Claudio Cricca | La casa dell'audiofilo

25.10.2024

Come le recensioni di impianti e componenti atti alla riproduzione audio domestica dimostrano che si può scrivere di Alta Fedeltà, questo libro di Claudio Cricca dimostra che si può scrivere di chi di Alta Fedeltà si nutre, cioè degli audiofili.

 

Claudio Cricca

 

Questo incipit, paradossalmente più simile ai perentori ipse dixit degli explicit, cioè delle parole finali di un testo, mi è balzato in mente fin dalle prime righe di questo La casa dell’audiofilo, libro dell’amico Claudio Cricca, fotografo professionista di grande esperienza e successo e – si poteva intuire – audiofilo e autocostruttore impenitente.

 

Claudio Cricca - La casa dell'audiofilo

 

Ma cominciamo con le caratteristiche tecniche, quelle che sempre troppo spesso i recensori audio tendono a schivare, fatte di dati e numeri. Già, perché lo fanno? Per incuria, per paura, per pigrizia, per incapacità di correlarle all’ascolto: per ignoranza esibita, in tre parole. Queste caratteristiche determinano il prodotto, lo rendono più comprensibile per chi le sa o le vorrebbe leggere. E se non vengono considerate o volutamente ignorate è perché si vuole scrivere velleitariamente, invocando una vuota libertà di scrittura, vuota di contenuti soprattutto, fuffa e basta. Nel caso del nostro libro si tratta quindi di un’edizione Pendragon, copertina rigida, tutto a colori, ampiamente illustrato da foto dell’autore, 272 pagine complessive in versione bilingue italiana e inglese, con un approccio “aperto”, non provinciale, al contrario internazionale, e in vendita a 48,00 euro.

 

Claudio Cricca - La casa dell'audiofilo

 

Ma al di là delle necessarie e già di per sé rivelatrici informazioni tecniche, quello che vi portate a casa acquistando e leggendo questo ricco libro, ricco nel senso della qualità di stampa, di impaginazione, di cura editoriale, sono le vite di trenta audiofili.

 

Visto il peso di una singola vita, non mi pare poco, no?

 

Qui leggete le storie di trenta grandi appassionati – a vario titolo e modo – e dei loro impianti. Le storie personali si intrecciano a quelle dell’evoluzione dei loro impianti principali. Ci sono i percorsi e le descrizioni dei propri impianti di trenta ossessionati dall’Hi-Fi, ma che dico, Hi-End, perché gli impianti posseduti o sentiti sono magari di più. Il maggior numero sono audiofili privati, pochi sono degli autentici professionisti del settore, a vario titolo tra commercianti, distributori, tecnici del settore o produttori

 

Claudio Cricca - La casa dell'audiofilo

 

La chiave di volta, la frase rivelatrice, l’approccio fondante della ricerca di Claudio, sta nelle righe iniziali della sua introduzione. Claudio voleva “raccontare l’amore per l’Alta Fedeltà”. Questa frase ha fatto sobbalzare il suo editore Antonio Bagnoli, Pendragon, ma anche me. Eh, sì, perché se non di amore, di vero amore, di che si tratta? Spendiamo cifre inusitate, a volte anche non avendo i fondi necessari, facendo i “buffi”, come si dice a Roma. Passiamo ore, giorni, settimane, mesi e anni, uno dopo l’altro, ininterrottamente, dietro gli oggetti delle nostre passioni. Gli dedichiamo tutte – o quasi tutte, beh, qualcuno “tiene famiglia” – le nostre attenzioni, salvo ovviamente capire che non si può andare oltre, sarebbe accanimento terapeutico, per passare quindi in men che non si dica a nuovi oggetti del desiderio. Del resto, le "intermittenze del cuore" sono ampiamente dimostrate, vedi qui

 

Claudio Cricca - La casa dell'audiofilo

 

Avvicinando il nostro comune campo d’interesse in questo modo, Claudio ha potuto mettere in evidenza quanto l’amore e la passione per l’Alta Fedeltà abbiano a che fare con resilienza e incoscienza. Non chiamatelo passatempo, insomma, forse è più una nevrosi, ma non sono un tecnico per poterlo affermare. O forse l’amore stesso è una nevrosi.

Pensate che Claudio ha addirittura goduto dell’apporto di uno psicoterapeuta per “sviluppare e focalizzare la parte psicologica del testo introduttivo” che potete leggere qui. Beh, è un modo molto molto serio per approcciare una parte che si presume così importante della propria vita.

 

Claudio Cricca - La casa dell'audiofilo

 

E qui devo fare un appunto, perché qui cade per me un po’ il senso di “lungimiranza” del “prodotto libro” in sé stesso. Si è fatto di tutte le erbe un fascio. Me l’avessero chiesto forse avrei consigliato un’edizione di “soli” audiofili e magari in futuro una seconda e una terza e altre ancora. Magari alcune sempre dedicate a “soli” audiofili e altre ad altre categorie, comunque coinvolte professionalmente nel settore. Un’edizione dedicata ai produttori. Una ai tecnici del settore, distributori e commercianti. Ed “enne” per gli audiofili, che fanno legione. Questo per mantenere il progetto aperto, per dargli una prospettiva più ampia, perché se lo merita.

