Giradischi Yamaha MusicCast Vinyl 500

20.06.2019..

Prerequisiti
No, non mi sono sbagliato, ho scritto proprio "prerequisiti" al posto della abituale "premessa". Debbo definire, opportunamente, le caratteristiche peculiari del cliente o, come si dice al giorno d'oggi, la sua skill, felice acquirente di questo Yamaha MusicCast Vinyl 500, già segnalato come novità su queste nostre pagine qui. Da un punto di vista caratteriale deve essere persona molto paziente, soprattutto con le nuove tecnologie, caratteristicamente in costante aggiornamento sia hardware che software. Sì, ce ne vuole tanta di pazienza, ma anche possedere una rete LAN/WiFi casalinga di buona qualità e velocità e uno smartphone, con la mela o con il marzianino a scelta, non datato. Ma, soprattutto, non ritenere sacrilego che un giradischi possa funzionare senza fili – paura!, non pensare sia diabolico che attraverso quel giradischi si possano ascoltare le web radio, musica pescata da server e dai tanti servizi di streaming alla moda, come Spotify, Tidal, Napster, Qobuz, o Deezer, e addirittura – chiamate l'esorcista – i file musicali residenti sul vostro telefonino! Insomma, vecchi e nuovi audiofili dogmatico-ortodossi e con sicurezze incrollabili: se non ve la sentite astenetevi dal proseguire questa lettura. Ne andrebbe della vostra salute mentale!

Primo impatto
Il fatto è che, appena estratto dalla confezione, il Vinyl 500 appare furbescamente rassicurante. Un bell’oggetto, semplice nelle forme ma non spartano e con una bella laccatura bianca nel caso dell'esemplare protagonista di questa prova. Essenzialmente parliamo di un giradischi con trazione a cinghia, motore in CC sospeso da gommini, telaio rigido su piedini ammortizzanti, l’alluminio è utilizzato per il piatto, il braccio di tipo dritto e lo headshell. La regolazione del peso di lettura è assicurata dal classico contrappeso a vite con ghiera di calibrazione e l'antiskating e di tipo a molla. Tutto di livello economico ma ben fatto e funzionale. I problemi iniziano quando lo sguardo, spostandosi sulla destra, incontra un misterioso tasto con la scritta Connect e una piastrina nera con due LED, sulla quale vedo serigrafati i simboli del Wi-Fi e quelli del Bluetooth: continuo ad aver paura!

Fuori dalla rete... o dalla scatola: fate voi
Facciamo una prima tornata descrittiva esaminando il Vinyl 500 come un classico, ma non troppo, giradischi. Quello che con antica perizia collegate pazientemente agli ingressi del vostro fido amplificatore, tramite dei solidi cavetti. L'alimentatore è esterno, switching, di quelli a muro, per intenderci. Per quanto riguarda le uscite analogiche abbiamo la possibilità di scegliere tra la tradizionale phono out, destinata al phono in dell’ampli e una già equalizzata RIAA e preamplificata, destinata a un più comune ingresso di linea ad alto livello. Il tutto è facilmente selezionabile attraverso un micro switch al centro delle due uscite RCA poste nel retro del giradischi. Subito un’anticipazione: se utilizzate l'uscita phono out, questa è da ritenersi prioritaria, il giradischi lo utilizzerete in quanto tale senza accedere agli altri servizi previsti dal sistema MusicCast.
Mi produco subito in qualche lamentazione, è il mio carattere che me lo impone. Impossibile, suppongo, inserire un cavetto RCA più economico di quello in dotazione. Pur non avendo molto rispetto per i cavi e i loro magici effetti sulla psiche, debbo dire che spendere qualche Yen in più per qualcosa di più decente non avrebbe certo guastato. Inoltre non si capisce dove, lato giradischi intendo, dovrei fissare il terminale della massa. Forse svitando un po’ una delle viti sul retro e incastrandolo lì? Premesso che il collegamento di massa è necessario solo per la modalità phono out, mi sembra che in tal senso ci sia stata una dimenticanza. Sempre per un pugno di dollari in più, una testina di qualità leggermente superiore alla Audio-Technica AT3600 di serie sarebbe stata tanto gradita. Intendiamoci, questa economicissima testina è un vero campione nel rapporto qualità/prezzo ma, tanto per dire, una AT95 montata in molti giradischi dal costo analogo non ci sarebbe stata male per nulla. Considerate questo “sarebbe stato auspicabile” come uno degli eventuali upgrade possibili, diciamo il primo, va’!
Effettuate le operazioni preliminari, ben descritte dal manuale esclusivamente online, non mi lamento di questo solo pensando a un po' di carta risparmiata, consistenti nell'inserire il piatto nel perno, agganciare la cinghia alla puleggia di trasmissione, mettere il mat in feltro sopra il piatto, regolare il peso consigliato di 3 g che la puntina deve esercitare e infine inserire le cerniere con il coperchio in plexiglass. Siamo pronti? Sì, vero? Allora procediamo aduna prima tornata di ascolto definibile come "tradizionale".

