Immanuel Wilkins | Omega

29.01.2021

Immanuel Wilkins si è affacciato alla comune attenzione dei jazzofili con un disco prodotto dal pianista Jason Moran e stiamo parlando di un ragazzo di ventidue anni, al suo esordio in casa Blue Note.

 

Il giovane sassofonista contralto è fresco di Julliard School e ha alle spalle un’efficace seppur breve esperienza di sideman accanto al vibrafonista Joel Ross. Wilkins mette subito le mani avanti, perché in un’epoca attuale così complicata per gli USA, attraversata da due pandemie una delle quali razziale, fa capire subito di essere orgogliosamente di parte.

 

Immanuel Wilkins - Omega

 

Per comprendere la musica contenuta in Omega, il suo primo lavoro da band leader, bisogna analizzare almeno parzialmente i titoli dei suoi brani e capirne le storie racchiuse. Si parla di lotte per la dignità dei neri americani, di scontri, di linciaggi avvenuti nel passato ma ancora presenti come cicatrici sulla pelle della memoria. La musica però risente solo in parte di tutte queste tensioni profonde e Wilkins è molto bravo nello stemperare e nel distogliere al momento giusto l’attenzione dell’ascoltatore, evitando caotiche scorribande free come avveniva in analoghe occasioni nel corso dei rabbiosi anni Settanta.

 

Non potrei definire Omega come un manifesto né di lotta né di orgoglio di classe, è invece una grande esperienza di profondità emotiva, dove angoscia e struggimento si fondono in un sentimento complesso da dipanare. Si va dalla sensazione di felicità e vicinanza che una comunità sociale può infonderti, attraverso l’amore e il senso solidale come in Warriors­­­­­­­­­­, al racconto di fatti di sangue come in Ferguson e soprattutto nell’agghiacciante Mary Turner, l’unico momento realmente free dell’intero disco, che racconta il linciaggio ai danni di una giovane donna nera incinta, durante una rappresaglia razziale avvenuta nel 1918 in Georgia. Poi, fortunatamente, la già accennata capacità di Wilkins di acquerellare i colori troppo densi ci tratteggia in The Dreamer un omaggio al poeta James Weldon Johnson, facendo scivolare il clima verso episodi decisamente più lirici, cosa che avviene pure in Grace and Mercy. Infine, una suite di una ventina di minuti circa, suddivisa in quattro episodi, ci accompagna verso l’epilogo di un percorso intensamente emotivo dove spicca Eulogy, forse il momento più profondamente spirituale di tutto l’album, dove si avverte netta la traccia dell’ultimo Coltrane, motivo che avvertiamo similmente nel brano di chiusura Omega.

 

Nel complesso parliamo di un lavoro assolutamente maturo e stupisce saperlo opera prima. Non vorrei sbilanciarmi preventivamente ma, Immanuel Wilkins, continuando su questo percorso, potrebbe diventare un nuovo riferimento per i giovani jazzisti futuri.

 

Immanuel Wilkins

Omega
CD Blue Note

Reperibile su Qobuz in Hi-Res 96kHz

di Riccardo
Talamazzi
Leggi altri suoi articoli

Torna su

Pubblicità

Banner Hi Fi Di Prinzio 336x280
al sito Trau

Is this article available only in such a language?

Subscribe to our newsletter to receive more articles in your language!

 

Questo articolo esiste solo in questa lingua?

Iscriviti alla newsletter per ricevere gli articoli nella tua lingua!

 

Iscriviti ora!

Pubblicità