Diffusori Care Orchestra Deep Breath Evo

14.12.2021

L’azienda

Care Orchestra è un’azienda fondata nel 2010 a Baranzate, vicino a Milano, e nata da un’idea dei due fondatori, l’Ing. Cristian Cammarata, che si occupa prevalentemente della progettazione elettroacustica dei prodotti, e l’Ing. Alessandro Reggiori, che ne presiede la progettazione strutturale e meccanica. La piccola realtà, che con il contributo dei suoi stretti collaboratori è cresciuta costantemente nell’ultimo decennio, si propone soprattutto all’estero in modo particolare al mercato B2B, instaurando proficue collaborazioni con clienti di profilo rilevante, mentre in Italia la loro proposta è già molto apprezzata sia da utenti finali che dai professionisti, quali architetti e designer, con cui realizzano ambiziosi progetti per i loro clienti che richiedono le soluzioni più esclusive.

 

Descrizione

I Care Orchestra Deep Breath Evo sono diffusori a due vie da stand di questa giovane e italianissima azienda che fa del taylor made uno dei punti di forza della propria proposta commerciale. L’azienda si rivolge a un target esigente, non solo dal punto di vista delle prestazioni acustiche ma anche dal punto di vista dell’inserimento in ambiente. I cinque modelli in catalogo, di cui fanno parte le Deep Breath, infatti vengono proposti sia con finiture standard di laccatura sia con la possibilità di personalizzare ad hoc le finiture, concordando con l’utente finale il colore e abbinando su richiesta marmi, pelli, legni e tessuti, per poter inserire i diffusori in perfetta armonia con l’ambiente al quale sono destinati.

 

La coppia di diffusori in prova ha una finitura standard, con laccatura nera, ma già denota una cura dei particolari tutta italiana, come l’assenza di giunzioni e fissaggi a vista, l’alternanza degli spigoli netti e stondati, l’elegante serigrafia a rilievo color oro della scritta Care Orchestra sui fianchi dei due diffusori, i massicci connettori dorati sul retro e la finitura opaca della laccatura stessa. I due diffusori in prova non hanno griglie di protezione e neanche predisposizioni visibili sul pannello per applicarle ma, su richiesta, possono essere fornite e fissate al diffusore grazie a un sistema di magneti che sono già presenti all’interno del cabinet.

 

Tweeter Care Orchestra Deep Breath Evo

 

I componenti utilizzati sono di pregio, in linea con gli obiettivi del costruttore di proporre un prodotto a un pubblico dal palato fine, smaliziato, in cerca di un’alternativa ai ben più costosi nomi noti dell’Hi-End e che possano apprezzare questa idea di artigianalità sartoriale. Il woofer è uno Scan-Speak Discovery in fibra di vetro con diametro da 180 mm, il tweeter è anch’esso uno Scan-Speak, con cupola in tessuto da 25 mm di diametro. La frequenza di taglio è posta ai 1.900 Hz. Il crossover, che viene montato non su basette prestampate ma su supporti progettati ad hoc, viene ottimizzato a orecchio, grazie al confronto tra le varie competenze del team, dopo aver testato la risposta e la linearità in laboratorio.

Presumo che il modello con la finitura in marmo, considerando il materiale quasi totalmente inerte, che reagisce alle risonanze interne in modo diverso rispetto alla finitura standard, preveda un ulteriore e specifico fine tuning. Sarebbe interessante il confronto all’ascolto tra le due opzioni.

La sensibilità dichiarata è di 91 dB mentre le dimensioni, piuttosto generose per un diffusore da stand, sono di 351 mm per l’altezza, 247 mm di larghezza e 327 mm di profondità.

 

Piuttosto particolare anche l’unpacking dei diffusori, che vengono consegnati in una cassa di legno con la serigrafia del logo posizionata al centro del coperchio, l’interno è totalmente foderato con gommapiuma grigia e, sempre all’interno del box di imballo, si trovano anche dei guanti bianchi, per maneggiare i diffusori con cura. Anche questi piccoli dettagli contribuiscono a dare quella sensazione di attenzione per i particolari che contraddistingue la proposta commerciale di Care Orchestra.

