Filtro di rete Apotema Audio Materik 1

31.05.2023

Cercare di descrivere l’effetto di accessori superficialmente definibili come “esoterici” ha sempre l’intrinseca difficoltà di dover pesare il valore delle parole e, allo stesso tempo, di riuscire a far comprendere gli effetti al lettore, in genere abbastanza smaliziato e piuttosto scettico nei confronti degli oggetti non strettamente necessari per ascoltare la musica in casa propria. Infatti, quello che vado a descrivervi non è un apparecchio, in realtà è un’intera serie di apparecchi, che entra direttamente a far parte della catena degli oggetti indispensabili per far diventare suono il segnale generato da una sorgente, comprendendo tra questi anche gli amati e/o vituperati cavi nelle varie tipologie, senza i quali l’impianto non funziona. Ma non è nemmeno qualcosa di simile ai tavolini porta elettroniche, ai supporti conici e a tutti gli accessori che non entrano a far parte del trasferimento del segnale da una sorgente ad un altoparlante.

 

Prova filtro di rete Apotema Audio Materik 1

 

Quello di cui si tratta è un “qualcosa” che sta nel mezzo tra queste diverse tipologie, non entrando direttamente nel trattamento del segnale ma “svolgendo passivamente funzioni attive”. Vi parlo di un elegante prisma metallico a sezione triangolare, l’Apotema Audio Materik 1, quello che un caro amico ha definito simpaticamente “la cassata” perché ricorda l’indimenticabile gelato dell’Algida, l’unico che si mangiava obbligatoriamente seduti al tavolino del caffè. L’apparecchio è interamente in alluminio, delle dimensioni di 200 x 110 x 130 mm e dal ragguardevole peso di 1,9 kg. Non è un cavo, non è un “mattone magico”, non ha al suo interno nemmeno cristalli di pietre dai poteri soprannaturali.

 

Non è niente di tutto questo.

 

Lo si può apprezzare per il suo design, un po’ inquietante, se vogliamo, visto che a me ricorda un po’ il monolite di 2001 Odissea nello Spazio se non fosse per quel LED bianco, forse un po’ eccessivo come luminosità, che ne segnala il suo collegamento alla rete elettrica. Il suo utilizzo è semplicissimo: ci si dota di un cavo di alimentazione, non fornito con l’apparecchio e scelto di adeguata qualità; lo si inserisce da una parte alla presa IEC del Materik 1 e dall’altra a una presa del distributore di corrente dell’impianto, il più vicino alle prese di corrente degli apparecchi; si aziona l’interruttore posto sul retro sopra la presa IEC e si vedrà accendersi il già citato LED bianco sul frontale.

 

Tutto qui.

 

Ovviamente l’apparecchio è molto bello e non sfigura se tenuto a vista ma può essere posizionato ovunque, avendo come unica accortezza di collegarlo sulla linea da cui è alimentato l’impianto stesso, meglio ancora sul distributore di corrente o ciabatta che dir si voglia.

 

Prova filtro di rete Apotema Audio Materik 1

 

Per sentire di nascosto l’effetto che fa

Non essendo un oggetto magico bensì un filtro elettrico posto in parallelo alla linea di alimentazione di rete degli apparecchi dell’impianto, lascerò alle parole del costruttore la spiegazione delle basi teoriche e di come l’apparecchio interviene sulla creazione del suono dell’impianto, compiutamente spiegate non solo nella breve intervista che troverete più avanti su ReMusic, ma anche sul sito di Apotema Audio qui.

 

Come potrete leggere, sono motivazioni tecnicamente solidissime e che personalmente hanno trovato puntuali riscontri su tutti i sistemi da me testati, una decina, per cui questo apparecchio passa in automatico da accessorio a “necessorio”, nonostante il suo costo, che non è economico ma che, almeno per me, è pienamente giustificato dai risultati.

 

Ho usato fin troppe parole per descrivere una cassata in alluminio che, per adesso, sappiamo essere un filtro di rete in parallelo. Non in serie, ripeto! I filtri in serie creano quasi sempre problemi maggiori di quanti ne risolvano, alla pari dei trasformatori di isolamento, facendo eccezione per la serie di costosissimi rigeneratori di corrente di PS Audio, che potrei affermare con ragionevole sicurezza essere gli unici apparecchi, a che mi risulti, che nessuno fino ad ora è riuscito a clonare.

 

Il Materik 1 non è un rigeneratore di corrente, credo che l’unico elemento attivo al suo interno sia proprio il LED, piuttosto lo definirei come una spugna antirumore elettrico. I disturbi generati dai nostri apparecchi e quelli immessi nella rete elettrica da tutto ciò di elettrico che utilizziamo in una casa vengono intrappolati all'interno del Materik 1, che priva così la corrente elettrica di una miriade di schifezze che altrimenti andrebbero – e vanno! – a inficiare il suono del nostro impianto.

