Demo ItaliAcoustic HS-1 sabato a Roma

12.03.2019..

Comunicato stampa | Sabato 16 marzo, dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle 16.00 alle 18.00, presso la sala Giussani di Via dell'Acqua Bullicante 169 a Roma, potrete ascoltare un mix di novità e di vintage.

 

Finale ItaliAcoustic HS-1

Recentemente presentato all’ultimo Roma hi-fidelity, il primo classe HS al mondo è la “terza via” del suono e un nuovo modo di amplificare. La classe HS di ItaliAcoustic è tutta italiana, registrata all’UIBM, di tipo analogica-autoadattativa.

Con questa nuova classe il segnale viene trasformato in impulsi e a differenza della classe D – che ne controlla solo la larghezza, con frequenza ed ampiezza fissa e scarsa risoluzione – qui gli impulsi sono un milione al secondo e vengono modulati in frequenza, larghezza e ampiezza. Non c’è mai stata una precisione tanto elevata.

Il percorso del segnale è completamente analogico e bilanciato, dall’ingresso all’uscita, e viene gestito in digitale con tempi di risposta estremamente veloci.

 

La capacità di controllo totale di ogni carico tra 1,5 ohm e 16 ohm e un carattere “valvolare” appositamente voluto per esaltare gli armonici conferiscono chiarezza e dettaglio a un suono che resta composto e non distorce mai, a qualsiasi potenza.

Alcuni diffusori hanno alte impedenze e quindi necessitano di alte tensioni, altri hanno basse impedenze e necessitano di alte correnti, e la maggior parte di essi ha impedenza molto variabile tra questi estremi durante l’escursione nella sua banda.

L’architettura HS permette di erogare con una precisione straordinaria fino a 60 V e 20 A, per un’autorevolezza sconosciuta alla maggior parte dei finali valvolari, limitati in corrente, e a stato solido, limitati in tensione: è la “terza via” del suono.

 

Ne consegue una potenza massima indistorta di ben 500 WRMS/canale, per impedenze inferiori a 3 ohm, che a qualcuno potrà sembrare eccessiva, ma che, per chi conosce a fondo l’essenza della riproduzione sonora, è invece garanzia di fedeltà e dinamica. È infatti vero che si può ascoltare bene la musica anche con soli 3 watt, ma questo è sufficiente per una singola nota, senza escursioni dinamiche e con diffusori da 100 dB...

 

Fattore di cresta

 

La buona musica non è mai “piatta”: contiene dei picchi d’informazione che vanno molto al di sopra della potenza media o RMS. Spesso il fattore di cresta è oltre 100:1.

Il suono, nella sua forte complessità e ricchezza, si distribuisce in tutto lo spettro da 20 Hz a 20.000 Hz in miriadi di componenti, su tante frequenze diverse e con tanti livelli diversi, mentre la potenza di un finale audio è... “globale”.

Se ascoltiamo con un finale da 10 watt un brano d’orchestra con quindici voci e livelli dove la nota più lieve è cinquanta volte inferiore a quella più forte, allora i 10 watt totali verranno “divisi” tra tutte le voci, e nessuna avrà nemmeno 3 watt per potersi “esprimere” bene.

Inoltre se la nota più potente fosse anche a 7 W, allora quella più debole “peserebbe” 7/50=0,14W, cioè sarebbe “perduta” nel rumore di fondo e non giungerebbe a noi.

In pratica, se la potenza è insufficiente, si perdono molti dettagli, e quindi… la fedeltà.

 

Poter esprimere molta potenza non significa solo “fare discoteca” ma anche poter disporre di una riserva da “spendere” per dare a ogni dettaglio il suo posto, la sua identità, la sua presenza. Non solo il risultato non sarebbe per niente assordante, perché la potenza media risulterebbe praticamente la stessa, ma le originali “aperture” del suono renderebbero più gradevole e affatto faticoso l’ascolto…

 

Damping factor

 

Per ottenere un'immagine sonora adeguata è necessario uno stadio finale che abbia l'autorità di guidare i diffusori senza subirne le variazioni d’impedenza. Il fattore di smorzamento o DF - Damping Factor costituisce, insieme alla risposta al gradino, l'indicatore della validità di un finale quando viene accoppiato ai diffusori.

