Dopo l'ultimo High End di Monaco ci eravamo ripromessi di contattare la Gait - Glass Acoustic Innovation Technology per vedere se fosse possibile avere in prova qualche loro altoparlante, inizialmente sentito e descritto qui. Gli amici taiwanesi sono stati molto cordiali e disponibili ed ecco che oggi sono a scrivere di una loro coppia di woofer e di una di tweeter. Vedendoli direi proprio che sono i modelli installati nel loro diffusore, quello che hanno in vendita in catalogo, vedi qui, e che era presente in fiera. È dunque quanto ho ascoltato e tanto interesse mi ha allora suscitato. Andiamo quindi un po' più nel dettaglio sul come sono realizzati fisicamente questi componenti e, dato che ho fatto qualche misura, anche per capire cosa avevo per le mani, condividerò il tutto con voi insieme a qualche foto e alle mie impressioni.
Premetto ancora che il core business Gait risiede nella lavorazione del vetro UTG - Ultra Glass Thin e delle applicazioni dello stesso qui connesse al mondo della produzione di altoparlanti e loro componenti. La società è ancora “giovane”, ma sembra molto energica e innovativa e questa tecnologia per questo settore è molto recente, vedi altre info in una nostra intervista qui.
Il woofer
È il modello Gait BGW D182-86-04-001, dunque un 6,5 pollici con generoso magnete da 120 mm con foro di ventilazione, sospensione in gomma, bobina da 15 mm di altezza avvolta su supporto in alluminio da 36 mm e anello demodulante, il tutto montato su un solido cestello in alluminio pressofuso. Di seguito possiamo vedere in fig. 1 i parametri di Thiele e Small del componente, i dichiarati e quelli da me misurati col metodo della massa aggiunta.

A prima vista, dato il QT misurato, è prevalentemente votato a un caricamento reflex, nel progetto Gait infatti è cosi utilizzato, e l’EPB ci da un valore sopra i 100, limite per il quale si consiglia appunto questo tipo di caricamento. Nel componente in mio possesso ho misurato una cedevolezza più bassa – NB - Prima delle misure ho alimentato il woofer con amplificatore con segnale sweeppato 40/100 Hz per diverse ore – e di conseguenza abbiamo un abbassamento diretto anche del VAS.
Parlando sempre di Cms e confrontandolo con altri concorrenti di pari dimensioni, quasi sempre troviamo valori che si attestano dai 0,65 mm/N sino ad arrivare oltre l'unità. Nel mio caso non arriviamo a 0,5 mm/N, ma il VAS, che proprio alla cedevolezza è direttamente collegato, è comunque abbastanza basso e ne permette l'uso in volumi molto contenuti. Ricordiamoci sempre che tolleranze di produzione e piccoli errori introdotti nelle misure possono far variare di qualche frazione percentuale questi valori, che comunque non influiscono in modo cosi drastico ai fini dell'uso per la progettazione di un diffusore e inoltre il VAS non è il volume della cassa in cui è consigliato installare il woofer.
Ulteriore precisazione: abbassando la cedevolezza ovviamente scende la Fs del componente, da un punto di vista commerciale è sicuramente molto utile, colpisce molto un Woofer da 6,5” con Fs di 30 Hz, a discapito però poi di VAS molto elevati.
L'efficienza è media, come ci si aspetterebbe da un componente con simili caratteristiche meccaniche, anche la frequenza di risonanza è tutto sommato buona, con una cedevolezza cosi bassa d’altronde era impossibile scendere oltre con la Fs, e aggiungo che comunque i 50 Hz misurati sono molto realistici con un 6,5 pollici e molto più che sufficienti se ben utilizzati e controllati per un ascolto in un ambiente domestico.
Il motore è poderoso e sfodera 7,11 mm/N di BxL, controlla “da paura” assieme alle sospensioni lo strepitoso cono da ben 20 gr che ha una rigidità strepitosa. Ho fatto una prova per curiosità, per vedere come si comportava se ben sollecitato, dopo la misura della curva d'impedenza. L'ho alimentato con un segnale sinusoidale sotto la frequenza di risonanza, per la precisione sono arrivato a 25 Hz col generatore e ampli e l'ho “sgrullato” ben benino. Rumore meccanico a parte, ci sta che sotto la Fs non suoni più, il cono rimaneva rigido, nessuna flessione, un vero pistone.

Ora finalmente, dopo tanto parlarne, direi sia giusto mostrare alcune misure realizzate su pannello di dimensioni 70x140 cm con fianchi aperti.

La curva d'impedenza di fig. 2 mostra l'andamento lineare della risposta aiutata dall'anello demodulante che si vede chiaramente nella foto frontale, ad esempio quella principale ad inizio articolo.