 

Il front-end

Una volta sballati, i diffusori vengono da me posizionati su degli stand da 70 cm in legno con base in pietra della Sonus Faber, quelli dedicati alle Minima Amator che utilizzo come riferimento per la prova. Il resto della catena a monte si compone di una meccanica CD Roksan Rok-DP1, convertitore Wadia 12, pre Audio Research LS7 e finale Classé Audio DR-3. Tutti componenti che possono considerarsi tranquillamente vintage, ma che molto spesso salgono ancora in cattedra a confronto con analoghi prodotti attuali di fascia alta. Per le connessioni vengono utilizzati un coassiale in argento Kimber Kable AGDL, cavi di interconnessione in argento Kimber Kable KCAG tra convertitore e pre, interconnessione tra pre e finale affidata al secondo me intramontabile Straight Wire Maestro.

I cavi di potenza a disposizione sono tre, tutti da 2.4 mt, utilizzati uno per volta non essendoci la possibilità di collegamento in bi-wiring come per le Minima Amator. Sono ad ogni modo tutti cavi di gamma alta o medioalta, anch’essi vintage ma di consolidata fama: MIT Shotgun S3, Cogan Hall Intermezzo e XLO Ultra 6.

 

Ascolto Care Orchestra Deep Breath Evo

 

L’ascolto

Dopo i primi tre giorni di rodaggio in cui le Deep Breath hanno già mostrato un profilo sonico raffinato e una capacità di scendere in basso notevole rispetto al loro litraggio da bookshelf, comincio ad alternare le Deep Breath alle Minima Amator per individuarne in modo più approfondito le caratteristiche soniche e le potenzialità.

I diffusori sembrano a proprio agio restituendo un fronte sonoro ampio e profondo, sicuramente valorizzati dal posizionamento in ambiente a circa 1,8 metri dalla parete posteriore e 1,3 da quelle laterali. L’ambiente di ascolto è di circa 45 mq acusticamente trattato – vedi qui – e le Deep Breath mostrano una certa disinvoltura a sonorizzare un ambiente piuttosto ampio, sebbene la loro efficienza di targa di 91 dB mi sembri sovrastimata. A tal proposito, infatti, noto che con la stessa posizione del potenziometro del volume, tra le Minima Amator che hanno una efficienza di 88 dB e le Deep Breath dichiarate a 91 dB non c’è un evidente incremento di volume, come farebbe presupporre uno scarto di 3 dB. Ad ogni modo la sensazione di velocità e l’impatto sonoro, sia a volume sostenuto che moderato sono godibilissimi, le Deep Breath si comportano da diffusori di razza: sensibili alla qualità dei componenti a monte, restituiscono un suono netto, pulito e ben levigato, dettagliato ma mai aspro. All’ascolto, volendo delineare un profilo sonico di questo diffusore, direi che è improntato più all’equilibrio e al senso delle proporzioni piuttosto che all’iperdefinizione, offrendo un suono più “consapevole” e maturo. Non segue insomma il trend recente, che ha condotto molti costruttori, anche di prestigio, a quel tipo di suono basato sul microdettaglio a tutti i costi, quello che tende alla radiografia dell’evento sonoro perdendone di vista la naturalezza e finendo per creare una certa fatica di ascolto. Ovviamente molto dipende anche dalla catena a monte ma, in questo mio contesto, le Care Orchestra hanno offerto una prestazione di altissimo livello, facendo emergere con chiarezza anche tutte le caratteristiche tipiche del DR-3, noto per quella rarissima combinazione di punch granitico sul basso e la dolcezza del dettaglio sulle alte, un’ampia e profonda scena sonora e una ricchezza armonica fuori dal comune.

 

Il nome di Deep Breath non mi pare scelto a caso e, con la capacità di tirare fuori tali prestazioni, mi viene da pensare che sia ben meritato.

 

È pur vero che l’ambiente d’ascolto acusticamente trattato e un front-end di fascia alta non sono le condizioni più comuni per dei diffusori dal costo di poco più di duemila euro, l’abbinamento più probabile, e per il quale immagino siano stati progettati, è con un integrato e una sorgente di buon livello. Ma intanto va riconosciuto che, poste in una condizione favorevole, le Deep Breath sono capaci di prestazioni Hi-End, insidiando le alternative ben più costose di molti marchi noti. Questa è una peculiarità che mi ricorda da vicino proprio le Minima Amator, che ormai da molto tempo rappresentano per me un riferimento. Un diffusore appartenente per prezzo a una fascia medioalta ma che, inserito in un contesto Hi-End, è capace di adattarsi e fornire prestazioni a livello ben superiore.