Su variazioni “brusche”, linea azzurra, l’HS-1, linea gialla, ha una risposta autorevole ma morbida, come quella di un ottimo valvolare, a differenza di finali con basso smorzamento, linea viola, che perdono il controllo dei carichi più difficili, distorcendo.

 

Infine, qualche informzione riguardante la meccanica dell'HS-1, che è ricavata da un blocco pieno di alluminio T6060, e questo consente di abbattere qualsiasi risonanza del mobile alle onde acustiche, perché non ci sono viti e incastri. Lo spessore minimo del metallo è 12 mm, il macchinario di precisione esegue il processo di scavatura secondo il programma CAD realizzato in fase di progetto della meccanica e ogni fase è controllata da un elaboratore che gestisce la lavorazione come da disegno.

Il risultato ha una precisione dell’ordine dei centesimi di millimetro, con misure e proporzioni calcolate per evitare risonanze, ottenere un supporto estremamente stabile, senza sbalzi termici, e fornire dissipazione ai circuiti e schermatura dei disturbi da e verso l’esterno: tutto per una sicura garanzia di durata.

 

Specifiche tecniche HS-1

  • Classe di lavoro: HS, analogica e controllata in digitale
  • Banda passante: 10Hz-20kHz, ±0,5dB, con risposta in fase lineare
  • Gamma dinamica:120dB, su tutto l’intervallo di potenza
  • Distorsione: 0,01%, THD+N, 1kHz, 150WRMS, 8ohm
  • Impedenza ingresso: 47kohm, ingresso bilanciato o sbilanciato
  • Fattore di smorzamento: >200, alla massima impedenza di carico
  • Impedenza di carico: 1,5-16ohm, in modulo, carico misto reattivo
  • Potenza di uscita: 2x 200WRMS su carico di 8ohm, 2x 400WRMS su carico di 4ohm, 2x 500WRMS su carico ≤3ohm
  • Protezioni per: sovrapilotaggio, sovraccarico, cortocircuito, temperatura, sovratensione, polarità, guasto
  • Dimensioni: 20x10x20cm LxAxP
  • Peso: 4kg

 

Preamplificatore AAAVT Sonus Mirus

Versione rivisitata da AAAVT del modello Xindak XA3200-MKII. Si tratta di un preamplificatore particolarmente indicato per gli audiofili che amano il suono valvolare senza rinunciare a una circuitazione moderna di tipo “Matisse”. Il progetto del circuito è stato ulteriormente ottimizzato e aggiornato, per ogni canale vengono utilizzate due valvole JAN-Philips 12AT7WC militari di alta qualità. Inoltre, per ridurre effetti di distorsione e ampliare la risposta in frequenza, sono stati implementati circuiti di controreazione tra i vari stadi di amplificazione.

La scelta della componentistica è ottima: resistenze American Dale, condensatori MKP della tedesca Wima e condensatori Jantzen sulla linea di segnale.

All’interno troviamo componenti di altri marchi famosi come RIFA, Frako, American Mit e i cavi audio interni sono dell’azienda svizzera Gotham. L’alimentazione è realizzata mediante tubo rettificatore NOS russo.

Il timbro di questo preamplificatore è molto delicato, con alti setosi e medi morbidi. Pur nella sua delicatezza e naturalezza il suono di questo preamplificatore è analitico e dettagliato, mantenendo una sonorità tipicamente valvolare.

 

Specifiche tecniche Sonus Mirus

  • Risposta in frequenza: 10Hz~100KHz, 0-3dB
  • Distorsione armonica totale: 0,1%
  • Rapporto segnale/rumore: 87dB
  • Massimo segnale d’uscita indistorto: 8,5VRMS
  • Ingressi: quattro
  • Uscite: due
  • Controllo remoto sul volume e sugli ingressi
  • Dimensioni: 430x90x280mm LxAxP
  • Peso: 7kg

 

Diffusori ESB 7/07 II

È storia: le scelte filosofiche – leggi DSR – hanno fatto della serie 7 di ESB un prodotto vincente sul mercato dei prodotti di altissimo livello, non solo in Italia ma anche in mercati difficili come quello statunitense, la Serie II è una revisione di particolari, come quello del cablaggio, cui negli ultimi anni gli audiofili hanno cominciato a prestare sempre maggior attenzione.

