Questo è uno dei molti articoli dedicati al Monaco High End 2025, si trovano tutti nella sezione Redazionali di ReMusic, quella nel menu arancione della testata, a partire dalla data del 27 maggio 2025, vedi qui.
Atrium 4 1, F111
Anche se si muove dalla piccola isola di Cipro, Limisso, area greca, non sottovalutate l’ambizione di Aries Cerat. Il proprietario e progettista Stavros Danos non si pone certo limiti. Quello che fa Aries Cerat è sempre grande, in tutti i sensi. Grandi elettroniche, diffusori imponenti, finiture di lusso, materiali “plastici”, affascinanti e tattili: tutto è pensato per offrire sensazioni, se non uniche, certamente particolari e memorabili, che lasciano appunto impressioni indelebili.

Il nome dell’azienda significa in senso lato “le trombe di Stavros”, perché lui è del segno zodiacale dell’Ariete, “aries” in greco, e “cerat” è il termine latino che deriva dal greco “keras”, che sta per “corno”, come quello appunto degli animali in genere, che però nella terminologia Hi-Fi è “horn”, nel senso di “tromba”, inteso come mezzo di amplificazione sonora, quell’antichissimo e primordiale strumento di amplificazione del suono che inizia col mettere le mani davanti alla bocca o soffiare appunto nel corno svuotato di un animale che ne è stato privato.

L’Aries Cerat Aurora che vedete qui sopra e sotto è un tre vie – detto così sembra riduttivo – con 100 dB di efficienza e a dipolo ripiegato, con sezione medioacuti passiva, cioè da amplificare, e parte bassi attiva, cioè con propria amplificazione già predisposta.


La sala era però dominata dal mastodontico sistema di diffusori Aries Cerat Pallas, un prototipo di pre-produzione da 101 dB.

Diffusore a quattro vie, altezza monumentale, con parte bassi amplificata da sedici ampli mono, uno per ciascun woofer. La sezione bassi è a open baffle, con struttura portante in alluminio massiccio. Il midwoofer ha tromba in legno massiccio, non massello ma immagino lavorato dal pieno in CNC, e driver elettroeccitato. Il driver a compressione è un 667, credo basato sul Western Electric WE-555. La lunga tromba degli acuti è pilotata a dipolo da un tweeter a nastro. Il tutto completamente settabile tramite Bluetooth…

La sua presentazione o dimostrazione, a dir si voglia, non lasciava indifferenti. Questi diffusori ti prendevano per le viscere e facevano di te quello che volevano. Sono sensibile al fascino del tutto irrazionale – nel senso di imprevedibile, non folle – ma il suono che ne saltava fuori era uno dei miei preferiti, ma si parla appunto di gusti, non di analisi tecniche. Non aspettatevi un finto "rispetto delle proporzioni", scatola sonora definita e circoscritta, suono evanescente o solo suggerito, ma al contrario musica “nella stanza”, non proveniente necessariamente da una fonte identificabile, ed estremamente viva e scalpitante. Non fatelo a casa vostra, soprattutto se non disponete di adeguate entrate, stanze faraoniche o siete condannati a punti d’ascolto da cuffie...
Per ulteriori info:
al sito Aries Cerat
al sito High End Society