 

Che dite? Vi sembra una critica ingiusta? Al contrario, come in parte ho già accennato tradisce la reale portata e il mio sincero apprezzamento per l’opera in questione, alla quale auguro fin d’ora e pubblicamente il meglio. Questo perché La casa dell’audiofilo è un libro dirompente, coinvolgente, che non può che smuovere le emozioni di chi condivide la nostra passione. A patto di condividerla autenticamente, però. Nelle sue pagine troverete la vostra storia attraverso le storie di altri amici che ancora non sapete di avere. Fratelli separati alla nascita, che circa dai tredici anni in poi, magari a fasi alterne e con alterni successi, hanno perseguito la nostra stessa idea – poco più o poco meno – di alta fedeltà. Hanno inseguito uno o più sogni, né più e né meno come noi. In questa condivisone ideale sta la bellezza del libro. Nello scoprire che non siamo soli. Fa appunto impressione quanto tanti di noi abbiano avuto percorsi comuni. In questo senso la frase da incorniciare si trova a pagina 8 dell’introduzione di Claudio: “Nella riproduzione domestica è giusto che ognuno persegua il proprio fine, dando sfogo alle proprie emozioni, e che arrivi al risultato che lo soddisfi”. Parole che sanno di tolleranza, comprensione, inclusione e amicizia. Un credo che professo da sempre, da quando l’Hi-Fi mi ha avvicinato a decine, centinaia di amici. Prima vicini, ora lontani, e poi ritornati. “Vanno, vengono. Ogni tanto si fermano.”, cit. Le nuvole, Fabrizio De André.

 

Claudio Cricca - La casa dell'audiofilo

 

Nel dettaglio, salvo poche e motivate eccezioni non troverete impianti “di produzione” o commerciali, seppur ai più alti e costosi livelli. Tutto è stato cambiato, modificato, moddato, alterato, migliorato, piegato alle esigenze e alle orecchie del proprietario e della sua sensibilità. Sono veramente impianti audiofili ai più alti livelli. Costruiti cioè intorno alla selezione uditiva del loro responsabile. Qui si punta in alto, si ambisce alla realtà della riproduzione audio, “l’effetto live”, “il vero”, e i virgolettati sono citazioni del libro stesso.

 

Leggerete le storie di gente che ha frequentato Kondo e Be’ Yamamura. Entrerete in grandi spazi, magari con tanto di trombe nel pavimento e trappole acustiche nelle pareti, votati e dedicati alla riproduzione audio. Oppure in semplici ma proprio bensuonanti stanze da condividere nell’uso domestico quotidiano. Scoprirete cosa si pensa ad alti livelli di risoluzione del messaggio audio di tridimensionalità e timbrica, dinamica e dettaglio, riproduzione ed emozione. Condividerete i vari gusti musicali – a dire il vero jazz, classica, rock, pop e… poco altro – e molti album o tracce di riferimento di tanti altri audiofili. Vedrete l’audiofilia dal punto di vista di audiofili come voi ma anche di responsabili di società di produzione musicale, produttori Hi-Fi, discografici e distributori di settore. Vivrete insomma un sacco di altre vite in poco tempo, facendo un sacco di esperienza, perché questo è il punto: il tempo è galantuomo. Se non hai dedicato tempo agli ascolti, difficilmente la tua competenza e la tua capacità di comprendere l’impianto saranno cresciute. Sarai semplicemente invecchiato, senza acquisire conoscenza.

 

Claudio Cricca - La casa dell'audiofilo

 

Detto tutto questo, volete ancora di più? Volete scoprire nomi e modelli di apparecchi e diffusori? Volete insomma sapere qualcosa dei gran begli impianti di questi trenta capitani coraggiosi che si sono “messi in piazza” – e in Italia non è facile, ancora di più fra audiofili – e hanno aperto le porte dei propri ambienti d’ascolto? Date allora una sbirciata alla pagina dell’indice qui sopra. Guardate il video di presentazione dell’autore del libro all’inizio di questo articolo, oppure quello di un'altra presentazione, avvenuta da Suono e Comunicazione qui. Perdetevi gli occhi contemplando le immagini tratte dal libro, quelle che ho inframmezzato a queste righe. Ma soprattutto compratelo questo libro, perdetevici dentro. Non ve ne pentirete affatto, è un’occasione unica per confrontarsi e scoprirsi appassionati fra gli appassionati. Alla fine della galoppata nelle sue pagine vorrete come me stringere le mani di questi “fratelli audiofili”. Io vorrei infatti congratularmi con tutti loro. Vorrei esprimere la mia ammirazione e, perché no, in certi casi anche la non conformità al mio gusto. Ma sempre la mia comprensione per il risultato. Perché, se c’è stata ricerca, ci devono essere sempre apprezzamento e rispetto.

 

È stato un onore e un privilegio poter leggere e recensire La casa dell’audiofilo, titolo che, detto per inciso, è un omaggio del suo autore a La Maison de l’Audiophile, sede storica parigina dell’attività di Jean Hiraga, chiusa nel 2010. È un libro che divorerete, come si faceva una volta con la rivista cartacea mensile appena presa in edicola. Quindi, se vi piace l’alta fedeltà, avete trovato casa.

 

Ora c’è solo da chiedersi per quando sia prevista la seconda edizione. Chissà quante richieste o disponibilità avrà già ricevuto nel frattempo Claudio…

 

Claudio Cricca, La casa dell'audiofilo, Edizioni Pendragon

272 pagg. illustrate, edizione bilingue ITA + ENG, 48,00 euro

 

Per ulteriori info: al sito Pendragon

di Giuseppe
Castelli
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