High End di Monaco di Baviera 2025

27.05.2025

Questo è il primo dei molti articoli dedicati al Monaco High End 2025, si trovano tutti nella sezione Redazionali di ReMusic, quella nel menu arancione della testata, a partire dalla data odierna del 27 maggio 2025, vedi qui.

 

Con regolare ritardo, giusto una settimanella accademica abbondante, eccomi qui a iniziare a rendicontare del più recente High End, svoltosi dal 15 al 18 del mese corrente. Il motivo è sempre il solito, ma ne parleremo più avanti…

 

High End di Monaco di Baviera 2025

 

Io e Max, i vostri agenti High End


Come molti lettori sapranno, questa è stata l’ultima edizione – almeno per ora – dell’High End con sede a Monaco di Baviera. La prima edizione assoluta si è svolta all’Intercontinental Hotel di Düsseldorf nel 1982. Le seguenti hanno avuto l’Hotel Kempinski di Neu Isenburg, vicino Francoforte, come sede. Con questi appuntamenti l’High End si è praticamente fin da subito imposta come la manifestazione audiofila più importante e tuttora sicuramente la più grande d’Europa. Attualmente organizzata dall’High End Society, erede diretta di quella società High End fondata in un hotel di Alzenau, in Baviera, il 18 dicembre 1981, in Baviera era stabilmente tornata dal 2004, nella sede del MOC - Event Center Messe Munich del quartiere Freimann di Monaco. Dall’anno prossimo, e con comunicazione fatta con largo anticipo, vedi qui, l’High End si svolgerà invece a Vienna: trovate qui le date e la location, l’Austria Center Vienna – ACV. I motivi di questo trasferimento sembrano essere plurimi:

  • la Germania è, per i suoi alti standard, in un periodo di relativa recessione, i costi aumentano e la produzione ristagna;
  • il MOC è “passato di mano”, dalla proprietà di HypoVereinsbank, una controllata UniCredit ma sempre di Monaco di Baviera, al Gruppo Neuplan;
  • come immaginabile i nuovi proprietari avranno ridiscusso i contratti in essere ergo il Presidente Jürgen Timm e il CDA High End Society avranno deciso che potevano sfruttare un’occasione invece di subire gli eventi.;
  • trasferirsi quindi in una sede espositiva ancora più centrale in Europa, altamente qualificata – sembra essere addirittura migliore del MOC – e forse più conveniente per costi di gestione non pare quindi essere stata una scelta improvvisata;
  • metteteci pure che quest’ultima ha già accolto l’omonimo High End Vienna negli ultimi due anni di fila, post pandemia, e che l’accoglienza, sia di pubblico che di espositori, è stata più che positiva e... il dado è tratto.

Da piemontese e torinese quale sono, il mio primo principio ispiratore e di sopravvivenza è “guarda come l’hanno fatto e se non sai fare di meglio almeno godine e stattene ben zitto”. Il problema in Italia è che la maggior parte della gente dà invece aria alla bocca senza possedere alcun dato di fatto o informazione reale. Una volta si diceva “senza cognizione di causa”, cioè senza l’effettiva conoscenza di un argomento. E i social da noi hanno solo peggiorato la situazione, quella di una predisposizione endemica, da “vorrei ma non posso”. Qui ora si parla ovunque per parlare, per dimostrare di avere un’opinione. Che per troppi è sempre meglio che non avere niente, o sicuramente poco, come effettivamente abbiamo. Per definizione l'opinione non è informazione. Un’opinione vuota di motivazioni è pure meglio, perché se è infondata è di conseguenza incontestabile.

Facciamo due conti della serva, spannometrici. Gli espositori sono stati 500. Non ho sotto mano il listino ufficiale ma assumiamo che non tutti avranno dovuto pagare 10k euro per una delle salette medie dei piani superiori. Molti spazi però sono anche ben più grandi. Molti booth – specie del pian terreno, Halle da 1 a 4 – sono invece decisamente più ridotti in termini di metratura quadrata. Magari molti si saranno inoltre associati per affrontare insieme le spese espositive. Facciamo quindi una stima salomonica, indichiamo una spesa media della metà: 5k euro a espositore. A casa mia una presunzione approssimativa di fatturato di 2,5 milioni di euro non mi sembra proprio da buttare via. Questo senza contare l’income dei biglietti – dei simbolici 10 euro – staccati agli oltre 11mila visitatori paganti dei due giorni aperti al pubblico, sabato e domenica. E mettiamoci pure il carico da undici: non conosciamo il guadagno offerto alla High End Society dagli imponenti piani pubblicitari che molti espositori o investitori si sono volentieri assunti l’onere di affrontare, visto che la pubblicità in queste occasioni porta inesorabilmente a guadagni. Ve lo dico da professionista del settore: chi non si fa vedere non esiste.

