impedenza può lavorare sia sui componenti del segnale che funzionano in continua che in quelli alimentati in alternata.

Inoltre, a causa del fenomeno di saturazione, i trasformatori audio tradizionali raggiungono un rapporto d’uscita massimo di 25:1, quando quello teorico delle valvole va da 100 a 300:1, valori raggiunti però dall’architettura ZOTL.

Non solo: adattando l’impedenza delle valvole a quella dei diffusori, la circuitazione di Berning va anche oltre la tradizionale OTL e, a differenza di questa, non necessita di un gran numero di valvole.

 

La promessa degli amplificatori di Berning è di offrirci la trasparenza delle valvole senza le limitazioni strutturalmente imposte dai trasformatori agli estremi alti e bassi della banda audio. Questa caratteristica spesso è stata definita in accezione negativa come “suono valvolare”. In senso positivo si può invece parlare di comportamenti “eufonici” caratteristici delle amplificazioni valvolari tradizionali.

La ZOTL dovrebbe quindi estendere la trasparenza delle valvole sugli estremi di frequenza, apportando insieme la velocità e la capacità di pilotaggio tipiche degli ampli a stato solido.

 

Tanta roba, non c’è che dire…

 

I nostri tecnici mi informano che la storia delle circuitazioni a valvole si è svolta senza particolari sussulti e che questo progetto andrà quindi ben affrontato in una prossima scheda a cura del nostro Alberto Pepe.

Per ora eccovi un paio di link di approfondimento, in inglese: a questo link trovate la pagina del sito di David Berning che presenta le proprie tecnologie e qui una cartella con i PDF dei suoi brevetti in campo audio, resi disponibili a Mark Schneider.

 

Ah, che sbadato, devo ancora presentarvi Mark, un ingegnere statunitense e titolare Linear Tube Audio che ha dietro di sé una lunga carriera di progetti e prodotti in diversi settori industriali. Ritiratosi prematuramente a vita privata per motivi di salute, una volta ristabilitosi ha deciso di dedicarsi all’audio, una passione iniziata molto tempo fa con un giradischi Thorens con braccio SME, degli amplificatori SAE e un paio di Magnepan Magneplanar Tympani.

Da quando è stata introdotta, la tecnologia di Berning non è mai stata implementata in produzioni di serie né tantomeno copiata. Vedere per credere: sempre sul sito di David Berning ci sono costi e caratteristiche dei suoi apparecchi, di produzione strettamente personale e prezzi altrettanto unici…

Questo mix di qualità di prestazioni e di difficoltà di realizzazione ha intrigato Schneider, che ha convinto Berning a concedergli la licenza di costruzione per una serie di apparecchi dotati del suo layout brevettato.

Mark e David hanno quindi lavorato insieme allo sviluppo di una linea di ampli che consentisse di poter fruire di questa esperienza d’ascolto, ma a una frazione del suo costo originale.

Da questo accordo è nata nell'anno appena trascorso la Linear Tube Audio, con sede a Washington, USA. Berning supervisiona ogni apparecchio iniziale, che deve rispondere a dei severi standard produttivi, mentre Mark e il suo team si occupano della produzione in senso stretto, per lo più puramente e volutamente manuale, e di tutto il resto.

Oltre al microZOTL, attualmente gli altri prodotti di questa collaborazione sono gli ampli ZOTL10 e ZOTL40, che utilizzano rispettivamente valvole EL-84 e EL-34.

 

Costruzione

Il microZOTL è stato già prodotto dal 2000 al 2007 dallo stesso David Berning, è il suo ampli cuffie in tutti i sensi. Ora è anche il primo prodotto Linear Tube Audio a riprendere un suo progetto originale, in un certo senso è quindi un microZOTL 2.0.

 

La revisione Linear Tube Audio non è stata necessariamente “al ribasso”. Si è trattato di un affinamento e, perché no, di uno snellimento dei progetti. Circuitazione a triodi in classe A non controreazionata, circuito di conversione di impedenza e alimentazione ZOTL separata per garantire anche il massimo isolamento da potenziali disturbi, tensione di alimentazione universale, costruzione manuale e accurata: questo apparecchio è tutto meno che risicato o sparagnino.

 

Cabinet leggero ma robusto, disponibile in blu scuro o nero, come quello in prova, con ampia ventilazione e top in Lexan, che permette di godere direttamente del layout interno e della luce delle valvole. Questa è una soluzione che ho sempre apprezzato e consigliato, ma praticabile solo da chi non ha nulla da temere nel mostrare le proprie soluzioni costruttive. Il top può essere anche acquistato separatamente già forato in corrispondenza delle valvole di potenza, per potersi sbizzarrire nel tube rolling.

