Integrato Cary Audio SLI-80 Signature

22.10.2013..

La Cary Audio è un'azienda degli USA che produce modelli di componenti elettronici audio dal 1989, con una spiccata tendenza verso l'impiego di tubi termoionici, da qualche anno apertasi però anche a componenti digitali e all' Home Theater. In Cary Audio assemblano tutto in casa e i non tantissimi modelli delle apparecchiature prodotte, migliorano lentamente nel tempo, senza grandi sconvolgimenti, segno di una maturità progettuale e operativa che ottiene notevoli riscontri in termini di accoglienza da parte di clienti e critica. In Italia questa marca non è molto diffusa, ma tutti i miei amici audiofili, che avevano avuto modo di ascoltare attentamente qualche modello, hanno avuto commenti decisamente positivi. La distribuzione nazionale è curata da Il Tempio Esoterico di Catania.

 

Estetica e funzioni

L'oggetto di queste note è l'amplificatore integrato SLI 80 Signature munito di valvole KT88 e dalla potenza dichiarata di 80 watt per canale in configurazione ultralineare, mentre 40 sono i watt con configurazione a triodo. Un gran bell'oggetto, in verità. Ha un'estetica che non passa inosservata, sicuramente. Nell'esemplare della prova la colorazione era la classica nera con finiture mat, non scurissimo, con le manopole laccate, gli interruttori a levetta metallici e le scritte in grigio chiaro. La disposizione dei trasformatori di uscita è particolare, non perpendicolare al telaio, ma leggermente obliqua, cosa che caratterizza e rende particolare il modello. La sfilza delle valvole, tutte Electro Harmonix, ben 10 complessivamente, comprende due rettificatrici 5U4, due 6922 di input, due driver 6SN7 e quattro di potenza KT88. I comandi posti sulla fascia frontale sono, da sinistra a destra, la levetta di accensione con sopra il relativo led di un azzurro gradevolmente non abbagliante, manopola piccola per la selezione dei tre ingressi, manopolona del volume, manopola piccola per il balance, deviatore a levetta per l'ascolto in cuffia. Sulla parte superiore ci sono, ai lati, altre due levette - una per canale - per selezionare la configurazione ultralineare o a triodo delle valvole di potenza. Sulla fascia posteriore altre due levette per regolare l'impedenza delle uscite altoparlanti, 4 e 8 ohm. I morsetti per i cavi degli altoparlanti, di ottima qualità, sono posti agli estremi del lato posteriore; più internamente ci sono gli RCA dorati per gli ingressi più l'uscita per un eventuale subwoofer, gli alloggiamenti per i fusibili e la vaschetta IEC per il cavo di alimentazione.

Il bias delle valvole di potenza è regolabile tramite due jack, uno per canale, cui si può connettere un tester in grado di leggere i milliampere.

L'impressione generale è di una costruzione accurata e solida, un oggetto costruito per durare nel tempo e con componenti di pregio. Il telecomando è piccolo, di plastica, di forma particolare e comanda solo il volume e il muting.

Fra le caratteristiche di rilievo citate dalla casa, la presenza di un circuito che velocizza il recupero dai sovraccarichi di potenza (clipping), consentendo una resa più accurata e controllata in gamma bassa.

 

Ascolti

No, non è un mostro di velocità. No. Non ha doti dinamiche eccezionali. No, non ha un dettaglio iperdefinito. Tuttavia è l'amplificatore che mi ha donato le ore migliori passate con il resto del mio impianto in funzione. Niente l'ha finora superato in tre parametri assolutamente fondamentali: ricchezza armonica, spazialità e controllo dei bassi. E nei parametri detti più sopra, vale a dire velocità, dinamica e dettaglio, se la cava egregiamente, pur senza far gridare al miracolo. E' comunque l'equilibrio fra i vari parametri presi in considerazione che compie la magia. La magia consiste nel far suonare tutto meglio. Mi spiego: alcuni recensori parlano di apparecchi che vanno bene solo con dischi ben registrati, mettendo in evidenza le registrazioni di cattiva qualità. Beh, qui invece si tratta di un apparecchio che rende ascoltabili, addirittura piacevoli, anche incisioni approssimative, rendendo peraltro sopraffine le buone incisioni. Prova ne sia l'ascoltare una compilation della Mina degli anni '60 o una edizione attuale di successi degli anni '60 rivisti in chiave jazz da Nicky Nicolai e la band di Stefano Di Battista. E poi, pur essendo un valvolare, anche generi musicali tradizionalmente non proprio consoni a questa tipologia circuitale, quale il rock e la musica percussiva, vengono riprodotti con la giusta grinta, vedi ad esempio i primi Talking Heads. Nel mio impianto di casa risiede normalmente un altro amplificatore basato sulle KT88, con uno schema elettrico non molto diverso, l'AAAVT P88i, quindi diciamo che il genere non mi è nuovo e già lo apprezzavo parecchio prima di sentire il Cary SLI80 Signature. Tuttavia il Cary epitomizza le qualità che già conoscevo in parte. La differenza di prezzo, piuttosto notevole, di circa 1 a 4, si fa sentire con evidenza. Certo è difficile valutare la differenza di prestazioni sonore in termini economici e sicuramente il Cary non suona 4 volte meglio, ma sono stato fortemente tentato di upgradare il mio impianto prendendo in considerazione l'acquisto dell'SLI80. Ho poi desistito per ragioni di varia natura, ma so che è probabile che me ne pentirò. Il Cary ostenta la sua superiorità sopratutto nel trattamento della gamma bassa, in cui beneficia di una attenzione circuitale all'overload recovery, ovvero alla capacità di un amplificatore di riprendersi istantaneamente dai sovraccarichi e dai conseguenti clipping, cosa che ha evidentemente un positivo riscontro all'udito, appunto in matericità e profondità delle note gravi. Ciò si è reso evidente con registrazioni contenenti strumenti in grado di scendere - molto- in basso quali la famosa Ouverture 1812 di Chaikovsky, Firth of Fifth dei Genesis, o qualche grancassa della Reference Recordings. Un grande plus è costituito dall'uscita cuffia, che mi ha stupito per l'elevata qualità della musica che riesce a trasmettere ai padiglioni, una qualità mai sentita precedentemente da un'uscita presente in un integrato. Una nota sulle valvole, tutte delle Electro Harmonix russe ottimamente costruite, senza nessuna connotazione particolare che le distingua dalla normale produzione, ma evidentemente ben selezionate e accoppiate.