 

Sphinx Elements

 

Diffusori Sphinx Elements


Fatte queste premesse, arrivo al punto. L’High End anche quest’anno è stato faraonico. E l'immagine sopra è solo un commento umoristico, potete leggere di più a riguardo qui. Però chi non c’era o non ci è venuto s’è perso qualcosa. Ve lo confermo pure io: tutte le volte che l’ho mancato, per uno o più validissimi motivi, “m’è mancato”. Le cifre ufficiali di affluenza e partecipazione sono paragonabili a quelle dell’anno scorso, le potete vedere qui e qui ma per comodità le riporto in sintesi e già comparate side by side nell’immagine seguente.

 

High End 2024 VS 2025

 

I numeri non mentono. Questa più recente edizione ha praticamente confermato i risultati dell’anno scorso. Dopo quella tedesca, la maggiore rappresentanza è state quella del Regno Unito, seguita da americani e cinesi. Se l’anno scorso noi italiani eravamo a un 5% per cento degli espositori, più o meno terzi o quarti a pari merito con corazzate quali United Kingdom e Francia, quest’anno siamo scivolati più in basso rispetto alle prime posizioni. Questo al netto dell’essere stato per tutti più o meno un “anno interlocutorio” e ora ne esploriamo i possibili perché. Alcuni hanno deciso di non andarci per concentrarsi sulla prossima edizione viennese. Molti anche quest’anno hanno deciso di affidarsi alla più consolidata delle “manifestazioni parallele”, l’HiFiDeLuxe, che, sia detto per inciso, l’anno prossimo si svolgerà altrettanto a Vienna, sempre al locale Marriott Hotel. Molti hanno approfittato della vicinanza degli splendidi spazi espositivi del Motorworld, di fronte all’angolo Sud-Ovest del MOC. Molti ancora hanno organizzato esposizioni separate, in spazi privati, spesso riservati ai soli operatori professionali, leggi distributori e rivenditori, per poter sfruttare al meglio la più importante occasione di business to business dell’anno in Europa.

A tutti quelli – e abbiamo visto che sono tanti – che sono andati a Monaco ma non all’High End, come dare torto? Tutti loro hanno implicitamente confermato l’importanza dell’High End. Magari non puoi esserci ma ci vuoi tornare più preparato. Magari vorresti esserci ma non puoi permettertelo, quindi a buon diritto ti inventi delle alternative. Magari ti organizzi meglio, spendi meno e ottimizzi il tuo investimento, quindi, complimenti! Ma tutti, dico tutti quelli che sono stati all’High End o ci hanno “girato intorno” ne hanno riaffermato la valenza strategica.

Preciso tutto questo perché, soprattutto quest’anno, ho colto una certa “italica disaffezione” all’High End. Forse perché il suo pubblico italiota invecchia, e io non faccio certo eccezione. Forse perché la summenzionata tendenza alla critica “a prescindere” miete sempre più vittime, ahimè, consenzienti. Forse perché stare a casuccia nel proprio brodetto è sempre così consolatorio…

 

High End di Monaco di Baviera 2025

 

Sta di fatto invece che:

  • complice la mia recentissima condizione di pensionato, situazione personale che auspicabilmente contribuisce a farti lavorare con più distacc;
  • la fattiva compagnia dell’amico Massimiliano “Max” Conforti alla macchina fotografica, vedi foto sopra e info qui;
  • le giornate gradevoli dal punto di vista atmosferico;
  • e soprattutto la grande kermesse confermata, dove s’è visto e sentito di tutto;
  • devo insomma ammettere che quest’ultima edizione edizione dell’High End a Monaco me la sono veramente goduta...

Ed era oggettivamente godibile. Oltre alle decine di sale suonanti e agli ancora più numerosi stand solo espositivi, anche quest’anno abbiamo avuto una serie di eventi negli eventi, o manifestazioni di settore o generi specifici, a dir si voglia. 