Sul frontale si trovano il pulsante e la spia di accensione, il selettore dei due ingressi, il controllo di volume e la presa jack cuffia con contatti argentati.

Sul retro i morsetti dorati dei diffusori, tipo WBT, l’uscita pre RCA, i due ingressi RCA e l’ingresso dell’alimentazione a 12 volt.

All’interno troviamo valvole driver 12AT7 e doppi triodi di potenza 6SN7 Tung-Sol russi, potenziometro Alps Blue Velvet, cablaggio in rame argentato e isolato in teflon, bobine e convertitori di impedenza avvolti a mano, connessioni dorate sul percorso del segnale e resistenze a strato metallico.

La durata dei tubi è denunciata come assai lunga, si parla di dieci/venti anni a seconda dell’intensità dell’uso, visto che le valvole non sono particolarmente “spremute” di progetto.

Anche a piena potenza il microZOTL può agevolmente pilotare cuffie esigenti come le magnetoplanari HiFiMan HD-1000. L’uscita a bassa impedenza permette infatti di interfacciarsi facilmente con un'ampia gamma di cuffie e altoparlanti. Vi anticipo già che con le mie Sennheiser HD 800 ha offerto il miglior risultato che abbia mai avuto, almeno fino a ora. A proposito: ho parlato di “piena potenza”? Vi avevo già detto che il microZOTL tira fuori ben un (1) watt su quattro (4) ohm?

 

LOL

 

Sì, lo so, ora avete la prova che IO mi sono ammattito. Ma non è così. A tutti gli effetti il microZOTL è un ampli in classe A di bassa potenza, come… come… come molti preampli che amiamo e apprezziamo! Ecco perché la Linear Tube Audio lo dichiara in grado di pilotare diffusori da 89 o più dB di sensibilità a livelli moderati ma “in modo sorprendente”.

L’intelligenza del progetto è di fatto quella di aver creato un ampli cuffie non solo con una circuitazione a valvole unica e innovativa, ma COME SE FOSSE un piccolo e purissimo finale a valvole.

 

Ascolto

Preciso che, come faccio per ogni apparecchio, il primo ascolto è stato fatto dopo qualche giorno di rodaggio, alternando rumore rosa a brani vari, scelti per estensione in frequenza, varietà di generi e strumenti, presenza di voci femminili e maschili, ecc. ecc.

 

Qui torna in scena lo stupore al quale accennavo all’inizio dell’articolo.

 

Appena gli buttate un orecchio, il microZOTL sembra non esserci, non suonare. L’ampli vi chiede di aumentare il volume, tanto bassa è la distorsione e quindi la sensazione soggettiva e fuorviata di volume. Ai primi bassi di una certa potenza vi dovete ricredere velocemente e… abbassare il volume!

L’articolazione dei bassi senza gonfiori innaturali, la differenza fra gli strumenti, la leggerezza e la contemporanea presenza degli acuti, la grande diversità e ricchezza delle voci, da disco a disco e da interprete e interprete… Il microZOTL “scava” nella musica in un modo così naturale e non sforzato che si fa fatica a capirlo al primo ascolto. Poi la fluidità e immediatezza della musica e la facilità e semplicità con cui è proposta catturano senza scampo, senza se e senza ma.

Confrontato con molti ampli cuffie concorrenti, il microZOTL si è imposto facilmente per la sua capacità di “fare” l’ampli cuffie. Punto fermo. Come preampli si è caratterizzato per neutralità ed espressività. Punto e a capo. Come ampli integrato, su casse ad alta efficienza e modulo alto, le ha pilotate con capacità di analisi e introspezione rare, seppur nei suoi limiti in potenza. Punto e basta.

Questa sezione di ascolto è paradossalmente una delle più semplici e brevi che vi possa proporre, tanto univoco è il risultato.

 

Pro

Dipende dai punti di vista. Cosa chiedete a un ampli cuffie o a un preamplificatore? Io preferisco il minimalismo con risultati, non fine a se stesso. Qui è raggiunto ampiamente. C’è quello che serve. La musica, la sua articolazione, la pienezza senza il gonfiore, la precisione con la passione. Che lo consideriate mero ampli cuffie o anche preampli, il microZOTL è piccolo e discreto, non scalda, entra in temperatura d'esercizio velocemente, non consuma come una stufa, si inserisce facilmente in un ambiente con grandi ambizioni portandogli la sua voce sicura. Considero inoltre la possibilità di usarlo come purissimo ampli a bassa potenza un ulteriore plus esclusivo, di quelli che permettono realmente di avvicinare e conoscere il senso di questi apparecchi. Il microZOTL risponde all’annosa domanda: ma con un percorso del segnale veramente il più corto e performante possibile, come suonerebbe il mio impianto? Mettete tutto questo nel prezzo di listino e capirete il mio entusiasmo.

