Dima bracci e testine Acoustical Systems SMARTractor

11.07.2018..

SMARTractor - Universal high-precision triangular positioning & alignment instrument for optimized analog phono tonearm alignment & true one-point cartridge set-up.

 

Ho voluto premettere la descrizione dell’accessorio in oggetto esattamente com’è scritta sul suo imballaggio, con teutonica determinazione a scrivere tutto in una frase, perché spiega, almeno in inglese, di che cosa si tratta: un dima per montare al meglio le testine sui bracci e i bracci sui giradischi.

 

Devo anche aggiungere che, scrivere questo articolo, o questa prova se preferite, mi è costato fatica. Non tanto perché sia difficile e, in effetti non lo è, perché io “adoro” i giradischi. Ne avevo uno da bambino oltre mezzo secolo fa e ora li colleziono, ne ho una ventina e me ne sono passati tra le mani almeno tre volte tanti, li smonto, li ricostruisco, li modifico, li taro e sogno di costruirne uno. Quindi, senza falsa modestia, di giradischi ne so abbastanza.

La difficoltà è un’altra: sull’argomento che la dima che stiamo provando cerca di risolvere ci sarebbe da scrivere prima un trattato e poi un articolo talmente lungo da richiedere troppo tempo e spazio.

Quindi, dopo aver buttato via la mia prima stesura, eccomi a tentare una disamina sintetica e, speriamo, esaustiva.

 

Come al solito, innanzitutto, cerchiamo di spiegare perché ci serve un simile oggetto. I dischi contengono l’informazione musicale sotto forma meccanica: nei fianchi del microsolco ci sono delle ondulazioni che fanno vibrare lo stilo che scorre in esso. Attraverso il cantilever le vibrazioni sollecitano un magnete nelle testine MM o delle bobine nel caso delle testine MC, provocando una piccolissima corrente nei sottili fili in uscita dal fonorilevatore.

I dischi che compriamo sono copie stampate di una matrice, che a sua volta è stata creata con un procedimento che è simile ma inverso: uno stilo, questa volta incisore, è collegato a una bobina in cui scorre il segnale elettrico, proveniente dalla registrazione, che lo fa vibrare mentre “scava” un solco nella lacca.

La riproduzione ideale si avrebbe solo con un braccio che faccia compiere allo stilo di lettura la stessa traiettoria dello stilo incisore. Questo però è impossibile con qualsiasi braccio imperniato e il problema che qui si affronta è esattamente questo: lo stilo incisore viaggia in rettilineo lungo un raggio ideale dall’esterno del disco al suo centro, mentre lo stilo lettore su un braccio imperniato ha una traiettoria che è un arco di cerchio. Solo in un punto – con i vecchi bracci dritti o quelli modernissimi dei giradischi da DJ idonei allo scratching – o in due  – i moderni bracci a S o a J – lo stilo “lettore” si trova posizionato come si trovava lo stilo “incisore”. Altrimenti è in una posizione “obliqua” rispetto alle pareti del microsolco. Si dice che il suo asse non è tangente alla circonferenza con centro nel disco, mentre quello incisore lo è sempre. In pratica i due fianchi dello stilo lettore non stanno “leggendo” la medesima informazione che lo stilo incisore ha impresso nella matrice.

Questo disallineamento si chiama “lateral tracking error” e provoca distorsione abbastanza severa e udibile. Questa non è una posizione intransigente da audiofilo ma un semplice fatto. Gli effetti dell’errore di tracciamento o LTE sono anche una maggiore usura del disco, la disparità di livello e di fase tra i canali, la necessità di compensare le forze trasversali con l’antiskating.

Se non si utilizza un braccio tangenziale [1] o a geometria variabile [2], un esempio famoso è lo Zero 100 Garrard, il tracking error non è eliminabile. Al massimo lo si può contenere o modulare in virtù di un migliore risultato all’ascolto.