Le misure in ambiente, volutamente non filtrate in simil-anecoica, sono eseguite a 0, 30 e 60 gradi a un metro – curve rossa, verde e blu – e ci mostrano che è sufficientemente lineare anche fuori asse sino ad almeno 2.000 Hz. Ha un roll off oltre questa frequenza – che potremmo pensare essere vicina al punto di incontro col tweeter – abbastanza naturale e che potrebbe aiutare col filtro crossover. Le cancellazioni a 180, 300 e 650 Hz che si vedono nelle misure di fig. 3 sono l'ambiente che, anche se generoso in dimensioni, non è sufficientemente trattato per evitarle. Dalla successiva misura normalizzata in potenza con la precedente, che vedete qui sotto in fig. 4, in nearfield a 30 cm e nuovamente a 1 metro in asse si vede chiaramente – curva rossa verde, blu – chi sia il colpevole delle cancellazioni.

Sappiamo inoltre dalla fisica che, date le dimensioni del pannello con cui sono state eseguite le misure, possiamo ritenerle attendibili per valori oltre i 250/300 Hz.
Il tweeter
È il modello Gait BGD D072-64-04-001. Cupola, manco a dirlo, in vetro UTG dello spessore di soli 50 µm, con bobina da 25 mm e doppio magnete NeFeB - Neodimio-Ferro-Bario e sospensione in gomma poliuretanica. Dalla curva della misura d'impedenza ipotizzo anche la presenza di ferrofluido. La flangia è da 72 mm in polimero plastico e abbiamo un foro di decompressione della membrana e relativa camera con assorbente.

Nella misura dell'impedenza di fig. 5 possiamo notare un picco a poco più di 2 kHz, anche la misura del costruttore la conferma.
Il diffrattore – o protezione che dir si voglia davanti la cupola – ho sempre pensato che creasse non pochi problemi alla risposta in frequenza del componente. Tuttavia, se lo troviamo ampiamente giustificato su tweeter con cupole in alluminio, titanio o berillio, per non citare quelli con la cupola in ceramica, dove è necessaria una protezione in quanto potrebbero danneggiarsi irreparabilmente, sarei curioso di sapere vista la particolare resistenza di questo vetro quanto sia veramente necessario in questo caso istallarlo a protezione e se non fosse magari altrettanto utile e meno distruttiva, pensando all'emissione, una griglia forata. Difficilmente troverete in commercio tweeter con cupole rigide al di sopra dei 25 mm. La spiegazione è presto data: oltre quella misura il CSD diventa inaccettabile per questa tipologia di materiali. Nel caso del componente in esame, invece, nonostante la cupola rigida abbiamo una waterfall degna dei migliori tweeter con cupola morbida. La curiosità di provare ad aprirlo e provarlo dunque senza diffrattore ce l'ho, e anche se questo modello è completamente assemblato con collanti, non sarebbe il primo e probabilmente neanche l'ultimo che proverei a “violare”.
Ho notato sbirciando sul loro catalogo che ne producono anche un altro modello, senza diffrattore, sempre con cupola da 25 mm, ma ha una sensibilità dichiarata veramente molto bassa, 85 dB, nel caso del prodotto in prova invece siamo attorno ai 90 dB e dunque questo è il componente che meglio si sposa col woofer in prova di cui sopra.

In questo caso in fig. 6 pubblicherò i soli parametri di Thiele e Small che ci ha fornito il costruttore, non proprio ricchissimi di informazioni, qualche foto del componente e di seguito alcune misure eseguite e quelle dichiarate dal costruttore.

In fig. 7 vediamo la risposta del tweeter misurata ad un metro a 0, 30 e 60 gradi, sempre non filtrata in simil-anecoica, mentre in fig 8 la relativa waterfall, dove poter vedere la CSD - Cumulative Spectral Decay.

Rammento per i più distratti che, se è vero che un tweeter deve accelerare velocemente all'arrivo del segnale, deve fermarsi in un tempo altrettanto breve, quando questo finisce, e nel nostro caso nella gamma di un possibile range di utilizzo del tweeter, abbiamo una gran bella risposta.



La risposta in frequenza è “abbastanza” tormentata nella mia misura, un po’ meno in quelle del costruttore, che vedete nelle figg. 9, 10 e 11. Non delle migliori che ho avuto a vedere e, se diciamo che le misure hanno la loro importanza, è altrettanto vero che la musica si deve ascoltare e nel caso del tweeter, dove il compito è quello di riprodurre le armoniche superiori delle note musicali, a mio avviso si comporta molto bene. La risposta dichiarata dal costruttore per questo modello si estende sino ai 30 kHz, merito del della cupola UTG, con naturalezza, con una THD anch'essa molto bassa oltre i 2,5 kHz.
Tirando le somme
Dopo tutta questa serie di misure e considerazioni, reputo il woofer un ottimo componente, molto promettente, ricordate, vi dissi, che l'ho sentito suonare in cassa al Monaco High End. Sarà interessante lavorarci e realizzarci qualcosa in futuro e – magari, chissà – leggermente diverso dal caricamento in reflex. Per quanto riguarda il tweeter invece mi aspetto qualche progresso, almeno nella risposta, ciò non toglie che sia già comunque un buon componente, con un bel dettaglio, in grado di riprodurre le alte e soprattutto altissime frequenze con un carattere ben definito.
Per ulteriori info: al sito Gait