Diffusori KingSound Princess III

06.12.2019..

Non ho mai amato particolarmente i cosiddetti mini diffusori o comunque le realizzazioni a due vie di dimensioni ultracompatte, sebbene negli anni abbia ascoltato più volte oggetti che mi sarei portato a casa molto volentieri per gradevolezza e piacere d’ascolto. Quello che finisce per starmi stretto, in questo tipo di diffusori, è il limite che presentano nella riproduzione dell’aspetto principalmente fisico della musica, seppure per altri parametri possano offrire, particolarmente per quanto attiene dettaglio e ricostruzione scenica, prestazioni di degno rilievo.

In questo settore chi l’ha fatta da padrone è da sempre la scuola inglese, la quale, partendo dai sempiterni progetti BBC, ha sdoganato dagli studi di registrazione i monitor portandoli nelle case degli appassionati, con loro sommo piacere. Poco ingombro e molta musica, insomma, anche se con i limiti di cui sopra, peraltro accompagnati sempre da doti di efficienza piuttosto scarse, così come la tenuta in potenza. In poche parole, timbrica sublime, purché non si esageri con il volume.

Con grande interesse mi sono quindi avvicinato a questa prova per due semplici motivi: un costruttore dell’Estremo Oriente, di Hong Kong e di gran talento, si cimenta in un compatto due vie e, soprattutto, lo fa in maniera del tutto innovativa e inusuale, in quanto affianca a un ordinario wooferotto un incredibile mini pannello elettrostatico alimentato a batterie ricaricabili.

Potrò sbagliarmi, ma a che mi risulti non l’aveva mai fatto nessuno.

Il mio obiettivo principale è quindi capire quanto questa insolita coppia di diffusori KingSound Princess III possa rappresentare una valida alternativa o addirittura evoluzione ai-e-dei classici due vie inglesi, ma anche francesi e italiani, comunque tradizionalmente costruiti intorno a una classica coppia di trasduttori, generalmente composti da un mid basso da 13 o 16 cm e un tweeter da circa un pollice.

 

Le principesse

KingSound si è già in passato caratterizzata nell’arduo compito di produrre diffusori ibridi in maniera peraltro del tutto personale. Questo perché, se in alcuni modelli hanno previsto l’adozione di una sezione medio alta costituita da un pannello elettrostatico e bassa con altoparlante dinamico, nei modelli più costosi hanno puntato sull’adozione integrale di trasduttori elettrostatici, separando però le celle del pannello e quindi utilizzandone alcune per la gamma di frequenze medio alta e altre per quella bassa.

Ciò comporta alcuni vantaggi, come la specializzazione dei vari pannelli, in quanto un pannello elettrostatico, per motivi di varia natura, soprattutto meccanica, non riesce a riprodurre al meglio contemporaneamente le frequenze basse e le alte, ma anche svantaggi, come il ricorso a un filtro crossover che in un pannello a gamma intera viene evitato.

 

KingSound Princess II

 

KingSound Princess II

 

Questa Princess III rappresenta la naturale evoluzione del modello II, che non ho mai sentito, il che mi impedisce di fare raffronti, ma direi senz’altro che il fattore estetico è stato rimodulato in maniera decisa, così come i dati di targa, che in questa evoluzione mi paiono decisamente migliori.

La coppia che ho avuto in prova, di colore bianco laccato, si è ovviamente dimostrata di facile posizionamento date le dimensioni compatte, seppure il condotto del reflex posto sul retro unitamente al piccolo pannello, che ovviamente presenta una emissione anche posteriore, suggeriscono una distanza dalla parete di fondo di almeno 50 cm.

Dal punto di vista operativo, dovrete prima dell’ascolto caricare le batterie al litio con un semplice cavo di ricarica telefonico, circostanza che viene evidenziata da un LED, dopodiché o terrete sempre sotto tensione il pannello oppure avrete una autonomia di alcune ore, che non sono in grado di quantificare poiché non ho mai staccato il cavo anche durante il funzionamento.

 

L’estetica del diffusore va oltre il semplice parallelepipedo e a mio parere si rivela intrigante e personale, inoltre c’è la possibilità di regolare l’emissione del pannello elettrostatico in due modi: il primo prevede, per mezzo di una levetta posta sul retro, di attenuarne l’emissione, il secondo prevede un posizionamento in senso longitudinale dello stesso su due livelli, il primo sostanzialmente coincidente con l’emissione del piccolo woofer da 13 cm e il secondo in una posizione più arretrata.

Il fissaggio avviene con tre connettori a incastro, che provvedono anche ad assicurare il collegamento alla batteria agli ioni di litio e al segnale acustico.

Nel mio ambiente e con le mie orecchie ho trovato un equilibrio generale migliore mettendo il pannellino in posizione avanzata con l’emissione attenuata.

 

L’efficienza dichiarata è di 87 dB/watt/m, forse un po’ ottimistica, con una potenza raccomandata di una sessantina di watt. Niente muri che tremano, quindi, come è ovvio, ma devo dire che l’estensione in frequenza se ovviamente è risultata eccellente in alto, in basso l’ho trovata ben oltre la sufficienza, facendomi ascoltare a un buon livello di emissione indistorto anche i 60 hertz.