Sin dagli albori molti ingegneri hanno affrontato l’argomento. Ecco a seguire una carrellata dei contributi più importanti, se qualcuno volesse approfondire la questione dal punto di vista tecnico. Leggete le opere originali di Löfgren, 1938, in tedesco ma anche tradotta in inglese, di Baerwald, 1941, e Stevenson, 1966. A mia memoria un articolo in italiano è quello di Paolo Nuti nell’inserto IAF nel numero di settembre 1977 di Suono. Ci sono poi numerosi altri interventi e articoli, ma credo che l’opera più completa sia quella di Graeme F. Dennes, del 1987 ma aggiornata nel 2015, che vi avviso essere lunga 247 pagine…

NdR | Trovate tutti i documenti citati da Maurizio in due zip qui – fonte helices.org e qui – fonte vinylengine.com

Se guardate le date, capirete che il problema è vecchio quanto il disco stesso: in realtà il primo articolo risale addirittura al 1924 e un brevetto francese risale addirittura al 1908, ma la sua portata è stata spesso disconosciuta o ignorata. La cosa sorprende, perché già il lavoro di Löfgren era esaustivo: i contributi successivi, specie di Baerwald, aggiungono considerazioni anche importanti ma non introducono nuove informazioni. Quindi la materia è nota da almeno settant’anni.

 

Questo è un vero peccato perché il disco in vinile è un bel modo di sentire e la differenza tra un giradischi “a posto” e lo stesso malamente assettato sono molto più evidenti di quanto, ad esempio, la sostituzione dei cavi possa mai rivelare.

 

LTE - Lateral Tracking Error - errore di tracciamento

Non vi annoio ulteriormente con la geometria e la tecnica. I riferimenti citati ne contengono a iosa. Ma la sostanza è che l’errore di tracciamento, per un determinato braccio, dipende dalla distanza del solco dal centro del disco. Mentre i parametri costruttivi del braccio che determinano l’andamento, più o meno grave, del LTE sono solo la lunghezza effettiva, l’overhang e l’angolo di offset. Per maggior chiarezza “rubo” una figura da questo articolo ReMusic.

 

Nasotec Swing Headshell 202A1

 

Mostra l’errore di tracciamento e la distorsione durante la lettura del disco per due bracci molto noti. Un errore di montaggio trasla queste curve verso l’alto o verso il basso. Prendendo ad esempio la curva verde dello SME 309, sappiamo che un errore di un millimetro la solleverebbe – o abbasserebbe – fino a renderla tangente all’asse delle ascisse. Praticamente raddoppiando la distorsione: infatti si modificherebbe anche la curva celeste. Mentre un errore di due millimetri farebbe sparire i punti di “zero errore” rovinando del tutto la distorsione.

C’è una cosa interessante che dovete notare: la disparità tra la distorsione prodotta, quella della la curva celeste, e l’errore che la causa, curva verde, ai due lati della figura. A destra, l’esterno del disco, un errore di tracciamento produce molta meno distorsione di quanto non avvenga invece, con lo stesso errore, a sinistra, nei solchi interni. Questo perché la distorsione è proporzionale sia all’errore, ovviamente, ma lo è anche, inversamente, al raggio. Per questo Löfgren introduce il WTE o Weighted Tracking Error che tiene conto di questa dipendenza. Le sue formule servono a minimizzare il WTE lungo tutta la traiettoria del braccio durante la lettura del disco. Siccome l’unica parte che ha interesse è compresa tra il primo e l’ultimo solco disco, anche questi due parametri devono essere presi in considerazione. L’industria discografica non ha però imposto, fino a qualche tempo fa, dei vincoli stringenti – se volete averne un’idea guardate qui – e quindi, volendo essere precisi, le curve di cui abbiamo appena parlato devono essere modificate per adattarsi alle specifiche di produzione dei dischi.

 

Da tutto questo è evidente l’importanza dell’accuratezza del montaggio del braccio sul giradischi e del fonorilevatore sul braccio, sapendo che piccole variazioni, anche meno di un millimetro, dal setup ottimale provocheranno un brusco aumento della distorsione.

