Copenhagen High End Show 2018

16.11.2018..

L’occasione

Sono stato molto volentieri al più recente Copenhagen High End Show, l’edizione 2018, svoltasi il 27 e 28 ottobre scorsi, per un’abbondante serie di motivi. Affrontiamoli uno alla volta e, se mi seguite, non rimarrete delusi.

 

Io e Thomas Sillesen

 

L’organizzazione

Dal 1997 anche conosciuta come HiFi & Surround, l’attuale promotore della fiera è il distributore HiFifreaks, qui rappresentato fra gli altri da Thomas Sillesen. La coordinatrice Veronika Dementeeva mi ha detto della loro intenzione di rilanciarla, avendone intuito le ulteriori potenzialità, posizionandola proprio nel settore Hi-End. Hanno quindi affrontato la cosa con determinazione nordica, rendendola di fatto la più grande fiera scandinava del settore. Con nuovi inviti alle più importanti testate giornalistiche mondiali del settore, sia cartacee che online, ed altrettanti alle aziende locali e Nord europee, l’edizione di quest’anno è stata, anche a detta di chi la conosce bene, certamente la migliore, ponendo ottime premesse per quelle dei prossimi anni.

 

Questo report, più che riportare didascalicamente chi c’era e chi non c’era, le presenze e le assenze, vuole servire a far cogliere le differenze fra le manifestazioni nostrane e questa, una piccola perla nascosta, magari soprattutto a uso e consumo dei nostri produttori, alcuni dei quali potrebbero trovarla interessante per espandere i propri interessi commerciali in quell’area.

 

La location

“Splendida, splendida Copenaghen”, dice la canzone più famosa dello storico film Disney Hans Christian Andersen, cantata da Danny Kaye, e in questo senso la capitale danese non si discute, essendo nel nostro caso un ideale – e molto reale – ponte fra il Nord Europa e la penisola scandinava. La città è collegata a Malmö, in Svezia, dal ponte di Øresund e per questo non c’è soluzione di continuità fra le due nazioni, rendendole strettamente confinanti. Meno di otto chilometri, facilmente percorribili in auto e treno, le separano: ci mettiamo più tempo noi a Milano o a Roma a uscire o entrare in città… Questo ci porta subito a dire che il pubblico della manifestazione danese è molto interessante, perché attira sì, ovviamente, danesi, ma anche appassionati e produttori dalla Germania del Nord, dall’Olanda, dal Regno Unito, col quale c'è uno storico rapporto di grndi scambi commerciali, e ovviamente dalla Svezia e dalla Norvegia.

 

L'atrio del Clarion Hotel

 

La struttura

Cominciamo col dire che il Clarion Hotel Copenhagen Airport è una delle migliori strutture che si possano desiderare per il nostro tipo di manifestazioni. La descrivo per sommi capi. Uscite dal gate dell’aeroporto e, fatte poche centinaia di metri, tutti al coperto, siete già arrivati a destinazione, comodità non da poco per chi deve farsi carico di apparecchi o diffusori spesso da centinaia di chili complessivi. L’aeroporto è dotato di stazione metro per Copenaghen, di collegamenti stradali e di stazione ferroviaria da-e-per la Svezia e l’entroterra danese. Inutile dire che i parcheggi sono adeguati per una tale struttura, un vero incrocio di accessi multiformato. Oltre all’accoglienza dell’hotel, si può quindi contare su tutti i negozi e i ristoranti del vicino aeroporto. Le sale sono di vari tagli, molto ben insonorizzate le une dalle altre e l’educazione nordica normalmente evita di assordare i vicini con volumi sonori eccessivi anche per un rave. Sono disposte su tre livelli, compreso il pianoterra, e con molta possibilità di crescita, visto il numero di piani totali dell’edificio. Quelle ai piani superiori si trovano in corridoi ai quattro angoli della struttura, che portano a un grande e comodo balcone centrale che si affaccia sul grande atrio a tutt’altezza dell’albergo. Nei restanti piani si trovano le camere d’albergo vere e proprie: per chi se le può permettere, un vero lusso di comodità e servizi nei giorni della fiera.