 

Contro

Dipende dai punti di vista. Cosa chiedete a un ampli cuffie o a un preamplificatore? Se vi interessa pilotare più cuffie, volete telecomando, balance, controlli di tono, sezione DAC, molti ingressi e altrettante uscite, magari anche RCA e XLR, una costruzione “che acchiappa” e qualsiasi altra giusta funzione o superfluo gadget che stuzzica il vostro desiderio, qui non c’è. Usato come amplificatore, infine, il microZOTL è sorprendente, appunto, ma non può e non vuole fare miracoli.

 

Chissà

Ma se suona così con un watt, come diavolo potranno suonare gli ampli veri e propri dei “ragazzi terribili” David & Mark? Inoltre non oso immaginare come potrebbero suonare gli ampli Berning, quelli costruiti in pochissimi esemplari e dai costi stellari…

 

Metafore veloci e sintesi finale

Il microZOTL è diventato il mio ampli cuffie di riferimento. Il modo unico in cui evidenzia il tessuto sonoro e non lo nasconde, a volte anche "piacevolmente" o "severamente" in altri ampli cuffie, ha realmente dell’innovativo, dell’inaudito nel senso del mai udito prima.

Come preamplificatore il microZOTL è già uno dei miei pre di riferimento, quelli di cui devi avere, anche solo a grandi linee, il suono “in testa”. Metto in questa classifica apparecchi attivi che conosco, che ho sentito e apprezzato, alcuni che ho anche avuto a lungo, tutti costruiti in modo ossessivo e con tecnologie diverse e, proprio per questi motivi, dagli esiti assolutamente significativi. In ordine alfabetico e non di merito, si parla di Audible Illusions, Audio Note, Audio Research, Audio Tekne, Conrad-Johnson, Counterpoint, Klyne, Leben, Spectral, Threshold, Zanden… Tempi ed epoche diverse, veri brand e non exploit cantinari, con intenzioni e risultati sempre allo stato dell’arte.

Come integrato, il microZOTL è praticamente uno scherzo, nel senso di un brutto tiro a molti ampli a ben più alta disponibilità di corrente...

Se fosse un’auto, il microZOTL sarebbe quindi un’Ariel Atom o una Lotus Seven. Volete veramente correre e sentire la strada al massimo della velocità e al costo minore possibile, senza filtri, senza compromessi, anche senza tanti fronzoli o comfort? Con il microZOTL avrete lo stesso risultato. Certo, non sentirete meglio la strada, ma la musica.

 

A chi è rivolto

Se volete sentire come possono suonare VERAMENTE le valvole, non avete scelta. Il microZOTL è unico e sembra riuscire nell’intento di eliminare le distorsioni, anche quelle eufoniche ma sempre limitanti, degli ampli a valvole tradizionali.

Il microZOTL è il migliorie ampli cuffie che abbia avuto la possibilità di ascoltare. Già di per sé questo si merita uno Spark in the Dark. Ma è anche uno dei migliori pre che mi siano capitati, cosa che conferma di brutto il nostro premio. Ma il suo modo di innalzare il segnale è tanto originale, efficace e convincente all’ascolto che sembra essere da premio anche come amplificatore integrato, seppur nei suoi grandi e dichiarati limiti.

Questo deve portare a un approfondimento di indagine. Per questo spero di avere quanto prima a disposizione uno dei finali Linear Tube Audio. Questi apparecchi sembrano basarsi su una delle migliori amplificazioni audio mai realizzate, cosa che li porrebbe veramente su un altro piano rispetto anche alla più agguerrita concorrenza.

Il consiglio finale è decisamente aggressivo: contattate Mark Schneider, ordinategli questo apparecchio, mandate la Linear Tube Audio in rottura di stock e in difficoltà a evadere gli ordini.

E mettete questa purissima perla nera al centro del vostro impianto.

 

 

Timbrica | estensione in frequenza, capacità di riproduzione fedele dello strumento e delle sue armoniche

Un interprete fedelissimo di quanto si trova nel supporto audio e nella sua fonte. L’estensione in frequenza è indistorta e libera da quelle sovrastrutture e coloriture a cui siamo abituati con le valvole. Ascoltare i brani più conosciuti li fa riscoprire nei dettagli, ad uno ad uno.