Ascolto tradizionale
Insomma, quando un giradischi lo usi in maniera tradizionale o poco più. Escludiamo di ufficio la modalità soprammobile, tanto cara ai salotti anni ’70. Dopo aver calibrato il braccio a 0 grammi – oscillante, flottante – ho progressivamente aumentato il peso di lettura e di conseguenza l'antiskating da 1,5 g sino ai 3 consigliati. La AT3600 montata di serie risponde in maniera egregia considerando il suo prezzo. Per i miei gusti 2 grammi sono sufficienti per un ascolto equilibrato, nessun problema di tracciamento, bassi presenti e articolati, nessun soffio o stridio in alto.
Metto subito in evidenza due lati molto positivi: il telaio rigido con i piedini ammortizzanti esegue egregiamente il suo lavoro. Ottima insensibilità agli insidiosi "tap-tap" tamburellati sul piano di appoggio, scarso o nullo il rientro acustico anche avvicinando molto il giradischi ai diffusori. Giudico il pre phono interno più che buono, mi espongo per "buono" non perché io sia buono ma perché lo merita. L'utilizzo dell'uscita phono, destinata al tradizionale ingresso phono dell'ampli, mi sembra di poterla passare in secondo piano, anche in considerazione del fatto che, come detto, usando quella si utilizza solo la parte giradischi escludendo tutte le possibilità del MusicCast.
A questo punto il giudizio globale non può essere che positivo. Far suonare bene una macchina economica è questione essenzialmente di lunga e datata esperienza del produttore. Per dirlo con maggior chiarezza, le cose semplici e, nel limite del possibile tecnologico, anche se economiche suonano bene. Quelle complesse e complicate spesso suonano meglio, ma bisogna avere la capacità di metterle in condizione di farlo. Ad esempio: una puntina dal taglio conico risulterà molto meno sensibile a piccoli errori di calibrazione rispetto a una con taglio fondamentalmente ellittico.

Yamaha MusicCast
Se volete un pochino perdervi nelle mille possibilità, configurazioni e apparati che sfruttano il sistema multiroom di Yamaha, vi consiglio di fare un giro su questo link. Per i profani o poco pratici, posso dire, spero in maniera comprensibile, che questo software, applicato ovviamente ad apparati che nel loro piccolo sono anche dei mini elaboratori, permette in primo luogo di connettersi alla rete LAN domestica – fisicamente attraverso cavo LAN o in Wi-Fi – e quindi sfruttare tutte le possibilità di lettura e interconnessione offerte da Internet. Ma non solo, i vari apparati MusicCast sparsi per la casa in multiroom possono interconnettersi e dialogare tra loro ed essere comandati e gestiti da uno smartphone, IOS o Android non importa, che diventa una sorta di telecomando intelligente. Oppure da uno di quegli automi software che "infestano" ormai le nostre abitazioni come la sensuale Amazon Alexa, che per il momento però si limita all’on/off del vostro apparato.
Per fare un esempio concreto, il nostro giradischi, a parte girare e riprodurre i nostri beneamati vinili, attraverso la rete può:

