Premesse
Technics, brand attuale emanazione del gruppo Panasonic, è straconosciuta nel mondo per il successo globale del suo progetto di giradischi a trazione diretta SL1200, giunto quest’anno al 50° anniversario dalla nascita e prodotto in milioni di unità tra l’una e l’altra delle sue ennesime versioni.

Alcuni apparecchi storici Technics, brand che ha sempre tracciato la rotta dell'innovazione piuttosto che fare prodotti uguali agli altri.
Se in Giappone anche il resto della sua produzione, quella per capirci a grandi linee dei settori dell’amplificazione e dei diffusori, ha ottenuto il riconoscimento delle vendite, in Europa e negli USA questi due ambiti produttivi non hanno mai incontrato un equivalente furor di popolo. Queste, come avrete già capito, sono considerazioni spannometriche, ma ciò non di meno difendibili, soprattutto sulla base dei dati numerici oggettivi e di apprezzamento/presenza delle suddette tipologie di apparecchi negli impianti degli appassionati Hi-End. Volendo fare della audiofilia da spiaggia, molto approssimativa e della quale mi assumo tutta la responsabilità, le amplificazioni Technics mi sono sempre sembrate orientate al dato di targa, ai molti numeri di precisione e assenza di distorsione dopo la virgola, mentre per i diffusori mi sembra si possa suggerire una certa eterea, piatta e compressa riproposizione del suono. Questione di gusti, lo ripeto e preciso, e nessuno deve per questo offendersi o adontarsi: è mia ferma convinzione, più volte ripetuta e ribadita su ReMusic, che gli apparecchi ben fatti e con un’idea di progetto possano spesso trovare una loro applicazione o interfacciamento anche se non rispondono alle nostre personali o singole inclinazioni. E che questo Technics SU-G700M2 sia fatto bene, beh, su questo non ci piove: fatemi quindi saltare così a piè pari alle conclusioni…
Premetto inoltre che, sempre personalmente, non amo molto gli integrati, nel senso più esplicito di amplificatori integrati. Sono, purtroppo o per fortuna, già della generazione che ha visto l’introduzione dei componenti separati e ne ha apprezzato e capito i motivi, in parte facilmente intuibili. In primis, i deboli segnali di alcune circuitazioni, come quella phono, giovano dell’essere separate da quelle dei finali, con i loro potenti flussi magnetici e le vibrazioni dei trasformatori. In seconda istanza, la specializzazione dei costruttori in alcune circuitazioni o funzioni permette spesso di produrre apparecchi che possono diventare dei veri e propri riferimenti, tanto “fanno bene” nella propria sfera di competenza. Certo, ci sono dei marchi capaci o determinati a offrire tutte le tipologie di apparecchi: avere un range completo di prodotti è legale ed è marketing più che legittimo. Ma, da tecnico di marketing, vi assicuro che questo è appunto puro e semplice marketing. Dicendolo in altro modo e senza volermi inimicare nessuno, personalmente mi doterei volentieri di un finale Krell o D’Agostino, restando sotto le stesse nobili origini, ma per un DAC mi orienterei su un Aqua o un Denafrips, tanto per fare dei semplici esempi sulla bocca più o meno di tutti.

