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di Ulisse Pisoni

Il grande ritorno di un musicista sensibile e affascinante, convincente anche dove altri sarebbero sdolcinati o scontati, se non addirittura mainstream.

di Giuseppe Trotto

Un caleidoscopio di culture e tradizioni che si spogliano dei propri confini e confluiscono in una galassia di espressioni amalgamate dalle indiscutibili doti tecniche dei musicisti.

di Giuseppe Trotto

Si viene pervasi da un piacere immenso e, devo confessare, si riacquista anche una notevole dose di orgoglio patrio nel venire a conoscenza di quanta ottima musica si produca in Italia.

di Luca Buti

Questa ristampa GN Records, l'etichetta discografica di Gold Note, è probabilmente la versione vinilica meglio suonante in circolazione di un classico di Henry Mancini.

di Antonello Oliva

Elementalea viene da Elementali, nome con il quale Paracelso chiamava le “creature spirituali della natura”, ed è in quest’orbita, informe e sfuggevole che ruota la sfera musicale di Mariani.

di Antonello Oliva

Bellissimo disco di piano solo, composto e suonato da un eccellente pianista, come eccellente è anche la ripresa del suono.

di Luca Buti

Un vinile da supergruppo, una delle sezioni ritmiche di riferimento di tutta l’Enciclopedia del Jazz in ristampa audiofila Gold Note.

di Giuseppe Trotto

Questo disco è un vero e proprio atto d’amore: la realizzazione di un desiderio maturato nel corso degli anni. Marco Lincetto, produttore e talent-scout, titolare dell’etichetta Velut Luna, lo dichiara senza mezzi termini.

di Roberto Rocchi

Verdi è l’interprete musicale del Risorgimento italiano. No, Verdi non è un rivoluzionario, almeno non come potremmo intenderlo nel senso attuale del termine. Verdi è un uomo del Risorgimento e del Romanticismo.

di Antonello Oliva

Della discografia della Simone, ampiamente disponibile sia in scaffale che sul web, non escluderemmo nessun titolo, ma ne vogliamo in questa occasione ricordare uno in particolare.

di Antonello Oliva

Parlare di capolavoro per uno che ha scritto canzoni come Senza fine, Il cielo in una stanza, Sassi, La gatta, Sapore di sale, Che cosa c’è, sarebbe in questo caso fuori luogo...

di Giuseppe Trotto

Le radici jazz sono ancora presenti, anche se è francamente complicato individuarne le tracce. L’impressione è che il balzo in avanti sia stato fatto, e anche bello lungo,

di Giuseppe Castelli

Le copertine degli LP sono sempre state più “grandi” del necessario. Si parla di grandezza percepita, non semplicemente materiale. Esprimevano ben altro. Erano il segnale di chi eri.

di Giuseppe Trotto

Il titolo potrebbe fare riferimento a una fragilità umana o artistica della protagonista, ma Cristina mi sembra tutt’altro che fragile, da entrambe le angolature...

di Giuseppe Trotto

Sembra una veterana. Birdland, Smalls Jazz Club, BBKing’s, Dizzy’s at Lincoln Center, The Living Room. Sono solo alcuni dei palcoscenici dove Dida si è esibita e che qualunque musicista avrebbe voluto calpestare.

di Antonello Oliva

Ottimo jazz magnificamente suonato, bello da ascoltare, ma che stenta a scavare in concretezza o a raccontare qualcosa di nuovo.

di Giuseppe Trotto

Un ReMusic Record fin dal primo ascolto, un disco selezionato e apprezzato per qualità artistica e di realizzazione, che esprime le più autentiche radici culturali di una Sardegna colta e raffinata.

di Roberto Rocchi

Con il suo Steinway & Sons Grand Piano del 1929, Vatter cavalca l’onda di una nuova forma artistica, quella di un pianista che usa il piano come il pittore usa il pennello o la spatola.

di Antonello Oliva

Probabile che Terra sia uno dei più bei dischi di jazz pubblicato in Italia, almeno negli ultimi dieci anni...