 

Occorre un montaggio a regola d’arte. E per farlo ci sono solo tre metodi:

  1. comprare un sistema giradischi già montato alla perfezione
  2. scegliere i componenti di proprio gusto e rivolgersi a un installatore esperto – ma esperto sul serio, come ad esempio Maurizio Vecchi, l’importatore della dima che stiamo provando
  3. oppure studiare, attrezzarsi al meglio e fare da soli

La dima che stiamo provando aiuta a risolvere, almeno in parte, il problema dell’attrezzarsi al meglio. Fortunatamente chi ha progettato lo SMARTractor ha già fatto una sintesi dei settant'anni di studi e il suo strumento ci permette di scegliere, senza impazzire, tra le due curve canoniche più importanti e tra una terza, diciamo proprietaria, da lui stesso proposta.

Le citiamo qui sotto con un piccola nostra nota a ulteriore spiegazione:

  • Löfgren A – Questa curva nasce per ottimizzare il WTE nei bracci in cui, per una data lunghezza effettiva, l’overhang e l’angolo di offset sono ottimali. Quindi si applica a bracci progettati in questo modo o quando è possibile intervenire anche sull’offset. Questa è duplicata per i dischi costruiti dopo il 1985 e quelli antecedenti.
  • Löfgren B – È come la A ma in situazioni in cui l’overhang è corretto, o correggibile, ma l’angolo di offset non lo è. Anche qui c’è la duplicazione.
  • UNI – Sta per Universal ed è una curva proposta dal costruttore, vedi qui, che raccoglie le sue esperienze. Non è duplicata in quanto progettata per il caso peggiore, ovvero con l'inner groove più vicino al centro, secondo norme DIN, e non potrà che fornire risultati migliori con qualsiasi altro disco.

L’utilizzo di questa dima serve per due distinte fasi di messa a punto del giradischi. La prima è l’ottimizzazione del montaggio dei bracci sulla base, e forse questa non interessa proprio tutti, permettendo di misurare con estrema precisione l’unico parametro necessario allo scopo: la distanza tra il centro dell’articolazione del braccio sul piano orizzontale e il perno del giradischi. Per fare questo occorre innanzitutto impostare la dima nella posizione UNI-P2S, che sta per Pivot to Spindle, e utilizzare il braccio superiore della dima: vedi foto da 2 a 6.

La lettura su una scala graduata di Vernier, la stessa dei calibri meccanici, è precisa fino a cinque centesimi di millimetro, dato che pur essendo futile in sé, sarà impossibile tenere il braccio fermo in quella esatta posizione quando si vanno a serrare le viti sul collare, garantisce però un montaggio con precisione submillimetrica, che è quello che serve. Questa stessa funzione può essere utile per misurare la P2S per i bracci già montati e da questa la lunghezza effettiva e l’overhang e quindi, se possibile, procedere con qualche correzione.

 

La seconda funzione, foto da 7 a 10, interessa tutti ed è la cosiddetta “messa in dima” della testina. Ovvero per meglio dire “regolare” il fonorilevatore sullo shell, il portatestina, in modo da verificare la tangenza al solco nei punti previsti dalla teoria della curva prescelta: e qui ce ne sono cinque. Per fare questo occorre predisporre lo SMARTractor in modo da poter misurare una delle curve previste e io ho scelto la UNI-DIN [3].

Il progettista dell SMARTractor qui è stato drastico e ha deciso di consentire la misura su un solo punto, quello più interno. La scelta mi trova d’accordo sul piano pratico perché, pur avendo montato decine e decine di testine non riesco a ricordarmi una volta in cui sono riuscito a ottenere la tangenza perfetta – ribadisco perfetta – in entrambi i punti. Com’è ovvio in questi casi, si sceglie sempre di privilegiare il punto interno. D’altronde se il braccio è montato a regola d’arte, e lo SMARTractor lo consente, e i tre parametri di progetto che sono lunghezza effettiva, overhang e offset fossero rispettati alla perfezione, non ci sarebbe nemmeno bisogno della dima e in tal caso una verifica su un unico punto è quel che serve.