Design
Precisato quanto sopra, guidata da qualche anno dalla Direttrice Michiko Ogawa, anche pianista, Technics ha lanciato una campagna di decisa riappropriazione del suo imponente heritage audio, vedi ad esempio qui. Questo comporta oggi che non di mero e piatto integrato si tratta affrontando il Technics SU-G700M2. Qui si incontra subito la sua “modernità”. Non è semplicemente un amplificatore audio dotato di sezione pre, tipicamente votata alla selezione degli ingressi e all’attenuazione del segnale di pilotaggio, e della parte finale/di potenza montate nello stesso chassis. Qui abbiamo la versione aggiornata – ma non anabolizzata – dell’ampli integrato anni 2000. Nello stesso cabinet trovano spazio di manovra un DAC, un phono, un pre linea, un finale e un ampli per cuffie. Non è una novità assoluta. Ci sono altri marchi con modelli simili o assimilabili. Ma vedrete che l’integrazione fra queste diverse funzioni è nel Technics portata al sublime, resa seamless, come si dice di alcuni intriganti capi di abbigliamento femminili…
Dicevamo di tante funzioni offerte in modo logico e riconoscibile, tranne, bizzarramente, il Bluetooth. Già dal frontale e dal suo cabinet, tutti in alluminio spazzolato e disponibili in nero o silver, il Technics promette quello che manterrà: un parallelepipedo compatto, solido e pesante il giusto – è gestibile da una persona sola – con comandi e funzioni disposte e fruibili in modo praticamente intuitivo per chi è un poco del mestiere o ha anche solo da poco tempo questa nostra passionaccia. Accenniamo quindi anche solo al frontale: un interruttore di accensione e spegnimento, una presa cuffia jack, un grande potenziometro motorizzato, tanto grande quanto leggero e fine nell’uso, un monitor a LED bianchi su fondo nero per avere contezza dei comandi inviati o dello stato di funzionamento dell’ampli, una manopola di selezione degli ingressi e la versione aggiornata e minimalista dei più classici VU meter Technics, il più delle volte su fondo bianco, come in questo caso. E questo è tutto. E vi assicuro e ripeto che, nell’uso, questo “tutto” è estremamente denso e carico di operatività nonché contemporaneamente rassicurante. Tutto molto intuitivo ed ergonomico, fra la forma, la differenza, il comportamento e le dimensioni dei comandi.
Il retro presenta tutti gli ingressi possibili e desiderabili e le uscite necessarie, con una disposizione corretta e ben distanziata fra di loro.
L’argomento design, anche in senso lato, non può dirsi esaurito se non si puntualizza che il Technics SU-G700M2 può funzionare sì e ovviamente come amplificatore audio integrato ma anche come solo preamplificatore o come solo finale: basterà usare rispettivamente l’uscita PRE OUT o l’ingresso LINE2 IN / MAIN IN. NdR | A questo proposito, seguire attentamente le istruzioni di collegamento fornite nel manuale d’uso.

Costruzione
Il parallelepipedo di cui sopra è grosso ma non esagerato, autorevole ma non ingombrante, ed è composto anche da più sezioni e pannelli, arrivando in quella inferiore a contare di tre lastre separate e di spessori e funzioni diverse. Il coperchio superiore è di circa 18 decimi di spessore, scordatevi certe “lattine” fintamente esoteriche… Internamente sono disposte e separate, anche visivamente, la sezione di alimentazione, completamente schermata in un contenitore proprio, quella pre, phono e di elaborazione digitale, e quella finale di potenza.
L’alimentazione switching è stata migliorata rispetto alla prima release SU-G700. Dispone ora di transistor a effetto di campo in nitruro di gallio - GaN con una circuitazione più simile all’ampli di riferimento Technics SU-R1000, con un’aumentata capacità di pilotaggio dell'altoparlante. A differenze dell’ampli flagship Technics, del quale ho letto raggiungere facilmente alte temperature operative, il Technics SU-G700M2 rimane piuttosto freddo, considerate però che l’ho sottoposto ad ascolti estensivi e intensi ma con diffusori da non meno di 96 dB di sensibilità.
La sezione phono, opportunamente schermata sulla scheda della circuitazione di segnale, è qui a componenti discreti, diversamente da quella del G700 iniziale, che mi pare fosse a integrati.
L’elaborazione del segnale digitale, che dispone di clock interno a batteria, è affidata al longevo chip Texas Instruments TMS320 C6748 in una delle sue più recenti versioni della serie 6000 insieme ai D/A finali Burr-Brown PCM1804 sempre by Texas Instruments, vedi qui. Considerate infine che qualsiasi ingresso, anche quello analogico del phono, viene poi trattato o reso digitale da questa sezione nel suo insieme.