 

Però, un certo limite delle Minima Amator è quello di diventare più opache e anonime appena si scende da un livello top di sorgente e soprattutto di amplificazione, fenomeno probabilmente dovuto alla complessità del crossover. Sarebbe interessante capire come si comporterebbero le Deep Breath nel contesto di una catena di riproduzione più coerente alla sua fascia di prezzo. Nel confronto diretto con le blasonate Minima Amator, in questa catena di riproduzione che, va ricordato, è stata ottimizzata insieme con questi diffusori, le Deep Breath mantengono sostanzialmente un’equivalente coerenza timbrica, un po’ più “leggere” nel restituire il microdettaglio, nel senso che le Sonus Faber scavano un po’ più in profondità nel messaggio sonoro e cesellano meglio certi dettagli in alcuni passaggi. Le Deep Breath però, spinte dalla abbondante riserva di corrente del finale, grazie alle dimensioni più generose del mobile e del woofer, hanno maggior “corpo” ma senza risultare gonfie. Anzi, il basso più profondo risulta asciutto e nervoso. Questa peculiarità rende le Deep Breath più complete e più inclini a gestire con disinvoltura anche masse orchestrali o musica rock oltre che piccoli gruppi musicali dove le piccole vicentine rimangono difficili da battere per trasparenza, ariosità, velocità e dettaglio, e per quella capacità di restituire con disarmante realismo la matericità degli strumenti acustici e delle voci. In sostanza, le Deep Breath, grazie a una alchimia particolarmente riuscita tra dimensioni, qualità dei componenti e progetto del crossover, trovano un loro equilibrio per potersi proporre in modo più universale e completo rispetto al classico diffusore da stand di qualità ma con analoghe capacità di offrire dettaglio e tridimensionalità della scena sonora.

 

I CD ascoltati nella prova dei diffusori Care Orchestra Deep Breath Evo

 

Ad ogni modo, a riprova delle qualità intrinseche del diffusore e della loro particolare sensibilità nel restituire ogni piccola variazione introdotta dai componenti a monte, ho voluto alternare i tre cavi di potenza a disposizione per osservare le possibilità di fine tuning in questo contesto.

Per quanto riguarda il posizionamento in ambiente delle Deep Breath, osservo un comportamento analogo alle Minima Amator, che prediligono una collocazione a 1,8 m dalla parete di fondo e 1,3 da quelle laterali, con 2,5 m tra i due diffusori e dal punto di ascolto. Avvicinando i diffusori alla parete di fondo, come prevedibile, aumenta il basso, ma a scapito della tridimensionalità dell’immagine e del dettaglio, per cui ho riportato il diffusore nella posizione originaria e ho iniziato il confronto tra i cavi di potenza.

Con i MIT Shotgun le Deep Breath sfoggiano un’ottima articolazione del mediobasso, che diventa ulteriormente veloce, pieno e deciso. Nel brano Give me one reason di Tracy Chapman le percussioni sono nette, ben definite e persino violente: prestazione godibilissima. Con i Cogan Hall Intermezzo il basso si alleggerisce, ma la trasparenza, punto forte di questo cavo, ne guadagna, migliora anche l’ariosità e la profondità della scena sonora. In monowiring sono maggiormente le Minima Amator ad alleggerirsi sul basso. Le Deep Breath mantengono invece un maggior equilibrio grazie alla mezza ottava in più su cui possono contare. La gestione della massa orchestrale dell’album Clark Terry Express è esemplare da parte delle Deep Breath, che anche qui fanno leva sul maggior peso dello spettro inferiore e restituiscono maggior corpo alla bellissima esibizione della De Paul Univesity big band che suona con Clark Terry, mio trombettista preferito. Questa registrazione della Reference Recordings mette in evidenza tutte le qualità di equilibrio timbrico e di risposta delle Care Orchestra, oltre alla loro capacità di ricostruzione della scena sonora in profondità e ampiezza. Gli ottoni sono lucidi, presenti e luminosi senza mai essere pungenti. Dall’ascolto di questi brani rilevo che con il cavo XLO le Deep Breath raggiungono il miglior equilibrio tra dettaglio, tridimensionalità ed estensione in basso, a differenza delle Minima Amator, che prediligono il MIT in monowiring e continuano a esprimersi al meglio con la combinazione del Cogan Hall e MIT in biwiring.