Il pannello, per quanto piccolo, viene fatto incrociare con il woofer a 1.800 hertz, a testimonianza del fatto che il costruttore ha voluto esaltare la velocità e il dettaglio della gamma media.

 

L’ibrido che funziona

Ho posseduto in passato, per molti anni, due modelli ibridi della MartinLogan, seppure di dimensioni decisamente diverse da queste KingSound, per cui penso di conoscere bene i vantaggi e le problematiche che tale tipo di diffusore può presentare. In questo caso, però, le Princess III devono far convivere due altoparlanti, seppure tecnologicamente completamente diversi, un elettrostatico e un dinamico, nelle prestazioni piuttosto omogenei, in quanto la velocità del piccolo woofer, certamente inferiore al pannello, per caratteristiche meccaniche non se ne allontana poi molto.

Circuito elettrostatico KingSound

Quindi, dal punto di vista della coerenza tonale e dinamica, queste piccoline si manifestano decisamente coerenti e ben amalgamate, seppure il pannello “suona come tale”, per effetto di un marcato senso di dettaglio e trasparenza, nonché purtroppo per una certa vivacità timbrica intorno a quella che presumibilmente è la risonanza della membrana, diciamo sugli 8 kHz. Questa caratteristica timbrica accentua alcune asperità delle voci, soprattutto femminili, e non perdona incisioni approssimative. D’altro canto, il senso di dettaglio è realmente stupefacente e la velocità e il microcontrasto risultano superiori a quelli di qualunque tweeter tradizionale a cupola, fatta eccezione per pochi modelli top di gamma costruiti con materiali all’avanguardia, tipo ceramica, diamante o berillio.

 

Come potrete intuire dunque siamo su un diverso piano sonoro rispetto ai tradizionali monitor inglesi, i quali fanno dell’equilibrio timbrico della gamma media il loro forte, mentre qui si è cercato un suono un po’ più esteso e accomodante, anche più esplicito e dinamico, ma meno corretto. Indubbiamente però alcuni strumenti risultano con questi ibridi molto accattivanti, come le chitarre e i fiati, un po’ meno con violini e pianoforte, con quest’ultimo che a tratti pare elettrificato.

La dinamica è risultata, in rapporto alle dimensioni, di tutto rispetto, navigando a un livello medio di emissione sonora su una comfort zone che garantisce assenza di distorsioni evidenti, con il piccolo woofer che evidentemente entra in crisi prima del pannello, a volumi comunque non proprio di sottofondo.

Ovviamente l’ambiente ideale di questi diffusori sarà non superiore ai 30/40 mq, seppure suggerirei di non posizionarle in contesti troppo riflettenti. È incredibile come, nel mio ambiente d’ascolto, un tappeto di moquette abbia messo a posto le cose, a volte basta veramente poco per aggiustare il tiro.

 

Dove invece questi due diffusori si prendono una bella rivincita è sul fronte della riproduzione delle voci, seppure come sopra dicevo alcune incisioni poco felici possano evidenziare qualche sibilante in più. È indubitabile però che il senso di realismo tattile che il pannello garantisce riesca a rendere gli interpreti molto verosimili, quasi realistici, evidenziando le più deboli sfumature che diffusori meno accurati nascondono. Gioca qui molto la qualità delle elettroniche a monte, perché sul fronte dettaglio e trasparenza le Princess III sicuramente non hanno evidenti limiti.

 

Vorrei evidenziare, per fornire dei termini di paragone noti ai più – spero – due incisioni le quali hanno fatto emergere in maniera più evidente pregi e difetti dei due diffusori. In positivo voglio rimarcare la bella incisione del concerto dei Nirvana MTV Unplugged in New York. Le atmosfere del live, ricche di pathos e decisamente realistiche, sono rappresentate in maniera piacevole e affascinante. La voce di Cobain è sofferta e nitida e l’accompagnamento acustico risulta caldo e dettagliato, così come è stato inciso. I piatti della batteria “spazzolati” appaiono molto raffinati e privi di grana, palpabili, a ricordarmi che le altissime frequenze riprodotte da un pannello elettrostatico sono sempre di incredibile piacevolezza. Questo è l’ambito nel quale le KingSound si trovano nel loro giardino di casa, voce e strumenti acustici, con una rappresentazione della prospettiva sonora che si dipana a dismisura, ampia e profonda ma sempre precisa.

 

L’opera che invece ha posto in evidenza qualche limite è stata l’esecuzione orchestrata da Kleiber della Settima di Beethoven nel Teatro Nazionale Bavarese, il 3 maggio 1982. Si tratta di una incisione storica, per bellezza artistica e grandezza dell’incisione, che io trovo smagliante. È ovvio che i limiti dinamici in alcuni passaggi emergano e il piccolo woofer delle Princess III sia costretto ad arrancare nei crescendo vorticosi di alcuni passaggi, indurendo il messaggio sonoro. Anche il pannello fa quel che può e dimostra di avere il fiato corto in più di una occasione, con qualche ruvidezza espressa soprattutto nella riproduzione degli strumenti a corda. Non resta che abbassare e riportare il tutto a un livello, seppur meno realistico, più musicale e meno urlato. C’è da dire che questo programma musicale può mettere in crisi più di un diffusore e, comunque, fin dove possono le KingSound si dimostrano, anche in questo difficile frangente, musicali, dettagliate e molto veloci, con un eccellente micro contrasto e una scansione dei piani sonori verosimile.