  • riprodurre i file musicali residenti sul nostro telefonino
  • riprodurre file musicali messi in condivisione su un server locale o remoto
  • ascoltare il mare magno delle web-radio
  • connettersi alle principali piattaforme di streaming quali Spotify, Tidal, Napster, Qobuz o Deezer

Altre sorgenti streaming possono comunque essere sfruttate attraverso il collegamento in Bluetooth. Se qualcuno addetto allo sviluppo software di Yamaha fosse in ascolto, dico che sarebbe bello dialogare su eventuali problemi e piccole imprecisioni relative alla App MusicCast per Android. Intendiamoci, funziona tutto, ma ci sono margini di miglioramento che, vista la grande qualità del prodotto, sarebbero auspicabili. Mi riferisco essenzialmente alla lettura di qualche formato musicale in più tipo APE, all’interpretazione dei file di CUE tipici di FLAC in un unico file e della possibilità di muovere la barra che dello scorrimento del brano.

Ascolto MusicCast
Doverosa piccola premessa: da circa un anno sono in possesso di uno Yamaha MusicCast WXC50 con il quale convivo serenamente e con buona soddisfazione. Quindi, come prima cosa, ho cercato di carpire eventuali differenze timbrico/qualitative tra i due apparati, ovviamente per le possibili fonti di riproduzione in comune. Sostanzialmente mi sono concentrato sulle Net Radio di buona qualità, nella cartella Alta qualità nel menu Radio, sulla lettura dei file residenti sullo smartphone Android utilizzato come controller con la app dedicata e per finire ritrasmettendo in Bluetooth dei servizi di streaming musicali quali Tim Music, YouTube e lettura da server locali o remoti.
Non ho rilevato differenze nella qualità globale, livello, timbrica e dinamica esattamente allo stesso livello, quindi il giudizio, per queste cose comune ai due apparati, è il medesimo.
Ora vorreste anche sapere quale, vero? Sempre curiosi e indiscreti! Sul discorso web radio la differenza fondamentale la fa la qualità di trasmissione e ovviamente la stabilità del collegamento alla rete. Quindi è possibile andare dalle esperienze uditive simili a quelle delle onde medie di cinquanta anni fa a ottimi compromessi tra compressione dinamica e buon risultato finale. Decisamente di altro livello è la riproduzione di file, ovviamente non compressi e se possibile ad alta risoluzione, direttamente dallo smartphone di comando o da server NAS o, più semplicemente, sfruttando la funzione di condivisione file musicali all'interno del sistema elaboratore verso modem/router. Sono convinto che, anche a senso, senza che abbia bisogno di specificarlo, le lune, i pianeti e i santi del paradiso da allineare spesso sono tanti! E non lo dico per il nostro Vinyl 500 ma, in generale, avendo avuto modo di barcamenarmi con diversi sistemi di streaming musicale. Quindi rinnovo ulteriormente l'invito alla pazienza e alla perseveranza! Tanto per dirne una: è possibile che il canale Wi-Fi che state utilizzando, in associazione fissa o dinamica, sia disturbato e per questo la connessione sia instabile e a volte decisamente inesistente. Prima di picchiare il vicino, che con il suo antifurto vi sta rovinando la magia dell'ascolto, fate qualche prova di cambio o associazione del canale, magari così tutto riparte come per magia.
Insomma, il DAC interno se la cava piuttosto bene nel servire le varie fonti di segnale, pulizia e dinamica del suono sempre su buoni livelli. Dunque, allora, che mancherebbe? Ah, già, il giradischi! Questa ultima esperienza di ascolto è stata possibile accoppiando i due dispositivi MusicCast presenti nel mio appartamento da me denominati Studio e Sala. Superate subito lo choc dovuto al fatto che tra il poggiare della puntina sul solco e l'effettiva partenza della riproduzione ci sono circa due secondi e altrettanto ritardo vi è al sollevamento del braccio. A questo punto il giudizio e molto semplice: ottimo, sembra di ascoltare un’eccellente trasmissione radiofonica dove saltuariamente spunta un pizzico di antica magia. Sono stato troppo criptico e poetico? Dichiaro a mia discolpa che un sereno giudizio per chi utilizza giradischi da una vita è veramente complesso. L'esperienza dell'ascolto radiofonico di grande qualità è quello che mi permette di comunicare meglio le mie sensazioni. Ovviamente l'utilizzo “diretto" del Vinyl 500 come giradischi è decisamente più appagante, ma l'esperienza wireless non mi è per nulla dispiaciuta. L'accoppiamento di due sistemi MusicCast mi ha permesso di verificare anche la riproduzione Multiroom e soprattutto il sincronismo delle due emissioni. Studio e Sala suonavano allegramente all'unisono senza apparenti disallineamenti temporali.