Venendo alle specifiche caratteristiche/prestazioni dichiarate da Technics per questo apparecchio, permettetemi di defilarmi con eleganza. Siamo una rivista di ascolti e rimando a chi vuole e può trovare corrispondenze scientifiche fra le definizioni commerciali del processore JENO - Jitter Elimination and Noise-shaping Optimisation, il LAPC - Load Adaptive Phase Calibration, sul quale però torneremo in fase di ascolti, l’amplificatore per cuffie in classe AA e gli stadi d’uscita digitali. Anche solo per quanto ben scritto e motivato da Rajko Marcon Quarta qui su ReMusic, la classe AA è una legittima invenzione di marketing e non esistono ancora ampli digitali, né in senso stretto né “allargato”, cioè sempre definizioni di marketing. Un circuito digitale si occupa di stati, 1 e 0, e non di segnali, cioè grandezze fisiche che vengono variate al fine di trasferire informazioni da una sorgente a un carico.
Riguardo infine ai dispositivi di potenza finali, definiti impropriamente “digitali”, si tratta sicuramente di stato solido ma nulla più se ne sa. Il vostro solerte indagatore dell’audio si è anche speso in indagini a riguardo. Ho chiesto contemporaneamente a Technics/Panasonic Italia, Europa e Giappone lumi a riguardo e le risposte sono state praticamente fornite in foto-copia conforme, segno che ci sono sia assoluto riserbo che conformità di comunicazione a riguardo. Adatto e traduco liberamente: “queste informazioni purtroppo non sono documentate dal reparto di produzione e quindi purtroppo non possono essere trasmesse al cliente”. Detto questo, la mia sensazione è che si tratti di moduli in classe D, di quale provenienza non so e onestamente non mi sono messo a sventrare l’esemplare in prova per documentarlo, visto inoltre che sono montati sulla faccia inferiore della scheda di potenza, ben occultati alla vista.
In generale e in conclusione, il Technics SU-G700M2 esibisce comunque una costruzione di prim’ordine, solida e molto ingegnerizzata, ma con quelle attenzioni e una scelta di componenti, come ad esempio i robusti e affidabili morsetti di potenza, che guarda direttamente agli esempi – o agli stereotipi - Hi-End. Il tutto, lo ripeto, a una frazione complessiva di quanto si dovrebbe spendere per venire in possesso di un ugual numero di singoli apparecchi dedicati.

Ascolto
Mai fastidioso, coinvolgente con misura, virtualmente perfetto per lunghi ascolti rilassati e piacevoli. Una bella sintesi iniziale già predispone bene a estrarre fin da subito lo spirito riassuntivo di questo ampli. Ma procediamo ancora con ordine, sezione per sezione.
Sui miei diffusori Cube Audio Magus, Mantra Sound Daiko e Cerwin-Vega V-152, in generale carichi abbastanza agevoli e di buona sensibilità/efficienza, l’ampli nella sua interezza ha condotto gli ascolti con un’inattesa suspense. Tutti a dirsi e chiedersi, io per primo, OK, ora clippa, ora distorce, ora ci darà fastidio... C’è poco da fare: Technics è preceduta da un pregiudizio, una fama probabilmente ingiustamente negativa in fatto di amplificazioni. Invece, con questo ampli, tutti, e dico tutti, si son dovuti piacevolmente ricredere, resettando del tutto la propria opinione.
Sulle Vrel Electroacoustic Bequadro Due affiancate dai sub Vrel Electroacoustic Bequadro Gravis Due l’ampli ha poi tirato fuori una dinamica e un punch piuttosto appaganti, grazie ovviamente al fatto che questi diffusori sono contemporaneamente dipolo, ad alta sensibilità, ad alta efficienza e privi di crossover, un magico insieme di fattori che ha permesso all’ampli di lavorare anche "rilassato", verso i 12 ohm, dato che il suo range va proprio dai 4 ai 16.
Ascoltato nel sontuoso impianto di Claudio Pinchi, il phono si è inoltre dimostrato veramente molto silenzioso e dinamico, ricordo che le specifiche tecniche lo definiscono appunto “a basso rumore”.
L’amplificatore cuffie ha pilotato senza alcun affanno e con molto piacere d’ascolto la mia Sony MDR-XB700, un carico però notoriamente facile, 24 ohm, e non ho avuto la possibilità di provarlo con altre, anche se credo che la sua funzione di ascolto serale o di quando per qualsiasi motivo non si possono attivare i diffusori la svolga in maniera egregia, complice la possibilità di cambiare anche compulsivamente fonte e funzioni data dal completo telecomando in dotazione.
