ERG Media | Jazz Kissa

09.12.2025

Zenjiro stava rientrando. Era stata una dura giornata di lavoro. Arrivato presto in ufficio, era uscito tardi. Come al solito, come sempre. Carriera e famiglia, questa è la vita.

Le mani dei passenger pusher della metropolitana di Tokyo, inguantate di bianco, lo stavano spingendo gentilmente dentro la sua carrozza. Oddio, tanto gentili forse non erano, ma era pur sempre un’ora di punta: tutti volevano tornare a casa quanto prima.

Ma Zenjiro no, lui non sarebbe rientrato subito a casa. I figli maschi cadetti devono impegnarsi di più, il suo destino era scritto già nel suo nome, che significava “secondo figlio maschio”. Comunque fosse, dopo la sua dura giornata di lavoro, dopo aver risolto un sacco di rogne o problemi, prima che questi ultimi diventassero guai, lui aveva un programma che lo avrebbe ricompensato del suo impegno. Per cominciare avrebbe sentito suonare Sidney Bechet, per caricarsi con una bella scossa iniziale di vitalità e allegria. Poi sarebbe andato a sentir suonare Charles Mingus, con una delle sue band più grandi ed energetiche, una vera immersione nel suono. Più tardi di corsa nell’ultimo locale, dove era in programma il Miles Davis di Ascensore per il patibolo, una colonna sonora d’autore, perfetta per chiudere in modo soft, dilatato e meditativo, la sua giornata.

 

Per chi a questo punto avesse dubbi o domande, Zenjiro non era un viaggiatore del tempo, era semplicemente un musicofilo e frequentatore di jazz kissa, i jazz cafè giapponesi che permettono di ascoltare musica riprodotta – fondamentalmente jazz, appunto – con i migliori sistemi Hi-Fi.

 

Di questo tratta il libro del giorno, quello che stiamo recensendo: Jazz Kissa, edito dalla olandese ERG Media.

 

Lo abbiamo già presentato in questa news qui. Il suo sottotitolo recita essere “un'introduzione ai Jazz Kissa e all'Audio Hi-Fi”. Testo e foto sono di Katsumasa Kusunose. L’introduzione è di Devon Turnbull, AKA Ojas, il nomme de plume o pen name di un nostro collega, un vero e proprio audiofilo militante, vedi il suo sito qui.

 

Jazz Kissa

 

Il libro in sé e per sé, come oggetto fisico, è di ottima fattura ed è impreziosito da diversi particolari non da poco. Ne elenco alcuni, tra i più memorabili. Stampato con una precisione e una cura d'altri tempi, riporta avvolta sulla copertina una fascetta come quelle che si vedono da tempo sugli LP e CD di produzione giapponese, che fin dall’inizio voleva segnalare appunto la tipica qualità locale del prodotto ed è nel tempo diventata un segno distintivo di livello, proprio un “certificato di qualità”. Per la realizzazione del volume e dei suoi allegati sono stati utilizzati ben tre diversi tipi di carte, tra l’altro una di queste italiana.

 

Jazz Kissa

 

È incluso un manifesto maniacalmente realizzato con una carta goffrata, che simula la tipica texture storica della verniciatura delle casse VOTT Altec. Nella foto sopra potete vedere un angolo del manifesto a confronto con l'originale di questa texture Altec, tratto da un dettaglio della mia personale Altec A7 VOTT.

L'impaginazione infine è "alla occidentale", come noi ci aspetteremmo. Ricordo en passant che la scrittura e la lettura giapponese procedono in verticale, dall'alto in basso, e da destra a sinistra.

 

L’opera, come già accennato, vuole introdurre alla scoperta dei jazz cafè giapponesi, intesi sia come fenomeno locale, ricettivo e culturale allo stesso tempo, sia come luoghi dove trovare alcuni esempi dei miglior Hi-Fi, considerati come ottimi impianti o sistemi di riproduzione sonora. L’indice prevede qualche succulento capitolo tematico – tutto non voglio svelarvi – ed è grosso modo articolato per farvi scoprire una nutrita serie di jazz kissa sparsi su tutto il territorio giapponese, tra i migliori, quelli storici o più significativi.

 

Jazz Kissa

 

Tra l'altro, ogni foto d'interni, quelle a colori, sono dotate di didascalie che indicano con precisione il nome del locale, la sua ubicazione, l'anno di apertura e quello della visita fotografica, di quando cioè sono state scattate le fotografie del libro. Metti mai che voleste farvi un tour dal vivo, potreste farlo...

 

C'è molta ricerca, non solo reportage: le illustrazioni tecniche, quali diagrammi o datasheet, affiancano le foto degli apparecchi storici, elettroniche o diffusori, che si trovano nei singoli locali. Così facendo ogni pagina ha una storia densa e sedimentata. Ogni foto è un documento visivo di una realtà per noi sconosciuta ma profondamente radicata nella cultura quotidiana giapponese, dove la musica comporta il rispetto del silenzio, diventa attenzione, concentrazione, rituale.

 

Va detto però che la storia dei jazz kissa non è lineare. Rovesci economici e crisi storiche – pensate anche solo alla Seconda Guerra Mondiale – o ancora le varie mode musicali ne hanno nel tempo cambiato molto le prospettive di successo e la tipologia di offerta al cliente. Vi rimando al paragrafo del libro che ne tratta la storia per saperne di più, e veramente bene. Ma attualmente sono considerati posti dove poter sentire bene del jazz, sia da chi lo suona che da chi lo ascolta. E dove poter ottenere soprattutto un'esperienza paragonabile a quella del live, senza distorsioni o fatica d’ascolto. Vi pare familiare il concetto? Sì, è proprio l’obiettivo di gran parte dei nostri impianti. Per questo quelli dei jazz kissa sono spesso assemblati “senza compromessi”.

