Nell'immagine principale, Grigory Sokolov © Hochuli Konzert AG
Se ci sono delle leggende viventi del pianoforte, Grigory Sokolov ne fa sicuramente parte. Senza ostentazione né glamour, solo grazie alla potenza della sua arte, questo pianista unico riesce a trasformare ogni suo concerto, sempre esaurito fino all’ultimo posto, in un'esperienza straordinaria. Magico è il modo con cui riesce a catturare il pubblico e proiettarlo nel suo mondo intimo dell’interpretazione, con una tecnica sempre totalmente al servizio della composizione. I suoi tocchi e il suo senso del ritmo si accompagnano a una sorprendente colorazione dei suoni, non solo innumerevoli ma sempre con raffinate sfumature che catturano l’ascoltatore e fanno capire ai meno attenti le potenzialità incredibili dello strumento pianoforte.
Sokolov non cerca contatti in pubblico, rifiuta le interviste e le pagine glamour, mettendo sempre in primo piano la musica fino al punto di rifiutare concerti con le orchestre perché trova che il tempo per le prove sia decisamente insufficiente.

Il 24 del marzo scorso questo genio era di nuovo sul palcoscenico della Tonhalle di Zurigo per un recital promosso dalla società privata Hochuli AG. Il programma, come spesso accade con questo artista, è stato piuttosto anticonvenzionale e presentava due parti ben distinte, la prima dedicata a composizioni di Byrd e la seconda a Brahms. Un salto temporale di quasi trecento anni, quindi!
La raccolta di piccoli brani per strumento a tastiera di Byrd testimonia un raffinato modo del comporre, in cui danza, temi folcloristici e contrappunto, come pure elementi cantabili e virtuosistici, si fondono in modo armonioso. Ho trovato molto affascinante ed emozionante come Sokolov ha variato i tempi con più o meno ampi respiri accompagnati da molteplici sonorità, tocchi raffinatissimi, segno di una profonda contemplazione, dove il fattore tempo è scomparso. Il discorso musicale mi è parso non arrestarsi, un perpetuum mobile, insomma, con continui attimi di rallentamenti fino alla sospensione, per poi riprendere accelerando, accentuando la dinamica e i colori timbrici. Sokolov ha avuto una straordinaria sensibilità nel rappresentare questa musica, quasi mostrando la nascita degli elementi di danza dal centro del corpo del ballerino, nati nella sua intimità per poi spandersi dall’estremità degli arti nell’immensità della sala e oltre.
Dopo la pausa, necessaria per riprendersi da questo tuffo nel sogno, il grande maestro riparte con le pagine di Brahms. Qui si accendono altre emozioni, sempre in un’atmosfera di profonda contemplazione e di grande intimità, la stessa della prima parte. Oltre ai tocchi raffinati, molto più variati, si è aggiunta la grande forza delle mani e delle dita di Sokolov, che magicamente sono riuscite ad aumentare l’intensità di questo suo mondo musicale proiettando gli ascoltatori in un’altra dimensione, fatta di potenza, dinamica e anche dramma. Il discorso musicale è diventato più travagliato, spezzato, con degli staccati e articolati precisi e incisivi, in contrasto con i legati e i momenti idilliaci, molto espressivi. La sua maestria si è esaltata nel farci percepire le estreme differenze del suono del pianoforte, che passava nelle Ballate da lunghi momenti finissimi, sottili, espressivi e meditativi, dilatando il rilascio delle note all’infinito, ad altri momenti decisamente più caratterizzati da un suono grandioso, pieno, che riempiva tutta la sala con potenza, specialmente nelle Rhapsodie. Una grande interpretazione di pagine del romanticismo. Come spesso nei suoi concerti l’atmosfera era particolare, con il pubblico che sembrava trattenere il respiro fino all’ultima nota e oltre. Non riesco a trovare le parole per descriverla, bisogna essere lì.
Un altro particolare dei concerti di Sokolov è il numero di bis che concede. Stavolta sono stati ben sei, con una qualità interpretativa eccelsa, un mondo con caratteristiche musicali e timbriche diverso da quelle due precedenti ma altrettanto stupefacente:
- Chopin, Mazurka op. 30/1
- Chopin, Mazurka op. 50/3
- Rameau, Les Sauvages
- Chopin, Mazurka op. 68/2
- Rameau, Le Tambourin
- Chopin, Prélude op.28/20
La stragrande maggioranza delle persone che hanno sentito uno o più dei suoi concerti sognano di andarci di nuovo. Non si può smettere di ascoltare questo straordinario musicista. Non faccio parte delle eccezioni, mi prenoto già per il 30 di maggio 2026 nella stessa sala, sempre organizzato dalla Hochuli AG. Se Sokolov passerà nelle vostre vicinanze o avete l’occasione di essere vicino a Zurigo vi consiglio vivamente di andare ad ascoltarlo. Ma attenzione: dà dipendenza!
Programma
Hochuli Konzert AG, organizzatore
lunedì 24 marzo 2025
Grigory Sokolov, pianoforte
William Byrd, 1540-1623
- John Come Kiss Me Now
- The first pavan. The galliard to the first pavan
- Fantasia in G Major
- Alman in G Minor
- The Earl of Salisbury Pavan, Galliard, Second Galliard
- Callino Casturame
Johannes Brahms, 1833-1897
- Quattro Ballate per pianoforte, op. 10
- Due Rapsodie per pianoforte, op. 79
Per ulteriori info:
al sito Hochuli Konzert
al sito della Tonhalle Orchestra Zürich