 

Proseguo quindi l’ascolto delle Care Orchestra con l’utilizzo del cavo XLO e con un brano di Ray La Montagne, un cantautore americano che a me piace molto e che ha un timbro molto particolare, una voce graffiante e piena di nuance, un bel test per le abilità rivelatrici del diffusore. Una chitarra acustica e una batteria suonata a spazzole aprono il brano Barfly e introducono la bellissima voce del cantautore. Qui le Deep Breath sfoggiano un’ottima capacità di entrare nel dettaglio e di collocare nel soundstage strumenti e voce, quest’ultima restituita in tutte le sue particolari sfumature, con un piacevolissimo senso di “presenza” e ben circoscritta al centro. Nella seconda parte del brano, molto godibili i piatti e la batteria, stavolta sollecitati con le bacchette di legno, che vengono riprodotti con nettezza, corposità e gran senso del ritmo. Altro interessante brano dallo stesso album per testare la capacità di scendere in basso delle Deep Breath è You can bring me flowers, che parte con un giro di basso che se non ben riprodotto tende a essere gommoso, ma anche questo test viene superato restituendo un basso solido, ben articolato e materico, sicuramente aiutate anche qui dalla generosa corrente erogata dal finale. A questo punto la mia curiosità mi spinge a inserire nel CD player una registrazione di musica antica che apprezzo molto: La Folia di Jordi Savall, dell’etichetta Aliavox. Anche qui le Deep Breath si caratterizzano da subito per una scena sonora ampia e profonda in cui vengono incastonate queste particolari sonorità con naturalezza e realismo. Sebbene gli strumenti antichi e la musica da camera siano anch’essi terreno di conquista per le Minima Amator, con la loro ricchezza armonica e la naturale attitudine al dettaglio, le Care Orchestra si difendono brillantemente restituendo anche questo tipo di sonorità, prodotte da legni, corde, pelli e strumenti a fiato in tutta la loro matericità e con notevole disinvoltura, abilità tipiche dei piccoli diffusori di pregio.

 

In conclusione

Al netto della originale proposta commerciale della “sartoria acustica”, dove Care Orchestra, grazie alle finiture su richiesta offre la possibilità di porre particolare attenzione anche all’inserimento dei diffusori nel contesto in cui andranno collocate, le Deep Breath rappresentano di per sé una proposta interessante nel panorama dei diffusori da stand per le loro intrinseche qualità soniche. Sono diffusori maturi, progettati per un ascoltatore esigente, navigato e interessato a possibili alternative dei noti brand dell’Hi-End che offrono questo livello di prestazioni a un costo ben superiore.

Le Deep Breath sono diffusori improntati all’equilibrio, sia tonale che di linearità, capaci di entrare nel dettaglio senza prestare il fianco a spigolosità timbriche, tipiche dei diffusori che inseguono l’iperdettaglio a tutti i costi, analitiche come i migliori diffusori da stand e caratterizzati da un’emissione piuttosto fluida, coerente e spontanea, e con un’apprezzabile abilità nel restituire una scena sonora ampia e profonda, con i contorni di voci e strumenti ben definiti.

La capacità di riprodurre le frequenze dell’estremo inferiore in modo più corposo e completo rispetto alla gran parte dei suoi diretti antagonisti da stand può rappresentare un altro motivo di serio interesse per questo ennesimo ed elegante, nelle forme e nei contenuti, esempio di stile tutto italiano.

 

 

Caratteristiche dichiarate dal produttore

Tipologia: bass reflex a due vie con accordo posteriore

Altoparlanti: 1 woofer Scan-Speak Discovery da 180mm in fibra di vetro, 1 tweeter Scan-Speak da 25mm in tessuto

Sensibilità: 91dB

Impedenza: 4ohm

Risposta in frequenza: 48Hz-40kHz +/-3dB

Frequenza di taglio: 1.900Hz

Dimensioni: 247x351x325mm LxAxP

 

Distributore ufficiale Italia: distribuzione diretta, al sito Care Orchestra

Prezzo Italia alla data della recensione: 2.250,00 euro

Sistema utilizzatoall'impianto di Francesco Lucca

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