 

Lo strumento sembra complesso ma in realtà è molto semplice da utilizzare e consente di fare il lavoro rapidamente e bene. Dobbiamo sottolineare che la sua utilità, e i vantaggi che derivano dalla precisione con cui è costruito, si estendono anche in quei casi in cui il braccio non sia stato installato con la millimetrica e necessaria precisione e non sia possibile sistemarlo diversamente, vedi ad esempio la misura del P2S. In questo caso, essendo la posizione del null point – in ognuna delle cinque curve – il risultato di un calcolo geometrico finalizzato alla riduzione "strategica" dell'errore, si otterrà comunque il miglior risultato: la distorsione più bassa in assoluto se il braccio fosse montato alla perfezione o la minore possibile se non lo fosse.

Questa particolarità e altre caratteristiche dimostrano chiaramente l’esperienza di uno che questa cosa l’ha fatta mille volte, come la disposizione delle linee di riferimento, le indentazioni per alloggiare lo stilo, la lente d’ingrandimento e altro, che aiutano molto a fare bene e, relativamente, in fretta.

NdR | La dima è inoltre dotata di un ricco e completo manuale d’uso in italiano, sviluppato personalmente dal distributore.

 

Per completezza d’informazione dovete però sapere che per un montaggio perfetto non basta allineare bene la testina per minimizzare il WTE o il LTE: occorre anche regolare l’angolo di lettura verticale – la condizione di default, il braccio parallelo al disco, non la garantisce – e l’azimuth. Queste due cose sono agevolate da altri strumenti, non dallo SMARTractor, e di questo parleremo in un altro articolo.

 

Per rispondere alla domanda più ovvia, cioè che differenze ci sono all’ascolto, posso semplicemente dire che, se ascoltando un disco sentite un indurirsi delle medie e degli acuti e sperimentate suoni sono impastati e fate fatica a individuare la posizione degli strumenti, allora potrebbe essere che stiate ascoltando la distorsione di tracciamento. Potrebbe non essere fatica di ascolto o una cattiva incisione se all’inizio del disco le cose vanno meglio e poi peggiorano, può più semplicemente essere una testina montata in modo errato.

 

Circa invece le differenze tra le varie curve, sospendo il giudizio perché per fare delle prove comparative serve tanto, tanto tempo. Vi racconterò tra qualche mese...

 

Guardando infine il costo qualcuno potrà chiedersi quale sia il vantaggio di questo strumento verso le dime in carta, praticamente gratuite, o altri accessori simili ma più economici. La risposta sta nella precisione e nell’accuratezza, due cose che fanno qui la più completa e totale differenza. Certo il prezzo, non è un’opinione, è alto, ma la stessa cosa può dirsi per altri accessori che sono amati, odiati, osteggiati e sognati dagli audiofili.

Se trovate utili i soldi spesi per i cavi di alimentazione o in piedini isolanti per le elettroniche, vi assicuro che ogni euro speso o minuto perso per montare al meglio la propria testina vale molto, molto di più. Quando pianificate di investire soldi in un fonorilevatore, che sia un primo acquisto o una sostituzione, domandatevi se non valga la pena dedicare parte di questo budget alla strumentazione necessaria per garantirsi, per sempre, il miglior risultato. Per me la risposta è ovvia:  non considero il montaggio perfetto del giradischi un optional, è una necessità.

 

NOTE
[1] I bracci tangenziali sono complicati e costosi, se non sono realizzati a regola d’arte sono peggiori di un buon braccio imperniato. Comunque potete leggere questo articolo per una disamina più ampia sull’argomento “bracci” in generale.
[2] I bracci a geometria variabile hanno attriti più alti, questa tipologia è rara se non unica nell’esempio citato.
[3] Nella foto 10 potrete notare che il giradischi utilizzato non ha una perfetta tangenza, questo perché la curva UNI-DIN esiste solo sullo SMARTractor e avendolo montato, tempo addietro, con un’altra dima c’è la piccola differenza che vedete.


Caratteristiche dichiarate dal produttore: dima proprietaria per installazione e taratura di bracci e testine
Distributore ufficiale Italia: al sito Musica & Video
Prezzo Italia alla data della recensione: 495,00 euro
Sistema utilizzato: all’impianto di Maurizio Fava

 

 

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