 

I partecipanti

Noi della stampa eravamo una trentina, provenienti da tutti i principali paesi "audiofili" del mondo. Spiccava invece la strana l’assenza di grandi nomi di produttori locali con proprie salette, anche solo per onor di patria, come Dynaudio, Gryphon e Dali, ma non sono andato a sfruculiare sui motivi di questo, probabilmente dovuti a banali beghe nazionali. Il numero di marchi e brand presenti a vario titolo con propri prodotti era però significativo, più di 180, e lo riporto per intero, salvo errori od omissioni, francamente non posso dire di averli riscontrati puntualmente, ma serve a dare l'idea dell'ampiezza e delle ambizioni della mostra di per sé: Absolare, Acoustical Systems, ADL by Furutech, AirTight, Alluxity, AMC, Amphion, AnalogMagic, Arcam Art Audio, Atlantic Technology, Audeze, Audia Flight, Audio Block, Audio Note, Audio Solutions, Audiodesk Systeme, Audiofly, Audiolab, Audiophilleo, Audiovector, Auralic, Aurender, Avantgarde Acoustic, AVM Audio, Bassocontinuo, Belles, Benz Cartridges, Bergmann Audio, Blue Cheese Audio, Blue Jeans, Boston Acoustics, Bülow Stand, Burchard, Cambridge, Canor Audio, Clearaudio, Clic, Coda Technologies, Constellation Audio, Convergent Audio Technology, Croft Acoustics, Custom Design, Dartzeel, dCS, Definitive Technologies, Densen, Devialet, DLS, Dr. Feickert Analogue, Dynaudio, Dynavector, EAR Yoshino, Earthquake, Elac, Eminent Technology, Erzetich, Estelon, Evox Copenhagen, Floatpoint, Furutech, Gato Audio, Gauder Akustik, Genelec, Glanz, Gold Note, GoldenEar, Grado, Grado Labs, Graham Audio, Groneberg, Hagto Audio, Harbeth, Hegel, Helius, HifiMan, Horns, Innuos, JBL, Jelco, Jern, JL Audio, Kalista, Key Digital, Kimber Kable, Kiseki, Koetsu Audio, Kuzma, Lamm Industries, Lehman Audio, Lexicon, LFD Audio, Living Voice, Luxul, M2Tech, Magico, Manley Labs, Marantz, Mark Levinson, Martin Logan, Master & Dynamic, Métronome, Meze Audio, Michell, Micromega, Mission, Miyajima Lab, Monitor Audio, Mørch, Moscode, Musaic, Music Reference, My Sonic Lab, Nitty Gritty, North Star Design, NuForce, NuPrime, Oracle Audio, Ortofon, Oyaide, Parasound, Peachtree Audio, PMC, Polk Audio, Primaluna, Project Audio, Purist Audio Design, QED, Quad, RCM, Rega, Revel, Rockport Technologies, Roksan Audio, Roon Labs, Rosso Fiorentino, Ruark Audio, Russell K., RW Acoustics, Sennheiser, Shelter, SIM2, Solidsteel, Soltanus Acoustics, Sonus Faber, SOtM, Speakers Corner Records, Spendor, Stax, Stenheim, Stillpoints, Studio Sound, Sugden, Sumiko, Supra, System Audio, Taga Harmony, TAOC, TDG Audio, TechDAS, Tellurium Q, Thorens, TIBO, Top Wing, Torus Power, Townshend, Trafomatic, Tri-Planar, Triangle, Trilogy, Tru-Lift, TW-Acustic, Van Den Hul, Vanguard Dynamics, VEGA, Vicoustic, Vincent-Tac Audio, Vitus Audio, VPI, Well Tempered Lab, Wharfedale, Wilson Benesch, Wireworld, XLO, Zensati, ZYX.

 

Lo show

Teutonico ma con simpatia. Come amo dire, i danesi sono i tedeschi del Nord, sono anche e forse meglio organizzati e alternano efficienza a grandi risate, quando possono.

Gli orari sono incredibili per noi italici: 11.00-18.00. Sì, avete letto bene, e si tende anche a farli rispettare.

L’organizzazione si vede nero su bianco: il catalogo della fiera, che trovate qui, riporta già delle recensioni complete di molto di quello che si potrà trovare nelle sale.

Lo show di quest’anno ha avuto più di 5mila visitatori, molto per un paese come la Danimarca e lasciatemi aggiungere che ho visto grande interesse professionale – leggi “distributori e negozianti” – e un’età media del pubblico decisamente più bassa di quelli nostrani.

La qualità delle sale, secondo me, era mediamente superiore alle equivalenti italiane, ma, come ripeto, soprattutto i volumi di ascolto tendevano a essere realistici e non eccessivi.

Nelle gallerie immagini trovate le sale, i prodotti e le notizie più interessanti, anche “viste da qui”.

 

P.S. Dopo la prima stesura e pubblicazione di questo articolo, aggiungo un paio di video. Il primo riguarda Audio Form / Jern, l'attuale azienda di Ole Christensen, ex-fondatore della Gamut, che proponeva diffusori e cabinet in metallo pressofuso, ghisa se non ho capito male, per solide ragioni scientifiche di controllo delle vibrazioni e delle risonanze: trovate il link al video di dimostrazione qui. Il secondo è un semplice giro nella sala più grande della fiera, la Hellehammer I, con l'esposizione statica e l'impianto con le Quad Esl-2912, che potete vedere qui.