Raccomandazioni e considerazioni finali
Un po' quelle già fatte in partenza e reiterate nel percorso descrittivo fatto. Perseveranza e buona propensione per le nuove tecnologie da parte dei clienti-tipo. A mio modestissimo parere è fondamentale uscire nettamente dagli schemi Hi-Fi degli anni '70-'80, non che questi siano obsoleti e che non regalino ancora emozione e appagamento, ma sono fondamentalmente diversi. Non si cerca in questi contesti la qualità superlativa quanto la flessibilità e soprattutto la comodità di avere sempre a disposizione la nostra musica del cuore. Il sistema MusicCast Yamaha mi sembra un ottimo interprete di queste nuove esigenze, sicuramente in evoluzione e, come tutte le cose umane, migliorabile.
Consiglio per amanti distratti: "Cara ho preso un nuovo giradischi che funziona senza fili, lo possiamo mettere dove vuoi e ti ci puoi ascoltare anche quella ciof... ehm… bellissima musica che hai sul telefonino!". Sentito questo, per la prima volta dopo molti anni un largo sorriso spuntò sulla bocca della martirizzata compagna…


SCHEMA RIEPILOGATIVO
Voto massimo ✳✳✳✳✳ Spark, le scintille ReMusic
Sezione giradischi: ✳✳✳✳ | Tutto di livello abbastanza economico, ma tutto ben calibrabile e suonante. Sicuramente una testina migliore rappresenta un buon upgrade.
Sezione MusicCast: ✳✳✳✳ | Buona disposizione nei confronti delle nuove tecnologie, un pizzico di pazienza ed essere disposti a quell’operazione che nessuno fa: leggere il manuale! Per il resto il MusicCast è sicuramente un prodotto multifunzionale, moderno e in continua evoluzione: ma cosa non lo è al giorno d’oggi?
Costruzione: ✳✳✳1/2 | Economia funzionale e gran livello di ingegnerizzazione, qualche particolare migliorabile ma proprio perché voglio un po’ lamentarmi: comunque un bell’oggetto facilmente posizionabile in un arredamento di tipo moderno.
Rapporto prestazioni/prezzo: ✳✳✳✳ | Il Vinyl 500 è uno, ma in fondo fa tante di quelle cose che è difficile dare a ciascuna funzione un valore e tirare le somme. Secondo me il prezzo è adeguato e sicuramente sarà possibile, ora e in futuro, trovare degli street price molto interessanti.