Riassumendo, la serie 7/07 II è sostanzialmente identica alla precedente a parte il fatto che, per minimizzare l’alea di accoppiamento tra amplificatore e sistema di altoparlanti, sono stati eliminati, dai modelli che ne erano dotati, i controlli di livello, che restano comunque disponibili su richiesta, e il cablaggio interno è effettuato in cavo di sezione elevata, saldato direttamente sui componenti, per eliminare la resistenza di contatto dei tradizionali attacchi faston a pressione. A questa regola generale, fa eccezione la 7/08 II, che è stata completamente rinnovata passando da tre vie a quattro, come le tre sorelle maggiori 7/05, 06 e 07.

il principio di funzionamento del DSR o Distributed Spectrum Radiation, radiazione a spettro distribuito, grazie alle sue innovative capacità di controllo dell’immagine stereofonica ha decretato il successo delle ESB serie 7 e ne ha fatto uno dei prodotti più imitati, a livello mondiale, non solo nel principio di funzionamento, ma anche, in qualche caso, nella letteratura illustrativa di tale principio. Se ancora ci fosse qualcuno che non conosce il DSR, può trovarne un’esauriente descrizione sui numeri 5 e 18 di Audio Review – febbraio 1982 pp. 96-99, giugno 1983 pp. 98-107 – per mano del suo stesso inventore, l’Ing. Renato Giussani

Nell’ambito della serie 7, la 7/07 II, si pone immediatamente alle spalle della 7/06 e di fatto ne rappresenta una versione ridotta nelle dimensioni e nel costo, ma progettata con l’obiettivo di non accettare, in nome della riduzione di prezzo, compromessi poco onorevoli.

Il woofer resta da 30 cm, ma il cestello è in lamiera anziché in pressofusione, con un’escursione, e quindi una potenza nominale, leggermente inferiore a quella della 7/06, ma, come si vedrà dall’esame delle misure, la distorsione a bassa frequenza è ancora particolarmente bassa.

Anche il mid-woofer è un componente leggermente più economico di quello montato sul modello maggiore, ma sempre di buone prestazioni. Il midrange alto a cupola morbida è da 38 mm con magnete in ferrite – 7/05 e 06 montano un 51 mm con magnete in Alnico V – mentre il tweeter è lo stesso componente a cupola morbida da 26 mm con supporto della bobina in alluminio e olio magnetico impiegato su 7/05 e 7/06.

La tentazione di definire la 7/07 II la “parente povera” della 7/06 II è forte, ma sarebbe un’interpretazione ingiustamente riduttiva: per esempio il midrange da 38 mm della 7/07 è un componente di gran pregio, con i due strati dell’avvolgimento ripartiti uno internamente e uno esternamente, una soluzione già vista per i woofer, ma adottata, a quanto ci risulta, per la prima volta dalla ESB per i mid a cupola morbida della serie 7 e DCM.

Secondo la tradizione ESB, il circuito stampato del crossover è assicurato a un pannello in truciolare montato sul fondo della cassa. Il crossover ha la stessa struttura di base di quello della 7/06 II, anche se ovviamente i valori dei componenti sono diversi per la necessità di adattare le frequenze di incrocio non solo alle caratteristiche dei componenti, ma anche alla diversa geometria del mobile.

La costruzione e la finitura di quest’ultimo sono, come per tutta la serie 7, del massimo livello: la cassa esterna è rivestita in noce naturale con finitura opaca a cera, mentre quella interna è verniciata in nero antigraffio. L’unico appunto che, sotto questo punto di vista è ragionevole sollevare, va ai morsetti di collegamento a vite, ma… evviva! Sono morsetti a vite che accettano indifferentemente banane, terminali a punta o terminali a forcella, come del resto è ovvio attendersi su un prodotto di questo prezzo e livello…

 

 
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
È gradita la prenotazione telefonica al 388.1695156

Sala Giussani - Via dell'Acqua Bullicante, 169 - Roma

Solo sabato 16 marzo 2019 - ore 10-12 e 16-18

 

 

Per ulteriori info: Mauro Scarabotti - cell. 388.1695156

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