WOH - The World of Headphones è il fortunato e affollato spazio a disposizione dei produttori di cuffie, auricolari, ampli cuffie e dispositivi pensati per l’ascolto in cuffia in genere. Causa le ristrettezze economiche e le “ristrettezze” delle nostre abitazioni, sempre più piccole, questo settore Hi-Fi sta godendo di un considerevole successo e tutti i principali player erano presenti, li trovate qui. Considerate inoltre che l’ascolto in cuffia ha un importante aspetto trainante e fidelizzante nei confronti del nostro settore, sia che lo consideriate in termini amatoriali che professionali. I giovani iniziano spesso anche solo con degli auricolari a sentire musica. Molti poi passano alle cuffie. Ma quelli che poi arrivano all’impianto ci giungono non per averlo avuto in casa – come dai nostri genitori per me boomer – ma per averlo scelto personalmente. Quindi ben venga l’entusiasmo commerciale di chi sta inondando il mercato di questa nicchia audiofila. Piccoli audiofili crescono...

 

SoundsClever era l’iniziativa, già attiva da diversi anni, di proposte di impianti ben suonanti a cifre “terrene”, cioè tutto entro 5.000 euro. Chi si cimentava in questa offerta si prendeva un bel rischio. Per andare al punto, la sala Totem Acoustic di Vince Bruzzese ha avuto il mio voto: diffusori, streamer / integrato, cavi di potenza e suono generalmente ruspante e immediato a 2004 euro complessivi, finali e totali… Potete approfondire sempre qui.

IPS – International Parts + Supply era la zona riservata – ma sempre accessibile a tutti, pubblico compreso – ai produttori di parti e componenti audio, cabinet, hardware in genere ma anche software. Manco a dirlo, qui la maggior parte degli espositori veniva dall’Estremo Oriente e dalla Cina in particolare, la Fabbrica del Mondo.

Gaming Zone era l’area di chi si occupa di device e accessori dedicati all’audio del gaming, come cuffie specializzate o poltrone da gioco. Confesso il mio personale disinteresse ma l’interesse del pubblico più giovane era palpabile.

Resta da citare la presenza della testimonial ufficiale, la cantautrice norvegese Anette Askvik, che ha regalato al suo pubblico più performance per tutti e quattro i giorni, con code continue all’ingresso, e le conferenze X-Pert Stage, dove alcuni tra i più accreditati operatori del settore hanno condotto delle vere e proprie conferenze su temi molto attuali e interessanti, vedi ancora qui.

 

Allora perché a inizio di questo articolo ho accennato a una situazione per me ricorrente a proposito dell’High End, intesa qui come manifestazione di settore? Perché come al solito scrivo con difficoltà di eventi così imponenti. Ho dovuto un po’ elaborare la grande mole di impressioni, sensazioni ed emozioni che, anche quest’anno, questo appuntamento ha comportato. Di conseguenza vi ho dato oggi una mia prima e sempre personalissima chiave di lettura, decisamente entusiastica. Quella che vi conferma quanto questa fiera sia importante, oggettivamente e personalmente. A me lascia sempre un po’ sopraffatto. Sarà il mio lato romantico, quello che mi consente ancora di ricordare perfettamente la prima volta che ho sentito un vero impianto Hi-Fi, ma entrare in una qualsiasi delle sue suonanti mi coinvolge sempre e ancora molto. La mia capacità di stupirmi è ancora viva. Potete chiamarla semplicità, ma non è sprovvedutezza, anzi sono armatissimo ormai a considerare, definire e farne lettura, costruita su decennali esperienze pregresse. Non consideriamoli giudizi, però, anche perché, come ho scritto più volte, tanti percorsi magari non sono condivisibili tecnicamente o teoricamente ma il punto di vista audiofilo si forma semplicemente sull’ascolto. Ad orecchie e idee aperte.

In conclusione di questa prima parte introduttiva sull’argomento, nei prossimi giorni aggiungerò una serie di articoli su sale, marchi, aspetti o temi specifici dell’High End 2025. Questo perché la struttura di impaginazione e il layout grafico di ReMusic ben si prestano a moltiplicare gli articoli, invece di scriverne uno unico e inevitabilmente “monstre”, quindi poco “leggibile”. E anche perché tutto, ma veramente tutto, non si può né vedere e né sentire all’High End. Di conseguenza avrete una mia personale selezione, condotta con leggerezza, senza impegni sfibranti e irrealistici. Ma con un sincero invito a rivederci tutti a Vienna l’anno prossimo: ne varrà sicuramente la pena. Cambierà qualcosa? Dal punto di vista organizzativo attualmente non sembrano risultare differenze significative, potete approfondire le prime FAQ ufficiali qui.

 

High End di Monaco di Baviera 2025

 

Giunto però all’ultimo dei suoi giorni High End, il MOC è diventato ora vuoto e silenzioso, ma per me pieno di bei ricordi sonori.


Mit freundlichen Grüßen / With kind regards / Meilleures salutations / 敬祝商祺 / 敬具

 

Per ulteriori info: al sito High End Society

di Giuseppe
Castelli
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