 

 

Selezione musica ascoltata

Alice in Chains - Rainier Fog - CD-2018

ALT-J - Relaxer - LP-2017

David Bowie - Blackstar - LP-2016

Foo Fighters - Concrete and Gold - LP- 2017

Frank Zappa - Joe's Garage Acts 1,2&3 Remastered - 180g LP-2016

George Gershwin - Rhapsody in Blue / West Side Story - Bernstein & Los Angeles Philharmonic Orchestra, Deutsche Grammophon - LP

Graham Parker - The Mona Lisa's Sister - LP-1988

Nick Cave and the Bad Seeds - Live from KCRW - LP-2013

Roxy Music - Avalon - LP-1982

St. Vincent - MassEducation - LP-2018
Talk Talk - The Colour of the Spring - LP-1986
The National - I‘m Easy to Find - LP-2019
Vampire Weekend - The Father of the Bride - LP-2019

 

 

Caratteristiche dichiarate dal produttore

Sezione Network - Formato file

  • MP3/WMA/MPEG-4 AAC: fino a 48 kHz/16-bit
  • ALAC: fino a 96 kHz/24-bit
  • FLAC/WAV/AIFF: fino a 192 kHz/24-bit
  • DSD: fino a 11,2MHz

Ethernet: sì

Wi-Fi: sì 2.4/5GHz

AirPlay: sì

Sezione Bluetooth Version/Profile: Ver. 4.2/A2DP, AVRCP

Audio Codec SBC, AAC

Distanza massima di collegamento: 10m/32.8ft.10 in. senza interferenze

Tipo trazione giradischi: cinghia

Motore: DC motor

Velocità di rotazione: 33-1/3 rpm, 45 rpm

Variazione velocità di rotazione: ±2%

Wow e Flutter: 0,2%

Piatto: in alluminio pressofuso, diametro 30cm

Livello di uscita: 450mV -7dBV con RIAA EQ, 1kHz, 3,54cm/sec – 2,5mV ±3dBV senza RIAA EQ, 1kHz, 3,54cm/sec

Rapporto segnale/rumore: 67dB od oltre pesato A, 20kHz, LPF

Braccio: braccio dritto a bilanciamento statico

Lunghezza effettiva del braccio: 223,5mm

Overhang: 19mm

Intervallo di regolazione pressione stilo: 0-4g

Peso della testina accettato: 15,5-19g incluso il portatestina

Tipo testina: MM

Tensione di uscita: 2,5mV 1kHz 3,54cm/sec

Pressione dello stilo: 3,5 ±0,5g

Peso della testina: 5,0 ±0,3g

Altezza della testina: 17,0 ±0,7mm

Peso del portatestina: 10g compresi viti, dadi e fili

Specifiche audio terminali di uscita: 1 RCA phono e 1 RCA linea

Livello di uscita: 2,0 ±0.3V a 1kHz 0dB e Fs 44,1kHz

Rapporto segnale/rumore: IHF-A network 110dB od oltre e Fs 44,1kHz

Range dinamico: 100dB o maggiore a 1kHz, -60dB e Fs 44,1kHz

Distorsione armonica: 0,003% o meno a 1kHz, 0dB e Fs 44,1kHz

Risposta in frequenza:

  • Fs 44,1kHz 2Hz-20 kHz +0/-3dB
  • Fs 48kHz 2Hz-24kHz +0/-3dB
  • Fs 96kHz 2Hz-48kHz +0/-3dB
  • Fs 192kHz 2Hz-96kHz +0/-6dB

Consumo elettrico:  6W in Eco/Standby, dato di riferimento 0,3W

Consumo elettrico standby:

  • 1,4 W Network standby ON, Bluetooth standby OFF, collegato
  • 1,8 W Network standby ON, Bluetooth standby ON/OFF, Wi-Fi
  • 1,6 W Network standby ON, Bluetooth standby ON, collegato

Dimensioni: 450x136x368mm LxAxP

Peso: 5,7kg

 

Distributore ufficiale Italia: al sito Yamaha Music Europe GmbH - Branch Italy

Prezzo Italia alla data della recensione: 629 euro

Sistema utilizzato: all'impianto di Mauro Cittadini

 

 

Visualizzazione dei due apparati MusicCast Yamaha utilizzati per la prova, da me denominati Sala e Studio, dove la riproduzione è diversa e indipendente.
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di Mauro Cittadini
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