Baby Rose | Slow Burn

21.02.2025

Accadono molti avvenimenti curiosi nel mondo della musica contemporanea. Per esempio qualche collaborazione insolita tra cantanti solisti che appartengono al variegato mondo della pop music e gruppi orientati verso generi musicali più irregolari... Succede che una band come i BadBadNotGood, canadesi d'indubbio e stravagante talento ma aleatoriamente definiti come un ensemble jazz oriented, producano e supportino strumentalmente una cantante e autrice come Baby Rose, di Washington DC, trentenne artista un po’ soul – anzi, neo soul come si dice di questi tempi – e un po' r&b, comunque vicina a un certo modo eclettico e raffinato di eseguire musica pop.

 

Devo ammettere che, almeno per quanto mi riguarda, questo matrimonio artistico non mi pareva facilmente realizzabile, nonostante gli artisti in questione non siano mai stati poi così incompatibili tra loro. Il risultato è ad ogni modo interessante e molto piacevole, anche se è facile comprendere quanto un lavoro come questo Slow Burn, il terzo in carriera per Baby Rose, essendo tutto sommato un EP di soli sei brani della durata complessiva di meno di mezz'ora, possa per questo lasciare il pubblico solo parzialmente soddisfatto.

 

La voce pastosa di questa cantante dalle intense sfumature scure e sentimentali – un po' Nina Simone e un po' Anohny per via del drammatico vibrato – si presta molto bene a rinverdire i fasti di una scuola soul che trova le sue radici ben piantate negli anni '60 e che in questi ultimi vent'anni sembra abbia ripreso vigore con artisti come la Winehouse, Lady Blackbird, Reckoners, Michael Kiwanuka e molti altri. Il motivo di questo ritorno di fiamma, alimentato in questo caso da qualche goccia di combustibile psichedelico, è in linea con il manierismo musicale contemporaneo che continua a riferirsi abbondantemente al passato, pur riverniciandosi con una mano di colore più sintonico ai nostri tempi. Anche Slow Burn non è scevro da queste inclinazioni, anzi, a tratti sembra che l'album provenga addirittura da una capsula del Tempo, anche se è indubbio che il lavoro dei BBNG abbia provocato un moderato intervento di restyling, senza stravolgimenti eccessivi né operazioni epigenetiche, cioè senza alterare il DNA di questa musica attraverso l'immissione di sonorità eccessivamente contemporanee. La dominante di coscienza di tutto il soul è il “love affair”, che con i suoi tradimenti, rimpianti, lontananze e desideri, costituisce l'argomento principe dei testi, anche ovviamente quelli che riguardano questo lavoro. Del resto, non potrebbe essere altrimenti, dato che proprio la soul music sembra rappresentare uno tra i generi più ideali per raccontare le dinamiche affettive e le capricciose relazioni sentimentali tra le persone.

 

Slow Burn si posiziona quindi in quello speciale territorio dove fascinazione retrò e suggestioni emotive sembrano poter convivere in profonda armonia. Il calore naturale della voce di Baby Rose resta comunque il cuore pulsante dell'album, nonostante l'ottimo accompagnamento fornito dai BBNG, che tuttavia si limitano a offrire fondamentalmente un supporto ordinato e professionale, lasciando fuori ogni impennata fusion che ci si potrebbe, per altro, ben aspettare da loro. La personalità della cantante resta nei limiti, evita di strabordare, dimostrando un buon controllo delle proprie non poche capacità espressive, anche se resta aperto l'interrogativo della futura direzione artistica della stessa Rose che con la band di Toronto dietro le spalle, sembra aver intrapreso un orientamento più definito.

 

Baby Rose - Slow Burn

 

On My Mind apre l'album con un organo robusto e il battito secco della batteria, fin quando non appare la voce che si fa strada attraverso un momento meno denso del brano. Ma ben presto torna imperiosamente la tastiera e il wah-wah della chitarra – o forse un synth, il dubbio rimane anche per gli altri brani – che si mescola in parte con il canto della Rose. Gran pezzo d'entrata, occorre dirlo, che mette subito in chiaro le potenzialità di questa artista.

La title track Slow Burn è appunto uno slow con un tema più riflessivo e una ritmica tranquilla, che si sviluppa sopra un semplice passaggio armonico dal primo grado minore al quarto maggiore. Una sovrapposizione di due chitarre – almeno così sembrano – aiuta a sviluppare un riff di supporto udibile nel canale stereo di sinistra e contemporaneamente a segnare qualche traccia di colore nel canale di destra.

 

Baby Rose

 

Arriva poi quello che mi sembra il brano migliore, cioè Caroline. Qui la cantante dà il meglio di sé in termini espressivi, anche se la traccia è molto più pop delle altre. Nel coro compare anche Mereba, altra cantante, rapper e produttrice statunitense. Il tema melodico condotto con l'aiuto di chitarre, questa volta acustiche, viene nobilitato dal flauto di Leland Whitty e dalla batteria leggera di Alexander Sowinsky, cioè due dei BBNG al lavoro.

In Weekness la voce della cantante s'immerge in un clima più drammatico, più orientato al rock, sottolineato anche dalle distorsioni della chitarra che tuttavia restano caute nel non sopraffare la dimensione del canto.

It's Alright sembra uscita da una raccolta di vecchie soul song primi anni '80 e si avvicina a una dimensione disco con la presenza discreta dei synth a punteggiare l'evoluzione del canto.

L'album si chiude con una ballata molto malinconica, One Last Dance. A questo riguardo la stessa Baby Rose racconta che “BBNG e io abbiamo registrato questa canzone il giorno in cui ci siamo incontrati, proprio mentre si avvicinava la sera...”, fonte Rated R&B del 12/04/24, vedi qui. E in effetti la melodia fila molto pulita con la voce della Rose tra tastiere, flauti simulati e il bel giro di basso di Chester Handers.

 

Baby Rose

 

Slow Burn è un viaggio sensuale nel soul jazz contemporaneo, anche se a dire il vero di jazz c'è n'è proprio pochino. Ma in compenso l'interpretazione di Baby Rose è un notevole esempio di come il soul si sappia rinnovare, mantenendo saldi alcuni riferimenti espliciti, tra cui voce, cori, ritmi, ballate, anche se qui predominano queste ultime. A volte il clima sembra deviare maggiormente verso un'ambientazione lounge che mi sembra più nelle corde di questa artista, rispetto alla maggior aggressività mostrata, ad esempio, dalla collega californiana Lady Blackbird.

 

Baby Rose
Slow Burn
EP Secretly Canadian 2024
Disponibile in streaming su Qobuz 24 bit/96kHz e Tidal qualità max fino a 24 bit/192kHz

di Riccardo
Talamazzi
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