 

Un ultimo cenno alla timbrica, che risulta sì aperta e vivida ma anche e per fortuna dotata di un medio basso non sterile e addirittura in alcuni casi sottolineato. Probabilmente il progettista si è preoccupato di non far apparire questo diffusore troppo sbilanciato sul medio alto, riuscendo a dotarlo di un’apprezzabile dose di calore. In tal senso ho trovato molto ben congeniata la possibilità di attenuare il medio alto, che resta comunque una opzione. Nel mio caso lasciando il selettore flat, su Zero dB, ho avvertito troppa caratterizzazione e una impronta timbrica troppo aperta.

 

Conclusioni

Possiamo considerare questa coppia di diffusori un’alternativa ai tradizionali mini monitor di scuola inglese? Direi di no, in quanto rappresentano letteralmente “un’altra cosa”. Non c’è l’equilibrio di una Spendor o di una Rogers e probabilmente non era quello l’obiettivo del progetto. Esse si pongono come un prodotto più di nicchia ed esclusivo, anche per l’originalità realizzativa, votato a una riproduzione meno universale ma maggiormente intrigante per molti motivi. Dettaglio e trasparenza, uniti a un senso prospettico della immagine sonora molto spiccato, ne fanno due oggetti piacevoli e musicali, con un’eccellente capacità di descrivere, minuziosa e poco incline a perdonare incisioni e impianti approssimativi. In questo senso le abbinerei senz’altro ad amplificazioni valvolari da una cinquantina di watt, energiche ma raffinate, nonché sorgenti analogiche di qualità, evitando comunque front end digitali asciutti e sterili in gamma media, come molti DAC di ultima generazione che mi è capitato di ascoltare in questi anni recenti. Al prezzo al cambio intorno ai 1.500 euro, seppure le alternative sono molte, ben poche di esse presentano contenuti tecnici e musicali come questi due deliziosi diffusori.

 

 

Timbrica ***1/2 | Aperta e luminosa. C’è la possibilità di regolare l’emissione del pannello, apparsa più generosa del mid woofer. Grana finissima.

 

Dinamica ***1/2 | Fin dove l’emissione sonora è supportata, a livelli comunque medio alti, la dinamica è di ottima qualità. Molto veloce negli attacchi e con una micro dinamica mai piatta.

 

Dettaglio **** | Ottimo in assoluto, soprattutto nella gamma riprodotta dal pannello. Dettagli musicali sempre evidenti e molta chiarezza nel cantato. Qualche lieve impastamento nel medio basso soprattutto a livelli elevati nei quali il mid woofer va in difficoltà.

 

Trasparenza ****1/2 | Elevata capacità di mettere a fuoco ed evidenziare i più piccoli particolari del programma musicale.

 

Immagine ****1/2 | Decisamente profonda e ampia ma anche precisa. Risente della distanza dalla parete di fondo più dei diffusori tradizionali.

 

Velocità **** | Molto elevata anche se non perfettamente coerente.

 

Costruzione **** | Bella e insolita realizzazione, molto ben ingegnerizzata. Avrei preferito un tradizionale collegamento alla rete elettrica piuttosto che batterie al litio la cui durata potrebbe risultare imprevedibile.

 

Rapporto qualità/prezzo **** | Giustificato da prestazioni e contenuti.

 

Scala di valori da * a *****.

 

 

Caratteristiche dichiarate dal produttore

Risposta in frequenza: 55Hz-24kHz

Sensibilità: 87dB/2.83Volt/metro

Efficienza/impedenza nominale: 8ohm

Frequenza di crossover: 1,8kHz

Tweeter: 150cm2

Woofer: 5,25"/13,3cm

Potenza massima applicabile: 60W

Potenza minima applicabile: 30W

Potenza ampli consigliata: 60W

Alimentazione: batteria a ioni di litio #18650 3,6V non inclusa, batteria consigliata Panasonic NCR18650B 3,6V 3200mAh a ioni di litio

Dimensioni: 23x43x29cm LxAxP

Peso: 8kg

Imballaggio: 58,5x56x41,5cm / 19kg lordi

 

Distributore ufficiale: al sito KingSound

Prezzo alla data della recensione: 13.000,00 HKD, 1.500,00 euro circa, tasse escluse ove applicabili

Sistema utilizzato: all’impianto di Paolo Di Marcoberardino


Le Princess III in prova da Giuseppe Castelli, con le Cerwin-Vega V152MKII e i supertweeter TakeT BatPro2, tanto per avere un paio di riferimenti dimensionali...
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...e da DipTec, rivenditore autorizzato KingSound di Roma.
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di Paolo Di Marcoberardino
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