di Antonello Oliva

Un disco in cui jazz, musica africana e caraibica, si fondono, in un susseguirsi di invenzioni ritmiche e melodiche, in un originalissimo blues, sempre molto affascinante e raffinato.

di Antonello Oliva

“Lasciatemi dire che una voce così bella, provvista di tutto quanto una voce jazz deve avere e, quindi, una jazz singer così dotata io non l’avevo ancora incontrata…”

di Antonello Oliva

The Legendary 1956 Session rientrava in una serie di incisioni organizzate in studio dal produttore Norman Granz, in cui venivano affiancati tra loro grandi del jazz che raramente o mai avevano suonato insieme.

di Antonello Oliva

Musica totale: l’incontro documentato tra l’Hadouk Trio di Didier Malherbe, Steve Shehan e Loy Ehrlich e la straordinaria cantante mauritana Malouma Mint Meidah.

di Antonello Oliva

Burnside, uno che fino a tarda età ha fatto come primo lavoro il contadino, ma che ha letteralmente sconquassato e dissacrato la struttura ultra tradizionale del blues.

di Antonello Oliva

Ginger Baker, Bill Frisell e Charlie Haden: i tre, aiutati anche da una ripresa del suono davvero eccellente, danno letteralmente spettacolo e sfornano un lavoro di grande bellezza.

di Antonello Oliva

Difficile sapere cosa abbia mosso il percussionista giapponese nella scelta dei musicisti, ma il sospetto che abbia semplicemente voluto scegliere il meglio disponibile allora sulla piazza è forte: considerato unanimemente uno dei più grandi capolavori della musica rock.

di Antonello Oliva

Nata dalla svolta elettrica di Wayne Shorter e Miles Davis, in cui nel jazz tradizionale si facevano confluire influenze e venature mutuate dal rock, la fusion è stata un po’ come il passaggio di una cometa nell’universo musicale.

di Antonello Oliva

Pur trattandosi di una selezione, l’opera nella sua vastità, completezza di repertorio e squisitezza interpretativa, raggiunge livelli di grandissimo valore storico e artistico, ed è da considerarsi fondamentale e unica nel suo genere.

di Roberto Rocchi

Collana DeAgostini di LP di musica jazz in vinile vergine da 180 grammi, il vecchio disco nero è più vivo che mai.

di Antonello Oliva

Erano gli anni della Psichedelia, di Jimi Hendrix, Janis Joplin, della Freedom di Richie Havens, del Joe Cocker di With a Little Help From My Friends e di tutto ciò che potesse in qualche modo essere lisergico, di disturbo, portare scompiglio. E da lì a chissà quando far crescere qualcosa di nuovo, forse. Cosa, come si faceva a saperlo?

di Antonello Oliva

Grande disco di blues, prodotto come si deve da Roy Rogers e supportato, quando uscì nel 1989, da un bel videoclip.

di Antonello Oliva

Di Young non si sapeva molto al momento dell'uscita di questo disco, e lo stesso non mostrava di sé nel libretto che immagini sfocate o prive di ogni elemento di riconoscibilità.

di Antonello Oliva

Artista particolare e per certi aspetti controverso e fuorviante, Rod Stewart ha spesso offerto di sé una lettura, apparentemente facile ed esaustiva.

di Antonello Oliva

Uno dei migliori album di jazz dell'anno, italiano e oltre.

di Antonello Oliva

Quando si pensa ai grandi chitarristi, tra i nomi che vengono in mente dovrebbe esserci quello del norvegese Terje Rypdal.

Prima importante produzione a proprio nome di Roger Waters dopo la fuoriuscita dai Pink Floyd, quando ancora il nome del gruppo madre esercitava un ben più forte richiamo.

di Antonello Oliva

Chet Baker e Bill Evans hanno registrato insieme solo in rare occasioni...

di Antonello Oliva

4 novembre 1972, quando nacqe Take Five, uno dei pezzi più ascoltati dell'intera storia del jazz.

di Antonello Oliva

Tra tutti gli album della Taberna, L'Anima du Munnu rappresenta forse il momento di più alta espressività, creatività e perizia tecnica.