 

L’interesse italiano

Ho sentito tanti diffusori multivie a bassa sensibilità ed efficienza. Ho visto molte elettroniche a stato solido e su PCB, anche SMD. Ora, senza che nessuno se la prenda poi con me, anche perché non ho alcun interesse economico nel dirlo, io suggerirei di valutare questa fiera ai produttori italiani di buone elettroniche valvolari e diffusori a medio-alta efficienza, perché di quelli a bassa efficienza lassù ne hanno letteralmente da vendere. O anche a chi lavora a progetti più ambiziosi, con approcci non comuni, visto che c’era ancora poco in questo senso. Io ho già contattato e consigliato alcune nostre aziende. Se altre volessero parlarne, sono a loro disposizione per dare informazioni e confrontarsi: sarebbe interessante approfittare di questo piccolo tesoro del Nord.

 

 

Per ulteriori info: al sito del Copenhagen High End Show

 

Ci si prepara per la cena comune fra operatori e distributori, produttori e giornalisti: eravamo una cinquantina, veramente una bella occasione, che l'organizzazione ripete ogni anno da sempre.
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Permettetemi un momento di vanità: sono in compagnia di Janine Elliot, collega giornalista, ma anche e soprattutto musicista, compositore, producer e quant'altro! Non capita tutti i giorni di lavorare con chi ha suonato con Abba, Adele, Elton John, Genesis, Michael Jackson, Nina Simone, Oasis, Paul McCartney, Prince, Queen, Rod Stewart, Rolling Stones, Sting, U2... E l'elenco potrebbe continuare! Scopritela sul suo sito soundadvice.yolasite.com
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Veronika Dementeeva, responsabile della segretaria organizzativa, ci introduce alla prima saletta, dal piano più alto a scendere, Phison Audio.
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Il responsabile Hagto Audio, distributore per la penisola scandinava, e Sead Lejlic di Konus Audio, di Sarajevo.
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HiFifreaks ha attirato molti giovani con l'ascolto delle cuffie e degli ampli Stax.
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L'ultimo ampli cuffie Stax SRM-007tII, venduto qui a circa 2.145 euro.
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Tekni-Fi, con un impianto minimalista e delizioso Pro-Ject.
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LydProdukter, con giradischi Hartvig Audio.
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Raluca Vontea di Meze Audio presentava le proprie realizzazioni.
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Connaisseur-AV dimostrava qui con ampli Alluxity e diffusori Audio Solutions Figaro L.
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Sala Connaisseur-AV, con giradischi Amari LP-82s.
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P.M. Audio con Black Magic Cables e molti altri marchi trattati, tra i quali l'australiana Krix Esoteric Altum per i diffusori.
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Braccio tangenziale Magne ST Bergmann.
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TopSound dimostrava inoltre i nuovi Sonus Faber Electa Amator III.
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High Performance Audio, con il team Avantgarde al completo a dimostrare le Trio X con Basshorn XD a quattro moduli, manco a dirlo, il suono migliore dllo show: potente e indistorto, materico ma capace di grande delicatezza.
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High Performance Audio: le fonti erano lo streamer Innuos Statement lo PS Audio DirectStream, lettore di memory pen e DAC. Inconfondibili le casse Trio XD, con quattro Basshorn XD al centro, una coppia di finali stereo Avantgarde XA, preamplificatore a batterie Avantgarde XA Pre. Due PS Audio P20 Powerplant si occupavano di ripulire e rimodellare la corrente.
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Bülow:Steensen, il controverso giradischi Mag Lev Audio.
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Densen Audio pilotava le torri Triangle Magellan Grand Concert con il suo nuovo integrato B-180: probabilmente un bel progetto, ma ce ne sarebbero voluti due o tre qui, la fatica d'ascolto si faceva sentire, nonostante i 150 watt dichiarati per canale.
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Audioactive dimostrava delle casse amplificate e Wi-Fi della System Audio: un giorno le avremo tutti, ma già ora il suono era di tutto rispetto.
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Audioactive, un giradischi Avid Ingenium.
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I Tannoy Arden da HiFifreaks, un suono classico, potente e coinvolgente, ma con la zona tweeter sempre da addomesticare.
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BR Trading, con demo statica degli Audia Flight.
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Lindemann Audio in persona, con Norbert Lindemann, esponeva le serie Limetree e Musicbook.
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Lyd by Dissing ApS, diffusori praticamente in-wall, dal design scandinavo e ad alto WAF - Wife Acceptance Factor.
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Da Morch ho il piacere di farmi un autoscatto con l'Ing. Morch stesso, un nome di riferimento nella produzione di bracci.
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Veronika a sinistra e Thomas a destra, con le sue due figlie addette alla reception in mezzo: un'organizzazione puntuale e sempre con il sorriso.
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di Giuseppe Castelli
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