Tornando alla disamina tecnica, il Cary ha bisogno di qualche attenzione per rendere al meglio tutto ciò che sa fare. Nel mio impianto di casa ho usato cavi di segnale dal DAC Nordhost modello Blue Heaven, in grado di conferire velocità, dettaglio e brillantezza al suono, cosa di cui ho rilevato altrimenti un minimo di necessità. Grande attenzione anche alla fase elettrica del cavo di alimentazione, con pena di un suono meno ricco di armoniche e spazialità, decisamente più opaco. Giocando con le piacevolissime levette, ho preferito gli 8 ohm sui diffusori e la configurazione a triodo, ma penso che altri impianti possano beneficiare maggiormente di altre configurazioni, quindi, semplicemente, provare. Fra le pecche, inizialmente il trasformatore di ingresso centrale produceva un ronzio avvertibile a musica spenta, ronzio di tipo meccanico, non proveniente quindi dai diffusori; smontando e rimettendo accuratamente tutte le valvole il problemino è quasi scomparso. Tuttavia il mio AAAVT è decisamente più silenzioso. Un piccolo rilievo di ordine visivo riguarda la scarsa leggibilità della posizione delle varie manopole, specialmente quella del volume, da lontano, cosa cui ho ovviato con una piccola strisciolina indicatrice di UHU tack bianco, poi tolta prima della dolorosa restituzione di fine prova.

Per riassumere, il Cary è un ampli integrato a valvole potente ma raffinato, in grado di far apprezzare la musica, senza distinzione di generi, a livelli di qualità sonica molto alti, sia come timbrica che come spazialità. Per gli estimatori, l'uscita cuffia è di qualità tale da non far assolutamente desiderare amplificatori dedicati esterni.

Certo il prezzo di listino non è tra i più abbordabili, ma anche la qualità costruttiva è notevole. Vi è da dire che di apparecchi con tipologie similari ve ne sono sul mercato ormai parecchi, generalmente, specie quelli di origine cinese, a costi inferiori. Tra quelli che ho sentito il Cary offre a tutt'oggi le prestazioni migliori.

 

Selezione musica ascoltata

Genesis, Selling England by the Pound, CD Charisma-Virgin

Mina, Le più belle canzoni, CD Warner Music

Nicky Nicolai e Stefano Di Battista Jazz Band, Mille bolle blu, CD Repubblica-l'Espresso

Piotr Ilyich Chaikovsky, Ouverture 1812, LP Mercury

Talking Heads, Fear of Music, LP Sire Records

Eiji Oue, Showcase, CD Reference Recordings

 

 

Caratteristiche dichiarate dal produttore

Tipo di circuito: Push-pull ultra-lineare pura classe AB-1

Potenza di uscita: 40W - triodo; 80W - ultra-lineare

Sensibilità d'ingresso: 45V full output

Livello rumore: -82 dB full output

Risposta in frequenza: 19-23.000Hz+/-1/2dB

Ingressi: CD, AUX1, AUX2

Valvole utilizzate:

  • 2 x 6922 preamplificatrici
  • 2 x 6SN7 preamplificatrici pilota invertenti
  • 4 x KT88 di potenza
  • 2 x 5U4 rettificatrici

Connessioni di uscita: 2 per canale + 1 sub placcate oro

Trasformatore di alimentazione: 1 x laminato EI e isolato al silicone

Trasformatore di uscita: 2 x laminato EI e isolato al silicone

Zoccoli delle valvole: ceramica con contatti in argento

Resistenze: all'1% a film metallico

Condensatori: in olio (opzionale in rame)

Condensatori di alimentazione: 2 x 1200µF a 450 VDC; 6 x 10µF a 400 VDC Film & Foil

Cavo di alimentazione: staccabile, tre conduttori schermati

Corrente AC: 117/234VAC a 50/60Hz

Consumo: 166W a pieno regime

Tempo di riscaldamento: 3 minuti

Rodaggio: 100 ore di riproduzione musicale

Finiture: telaio in acciaio nero lavorato, pannello frontale in alluminio anodizzato nero

Peso: 21kg

Dimensioni: 430x180x400mm (LxAxP)

 

Distributore ufficiale in Italia: al sito de Il Tempio Esoterico

Prezzo di listino in Italia alla data della recensione: 4.200,00 euro

Sistema utilizzato: all'impianto di Fabio "Perplesso" Barbato

 
di Fabio Barbato
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