 

Apotema Audio Black Hole

 

La gamma di apparecchi Apotema Audio copre esigenze più contenute, dal Black Hole, il più economico, passando al Dynamics Extender per finire al nostro Materik 1, il più efficace e anche, ahimè, il più costoso. La politica di vendita diretta via web, con la clausola soddisfatti o rimborsati, mette l’acquisto al riparo da sorprese sgradite. Parlando di costi ricordo che quello descritto è il prodotto top tra questi filtri, che consta di una serie composta appunto da tre modelli: il primo e meno costoso Black Hole, 299 euro, è una torretta cilindrica che si infila direttamente nella presa di corrente del distributore; il secondo modello, più complesso e che condivide il case in alluminio del Materik, anche se un po’ più corto, rimane di colore nero ma con lo stesso frontale e retro in alluminio spazzolato, è come detto il Dynamics Extender e ha un prezzo di listino di 599,00 euro, sempre spedizione in Italia inclusa.

 

Nota bene: questo genere di apparecchi è rivolto non solo a chi ha un sistema ben messo a punto, di cui è pienamente soddisfatto e che non pensa di migliorare facilmente, ma a chiunque abbia voglia di sperimentarne direttamente i sorprendenti risultati. È chiaro che nessuno dei tre apparecchi può rivolgersi verso chi cerca – sono tanti, ohimè! – di trovare scorciatoie ai loro impianti mal equilibrati, aggiungendo o sostituendo a caso parti di esso, in genere cavi ma anche altri ammennicoli, con la speranza di trovare miracolosamente la soluzione ai loro dolori. Questo apparecchio apporterà benefici anche in questi casi, lo farà dovunque, ma non illudetevi che sia la panacea per tutti i mali. Al contrario io lo reputo assolutamente indispensabile per chi ha sistemi maturi, ben messi a punto, di cui si è soddisfatti, quelli che fanno mormorare la fatidica frase “meglio di così non si può”.

 

E invece si può!

 

I francofoni, che sono sempre originali, chiamano “ordinateur” quello che noi chiamiamo PC ma, in questo caso, trasferirei sic et simpliciter questo raffinato nome al Materik 1, perché è perfetto per indicarne gli effetti, condividendo con i suoi fratelli minori gli effetti ma aumentando l’efficacia del suo intervento. Inserire nel distributore di corrente il Materik provoca semplicemente un miglioramento di tutti i parametri, mette in ordine ogni cosa in un modo che lascia in parte stupefatti e in parte ammirati.

Ora è importante sottolineare che descrivere la portata quantitativa di un effetto sonico corre il rischio di far precipitare la discussione a livello delle innumerevoli polemiche sul “suono dei cavi”. Non aspettatevi cose sensazionali ma in un impianto ritenuto già a posto e soddisfacente con l’Ordinatore Materik vi accorgerete di come aumenti la microdinamica, perché c’è meno rumore, ma anche la macrodinamica se ne avvantaggerà, la scena migliorerà, diventando un po’ più larga e profonda ma, soprattutto… più ordinata. Gli strumenti e le voci prendono possesso del loro spazio in modo non solo più preciso ma anche più naturale, dal momento che, come migliorano le informazioni ambientali, migliora anche la rifinitura timbrica degli strumenti e delle voci. Tutti i suoni acquistano una consistenza tridimensionale, come se si materializzassero davanti a noi. Meno rumore sulla linea di alimentazione dei nostri apparecchi produce proprio questi effetti. Tutto diventa più “giusto” e lo spegnimento del Materik riporta immediatamente alla situazione precedente, in genere accompagnata da un “no no, meglio prima” decisamente convinto.

 

Prova filtro di rete Apotema Audio Materik 1

 

Conclusioni

Questi apparecchi in genere, quando funzionano come gli Apotema Audio, non riesco proprio a definirli accessori, perché il loro effetto è costante e crescente via via che si sale di livello. Non sono economicissimi ma vi assicuro che provarli rende impossibile la loro restituzione e più l’impianto è ben suonante prima del loro inserimento, maggiore sarà la sorpresa per il loro effetto.

Andando sul pratico direi che, per chi utilizza una sola ciabatta a cui collegare gli apparecchi, uno solo dei modelli sarà sufficiente. Per chi ha impianti non troppo sofisticati, ma anche per chi ce li ha, iniziare con un Black Hole è già sufficiente. Ma ormai è assodato che usare direttamente un Materik 1 è, a mio parere la scelta migliore. In caso di doppia ciabatta, soprattutto per chi ha sezionato la linea analogica da quella digitale, come il sottoscritto, l’uso del Materik sull’alimentazione più sporca, quella digitale, associato ad un Black Hole o, ancora meglio, a un Dynamics Extender, resta la soluzione più consigliabile.

 

Inutile dire che il Materik 1 e il Dynamics Extender da me utilizzati per la prova si fermano qui con me, non ne posso più fare a meno…

 

 

Caratteristiche dichiarate dal produttore

Peso: 1.900g
Misure: 220x110x130mm LxAxP con i piedini in dotazione
Voltaggio: 100-240V

 

Distributore ufficiale Italia: al sito Apotema Audio

Prezzo Italia alla data della recensione: 899,00 euro, spedizione in Italia inclusa

Sistema utilizzato: all'impianto di Daniele Sabiu

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