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03.04.15
ReMusic da Audiosophia

Nel nostro Padan Tour, alla scoperta del Nord Est High-End, quella da Audiosophia era una tappa obbligata. Fino a qualche mese fa non conoscevo né il marchio né il suo proprietario, Max Micelli, se non per sentito dire. Dall’ascolto dei suoi apparecchi e dalle chiacchiere col progettista ho finalmente visto la luce alla fine del tunnel dell’Hi-Fi… Bastano come premesse?

 

La precisazione

Audiosophia non è un'azienda ma un singolo progettista con un marchio per i propri prodotti. Finché non sarà regolarmente alimentato e aggiornato, qui nel suo sito troverete solo una frazione della sua sterminata produzione di altissimo livello. Diciamo quindi, tanto per precisare, che Max Micelli non è affatto uno dei tanti improvvisati dell’audio. Laureato in Ingegneria Elettronica, lavora e vive da più di venticinque anni nella riproduzione audio. Questo non è il suo secondo lavoro da poco, è da sempre il primo, quello importante.

Max ha collaborato e agisce anche come consulente di gruppi musicali, semplici appassionati e studi di registrazione, fra cui il Bombanella Soundscapes di Maranello. Oltre ad avere moddato diversi dispositivi come microfoni, mixer, equalizzatori e registratori digitali ha dotato questo studio sia dei monitor Audiosophia C18, B8 e L1 che dei preamplificatori microfonici Audiosophia DM7.

 

Il magazzino

Ma che ci trovo da lui? Il primo interesse che dovrebbe muovere qualunque audiofilo di buon senso in un rapido pellegrinaggio da Max è proprio costituito dai suoi scaffali stracolmi di ogni ben di dio audiofilo (in minuscolo per rispetto a quello vero). Una Mecca di oltre 34.000 valvole, per lo più rare se non rarissime, con numero totale in costante aumento. Si continua con una collezione personale, perché di questo si tratta, di ampli e sinto anni ’70, credo del tutto unica al mondo. E si finisce con decine esemplari di coppie di altoparlanti incredibili, di marchi storici e blasonati o poco conosciuti e introvabili, ma sempre di assoluto valore acustico, per un motivo o per l’altro. La maggior raccolta di altoparlanti, ampli e sinto vintage che abbia mai visto. Ed è tutto in vendita, a prezzi più che di buon senso. Date un'occhiata alla gallery fotografica e datevi una mossa.

 

Le realizzazioni

Come anticipato, Max progetta e realizza artigianalmente amplificatori Hi-Fi a valvole e a stato solido, diffusori acustici, convertitori DA e cavi di alimentazione, segnale e potenza.

A partire dal progetto, rigorosamente su carta, esegue personalmente a mano tutte le varie fasi costruttive di apparecchi e diffusori. Ad esempio, per i trasformatori esegue l’avvolgimento, l’isolamento, la traferratura, la cablatura e anche la semplice pittura delle calotte. Dei telai degli apparecchi fa punzonatura, foratura, levigatura, pittura, montaggio. Nei circuiti parte dal taglio basette per proseguire con segnatura, foratura, fissaggio occhielli, montaggio componenti, cablatura.

Di sua produzione è il mio integrato Audiosophia I-50jm, di eccezionale equilibrio fra potenza, precisone e piacevolezza d’ascolto per essere un puro stato solido, per quanto a mosfet.

 

Il suono

Lo dico dritto per dritto. Da Max io ho goduto degli impianti meglio interfacciati che abbia mai sentito, quelli più appaganti. Quest’affermazione roboante e molto coraggiosa, al limite dell’autolesionismo, va ulteriormente circostanziata.

 

Ci sono casse più trasparenti, ma senza corpo. Ci sono casse più d’impatto, ma senza grazia. Ci sono ampli più potenti, ma senza vera dinamica. Ci sono ampli più raffinati, ma dei veri polmoni bucati col soffio della tubercolosi…

 

Ci sono, soprattutto, impianti molto più costosi di quelli che vi può proporre Audiosophia, ma che non dispongono nemmeno lontanamente di pari coerenza, equilibrio, completezza e coesione sonora.

 

OK, mi sono innamorato… Forse non sono così super partes… Ma perché no? In fondo, io e il Max la pensiamo allo stesso modo. Che conta avere il massimo della correttezza su carta – e la correttezza c’è – se in aria non c’è emozione? Questo è quanto mette in ambiente un impianto Audiosophia. Dettaglio, aria vibrante, potenza senza fine e piacere d’ascolto, assenza di distorsione misurabile o di fatica d’ascolto percepibile. Emozione pura. Sempre. Non so come lo faccia, ma lo fa. Fatto sta che a lui ho commissionato un paio di casse per mio riferimento personale.