Dinamica | micro (dettaglio) e macro (assoluta), estensione e velocità dei transienti

Proprio perché la “risoluzione” è uno dei suoi punti di forza, questo apparecchio è capace di portarvi dai pianissimo ai fortissimo senza soluzione di continuità e con un’escursione amplissima. La sua estensione espressiva si manifesta anche nell’articolazione, che consente di distinguere molto bene fra strumenti, anche uguali fra loro, e il modo con cui sono suonati, energico e aggressivo o leggero e accennato.

Immagine | ambiente, trasparenza, scena, piani sonori, palcoscenico virtuale, senso di presenza, risoluzione

Qui si definiscono veramente nuovi standard. Il senso di presenza e l’estensione 3D della scena colpiscono dal primo istante in modo naturale e non sforzato.

Tonalità | impostazione generale dell’apparecchio, se presente o caratteristica: ad esempio calda, fredda, virata, ambrata, lucida, opaca…

Un apparecchio neutro ma fortemente espressivo, senza colorazioni ma con una naturale e non sforzata tendenza a esaltare le differenze fra le registrazioni.

Emozione | capacità di coinvolgimento emotivo, molto dipendente dagli accoppiamenti, parametro assolutamente anarchico e personale

Quando ci li lascia andare al suo modo di proporre la musica, molto poco Hi-Fi, cioè lontano dalle solite categorie, crea dipendenza e tanto di quello che si è abituati a sentire diventa inevitabilmente “artificiale”.

Costruzione e imballo | Corretta la prima e adeguato il secondo, cartone più abbondante gommapiuma, anche qui si è puntato al risultato più che all’estetica.

Rapporto prestazioni/prezzo | Molto alto: indipendentemente dall’aspetto, vi portate a casa un ampli cuffie di qualità assoluta, un pre di riferimento e un ampli paradossale nel suo rapporto potenza effettiva/qualità espressiva.

 

 

Caratteristiche dichiarate dal produttore:

Classe di amplificazione: push-pull in classe A senza controreazione

Sensibilità: 0,6V RMS a piena potenza

Impedenza di uscita: 2ohm a 0,5A 60Hz

Impedenza di ingresso: 50k

Alimentazione in ingresso: funzionamento ad auto-commutazione a 100V / 120V / 220 / 240V alternata

Alimentazione in uscita: 12V 2,5A continua

Rapporto S/N: 90 dB 20Hz-20kHz

Consumo: 33W

Potenza di uscita: 1W a 1%THD su 4 ohm; 0.5W a 1%THD su 14ohm

Separazione canali: 46dB 100Hz-10kHz su 4ohm; 54 dB 100Hz-10kHz su 14 ohm

Risposta in frequenza alla massima potenza: +0/-1dB 10Hz-20kHz su 4ohm; +0/-1dB 5Hz-50kHz su 14ohm

Guadagno: 10,3dB su 4 ohm; 12,4dB su 14ohm

Dimensioni: 24,1x12x19,7cm LxAxP, connettori compresi

Peso netto: 2,5kg tra amplificatore e alimentatore esterno

Struttura: cabinet in alluminio, top di copertura in Lexan

Valvole per canale: 12AT7 divisore di fase sull’ingresso, 6SN7 in push-pull di potenza sull’uscita

 

Distribuzione: in cerca di distributori internazionali, in vendita diretta alla data della recensione, contatta direttamente qui il produttore Linear Tube Audio

Prezzo alla data della recensione: 1.100,00 USD

Vendita: al sito Urban HiFi, shop online del produttore Linear Tube Audio

Sistema utilizzato: al mio impianto

 

 

NdR | Da maggio 2016 i prodotti Linear Tube Audio sono rappresentati anche in Italia, per ulteriori info:

Valter Savarelli - Founder & CEO Reference Audio Systems

Cell. +39 348 7097789

sales@referenceaudiosystems.eu

 

 

DIRITTO DI REPLICA | LA PAROLA AL PRODUTTORE

Giuseppe,
I used Google translate to read your review.
I was just like to say that it was not a review, it was poetry.
You were able to express the experience as noone else has. We struggle ourselves with describing it.
Maybe just because it's in Italian, it's automatically beautiful (my Italian friends insist on this).
Anyway, thank you for your great idea to call us, taking the time to really experience it, and of course, the work to write it all down.
Thank you again... I will have to send you my other amps when I have more...
Best regards,
Mark Schneider, Linear Tube Audio - Urban HiFi

04/01/2016

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