 

Venendo quindi al nocciolo duro dei sistemi resident, nelle foto e nelle illustrazioni di ogni pagina vi perderete a cercare, riconoscere e scoprire i componenti e i diffusori che hanno fatto o tuttora fanno, la storia dell'Hi-Fi e dell'Hi-End, il secondo prima della sua deriva Luxury.

 

Jazz Kissa

 

Sappiate intanto che spesso i locali jazz kissa programmano quello che andrete a sentire – con tanto di borderò del disco, degli interpreti, dell’edizione – e sempre esponendo la copertina di ciò che si sta suonando. Il disco infatti è la fonte sonora primaria e nella maggior parte dei casi con vinili d’epoca e originali. Molti però i CD e gli open reel. Presenti anche le musicassette e i DAT. Quasi non pervenuta invece la liquida. C'è anche quella, ma proporre musica via radio o streaming non fa di te un jazz kissa.

 

I dischi vengono rigorosamente riprodotti per l'intera facciata, e i CD almeno per 25 minuti, spesso con due giradischi o lettori CD fianco a fianco, per non interrompere gli ascolti.

 

I giradischi utilizzati, i più significativi per noi appassionati ma riportati in ordine sparso, sono in gran numero Technics a trazione diretta, oppure Linn – LP12 nello specifico – e i più vari modelli Denon, Micro Seiki, Thorens, Garrard o Telefunken. Le amplificazioni McIntosh la fanno da padrone – quelle rigorosamente d'epoca, non moderne o contemporanee – ma il gotha dell’amplificazione, soprattutto giapponese e a valvole, è altrettanto ben rappresentato. I diffusori sono autocostruiti (grandi), oppure sono sistemi vintage, Altec e JBL in primis, ma anche Tannoy e Klipsch (tutti più grandi) fino ai sistemi a tromba (grandissimi), però si trovano anche le mie amate Yamaha NS-1000 Monitor. In particolare, comunque, si parla di “religione” Altec, quella che prevede un sacco di Altec A7 VOTT, prevalentemente con trombe Altec 311-60, quelle più adatte agli spazi ristretti, "domestiche" direi, anche se non mancano le 311-90, vedi foto a seguire.

 

Jazz Kissa

 

In Giappone, si sa, lo spazio costa. Non troverete quindi angoli inutilizzati. Non per horror vacui, ma per sfruttarne tutto il possibile e oltre. I trattamenti acustici sono quindi dati dall'arredamento e dall'enorme numero di oggetti – utili, strumentali o decorativi che siano – che ingombrano i locali e si affastellano gli uni sugli altri. Pochi sono i jazz kissa che si possono permettere grandi spazi, relativamente vuoti, molto contemplativi, per i motivi economico-finanziari di cui sopra. I jazz kissa più comuni e diffusi sono quindi vissuti, usati, consumati. Nulla di più lontano dagli isterismi esoterici Hi-End. Tanto che se ne fottono dello sweet spot. La musica è dove deve essere, nell'aria, intorno a voi, ovunque, e vi fa vibrare ovunque voi siate nel locale.

 

I dettagli, appunto, sono quelli che mi hanno letteralmente rapito. La sedia col cuscino a fianco dello scaffale basso dei dischi, ad esempio, ma anche i memorabilia del jazz, spesso autografati, e le collezioni più originali sono dappertutto. Certo, apparecchi e diffusori, non solo quelli da utilizzare, ma anche la grafica della storia della musica jazz e qualsiasi altro tipo di oggetto da collezione, anche solo complementare l'attività principale, come teiere e tazze da tè. Per non parlare delle scatole di fiammiferi dei singoli jazz kissa, un potente strumento promozionale che nessun locale si è fatto nel tempo mancare.

 

In conclusione, quella dei jazz kissa è un’autentica istituzione giapponese, la nazione che dispone probabilmente del più alto numero o tasso percentuale di audiofili evoluti al mondo, con tali competenze e partecipazioni che qui si definirebbero “popolari”. Un altro mondo, insomma, con un attaccamento capillare e civile del territorio, che prevede anche locali aperti e condotti da donne o altri ricostruiti con raccolta fondi degli appassionati e libere donazioni di apparecchi e diffusori da parte di negozi, distributori o audiofili stessi. Assolutamente da vedere – e sentire – se si ha la fortuna di poter andare in Giappone.

 

Jazz Kissa

 

NB - Tranne per un paio di miei scatti, tanto per far capire che il libro è stato effettivamente fra le mie mani, ho volutamente riutilizzato le foto del comunicato stampa ufficiale. Sono ben fatte, sono belle e bastano e avanzano per capire di cosa si tratta e della qualità della pubblicazione. Trattandosi inoltre di un libro fotografico, non volevo “spoilerarlo” con altre immagini maldestramente scattate da me.

 

Spero che le parole che ho dedicato a Jazz Kissa bastino a muovere la vostra curiosità. Siamo sotto Natale, il periodo ideale per le strenne. Regalatevelo e regalatelo. Simili emozioni audiofile non hanno prezzo per molti di noi.

 

PS - Tempo di uscire con la recensione e il libro è già in ristampa, affrettatevi...

 

Jazz Kissa

testo e foto di Katsumasa Kusunose

introduzione di Devon Turnbull - Ojas

ideazione e pubblicazione ERG Media

lingua inglese, copertina rigida, 336 pagine, più di 300 foto e illustrazioni, 24,8x35,5 cm, 2,2 kg, numero ISBN 978-90-835320-0-4, 2025

 

Per ulteriori info: al sito ERG Media

di Giuseppe
Castelli
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