 

N.B. Le realizzazioni sono estreme. Max spreme ogni componente o apparecchio per tirargli fuori il suono che lui ha ben chiaro in testa. Gli ampli sono caldi ma non bollenti. Le valvole sono spinte ma non tirate. Questo è Max. Sa dove mettere le mani e piegare metallo e silicio al suo volere. Come faccia, ripeto, lo sa solo lui. Riguardo alle valvole me l’ha anche spiegato. Questione di correnti… Ma rimango nel vago dato che, se lo rivelassi, poi lui dovrebbe uccidermi. Sì, perché… C’è un perché… Leggete sotto…

 

La cautela

L’uomo in questione è un sociopatico potenzialmente molto pericoloso. Non fosse per la benefica influenza della moglie Susanna, sarebbe già saltato alla gola di molti. E probabilmente lo ha fatto, ma di nascosto da lei. Quando si dice latino, spesso si pensa a caloroso e infiammabile. Quando si dice sudamericano, nello specifico venezuelano, di quelli tosti, si intende killer allo stato naturale…

 

Il Micelli è debordante, esagerato, eccessivo, pantagruelico, senza fine. Può passare dal provare e manifestare la tenerezza più profonda per i suoi amati ed enormi cani – dice che sono buoni ma io non mi fido – all’irascibilità degna del diavolo della Tasmania. Doveste mai notare un lampo nei suoi occhi assassini, assicuratevi che abbia preso le sue medicine…

 

E, last but not least, quello che mi fa veramente dubitare della mia sicurezza personale quando lo frequento è che ogni tanto parla di sé in terza persona…

 

Che dite? Sono io quello che esagera? Aspettate di conoscerlo…

 

Coloriture romanzate a parte, mi ispiro ora alle parole della stessa Susanna e dico che, a chi non lo conosce, può veramente sembrare burbero e scostante, un po' intransigente, ma poi diventa estremamente paziente e comunicativo non appena inizia a stabilirsi un legame e finisce quasi sempre per farsi volere bene! Ho detto quasi…

 

Il modus operandi

Max è sempre stato orientato alla realizzazione di progetti personalizzati a seconda delle esigenze e dei gusti dei suoi clienti. Casse grandi o piccole, da pavimento o da piedistallo, in legno o colorate. Amplificatori a valvole o a transistor, più potenti o meno potenti, con chassis cromati o colorati. Portategli qualsiasi cosa e ve la stravolgerà, come un vero preparatore d’auto sa fare, un abarthizzatore sopraffino. E di solito finisce per stabilire un legame profondo con la persona che gli ha commissionato qualche cosa. Max non è tanto da cliente che viene e trova qualcosa di già fatto che gli aggrada, se lo prende e se ne va. Nel caso di progetti su misura, che richiedono tempi di realizzazione lunghi e un certo grado di complessità, nei primi giorni e settimane approfondisce la conoscenza della persona. Si sentono spesso. Tenta di capire i suoi gusti, le sue esigenze, le condizioni in cui le sue realizzazioni possono nascere. Finisce, come dire, per “entrargli” in testa. Nasce un vero e proprio legame, che diventa spesso amicizia vera e, a mano a mano che la persona svela sempre più lati del suo carattere, le sue esperienze pregresse, i suoi gusti in fatto di musica, sempre più Max riesce a cucirgli addosso un progetto che calzi perfettamente sulla sua personalità e disponibilità, anche economica.

 

Poi, durante la realizzazione del progetto, gli piace coinvolgere il futuro proprietario, che quindi vive da vicino tutte le varie fasi dell'incubazione degli oggetti fino alla loro nascita. Non c'è mai un “OK ci rivediamo fra tre mesi a lavoro ultimato”...

 

Questo fa sì che, nella maggior parte dei casi, si siano stabiliti legami duraturi nel tempo. Vere e proprie amicizie. E spesso capita che a distanza di anni tornino a farsi vivi clienti solo per la voglia di risentirlo.

 

Sull'altro fronte, quello più pratico, difficilmente un cliente per cui Max ha seguito un progetto partendo da zero, interamente dedicato a lui, desidera poi cambiare dopo qualche anno amplificatore o casse. Spesso si affezionano al punto da non voler neppure sentire realizzazioni più innovative ed evolute, oppure ammettono che, sì, forse vanno meglio ma desiderano lo stesso tenersi i loro pargoli iniziali. Magari glieli portano per una aggiornata, un upgrade, ma poi le rivogliono indietro. Ormai, dopo più di due decadi che Max fa adottare le sue creature, tutto questo capita con una sconcertante puntualità. I figli so’ piezz e core…

 

I consigli per gli acquisti

Udite, udite! Il progettista e costruttore in questione ha solo due mani. Non cercate quindi da lui produzioni stile catena di montaggio e quindi parecchi prodotti già fatti e pronti da acquistare. Immaginatevi invece un ingegnere specializzato nell’audio che opera all’occorrenza come fabbro o falegname, progettista o pittore. E chi più ne ha più ne metta.

 

I suoi progetti sono esclusivamente a richiesta e con i tempi necessari a fare tutto per conto proprio e di conseguenza un ovvio limite di numero di pezzi prodotti all'anno, assolutamente esiguo.

 

Per questi motivi, il consiglio principale è di acquistare da lui il prodotto, nel senso di quello che è disponibile, già pronto, presente in casa. A seguire avrà sempre mercato e potrà essere rivenduto ad altri appassionati della corte di Max o direttamente ai vostri amici, ai quali lo avrete dimostrato.

 

Se invece siete disposti ad aspettare per ordinargli qualcosa di speciale, per entrare in possesso di un apparecchio unico al mondo, vostro perché veramente costruito a misura del vostro impianto e dei vostri desideri acustici, estremo nel progetto e nella reallizzazione, pagate l’anticipo e mettetevi in coda.

 

Il suo sogno nel cassetto ovviamente è che qualche azienda vera lo assuma e si occupi di tutto – dal magazzino al marketing, dalla burocrazia alla produzione – e a lui faccia fare il progettista puro e basta.

Mi sa che ci arriverà. Non è da Max lasciare le cose a metà.

Fino ad allora, bussiamo alla sua porta, prenotiamo una sua realizzazione e godiamocela. Finalmente senza se e senza ma.

 

 

 

ReMusic da Audiosophia

 

Ciao, ciao, tornate a trovarci! :-P

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