Il DAC è forse l’elemento più contraddittorio. Estremamente versatile e comodo nell’uso e nell’accettazione di qualsivoglia fonte ed elaborazione di segnale, è risultato tendenzialmente “piatto”, ma, devo rimarcare la cosa, è stato messo a diretto confronto con DAC come il DiDiT DAC212 e l’iFi Audio PRO iDSD, oggetti che singolarmente costano quasi il doppio del solo Technics… Ne consegue che, per poter vagliare la sola sezione DAC di questo ampli avrei dovuto dotarmi, che so, di un Topping, di un iFi Zen DAC o di un Cambridge Audio DacMagic, ma che l’ampli in sé e per sé fosse valido me l’hanno confermato proprio le prove fatte con i suddetti DAC di livello molto superiore. Una volta connessi all’ampli, la differenza di qualità d’ascolto si è sempre imposta, segno che l’ampli da solo è in grado di rendere giustizia a fonti di qualità superiore. Ma qual è la destinazione del Technics? È proprio quella di essere un all-in-one “con proiezione sul futuro”, quindi non vi state “accontentando” di sentire un DAC di scarsa qualità, affatto, piuttosto godete dell’integrazione fine fra un DAC e la seguente sezione di amplificazione, che nel G700M2 “si parlano” benissimo. Spero che questo mio punto di vista sia comprensibile e valido per inquadrare il valore globale dell’apparecchio.
Una breve nota sul comando LAPC - Load Adaptive Phase Calibration. Una volta schiacciato il relativo pulsante sul telecomando, tempo pochi secondi e si accenderà la relativa spia in mezzo ai VU meter, a segnalare l'attivazione di questa equalizzazione automatica calibrata sul carico dell'insieme cavi-più-diffusori collegati all'apparecchio. Che dire... Tanto sforzo per un risultato che lascia disorientati. Sono sempre onesto e qui sarò sincero fino in fondo: forse non l'ho capito ma, a livello di semplice e immediata sensazione d'ascolto, tutti quelli ai quali ho sottoposto questa interessante funzione hanno preferito, me compreso, la versione "liscia" dell'ampli. Punto. Ciò non toglie che sia un comando di grande complessità e interesse nell'applicazione e che solo la vostra personale opinione conti in questo caso.
Chi ha ascoltato con me il Technics SU-G700M2 ha concordato alla fine della fiera su questo tipo di pensiero/commento: “Che gli dici? Fa tutto abbastanza bene da farti dimenticare che c’è di meglio, magari di molto meglio, ma molto più complicato da usare e settare e mooolto più costoso.”. L’esito dell’esame è corale: promosso con l’8 pieno.
Pro
Tanti. Li ho evidenziati e li ripeterò. La comodità d’uso, l’ampiezza e l’integrazione delle funzioni e il suo lavorare come ampli sempre in una aurea comfort zone creano veramente dipendenza.
Contro
Mah, che criticare? Detto quanto sopra della sezione DAC, come ampli non dategli in pasto proprio dei diffusori con moduli contorti, minimi di impedenza sotto i 4 ohm o eccessivamente bassi di sensibilità, da 87 dB in giù… Un po’ di buon senso, insomma, basterà per accoppiarlo più che favorevolmente.
Il telecomando in dotazione, grazie al ricevitore montato a pannello, ha un ampio raggio d’azione ma, proprio per essere pignoli, a me sarebbe piaciuto dotato di retrolluminazione o pulsanti illuminati, anche solo a tempo: ma si tratta proprio di voler trovare il classico pelo nell’uovo…
Chissà
Eh, già, chissà… Chissà perché, quando provai il Technics SU-G700 nella sua prima versione, alla fine non ne scrissi… Ehi, ma questo lo so! Sono un recensore audio e mi annoto tutto e di tutto! Detto in modo scherzoso, sì, l’ammetto, qualche anno fa ebbi in prova la prima versione di questo integrato e l’apparecchio non mi convinse, quindi, per un formale e storico accordo con produttori, operatori del settore e lettori sottoscritto fin dagli inizi qui, non ne feci parola. Oggi però posso intanto confermare quanto scrivo riguardo alle sue funzionalità. Fin dalla sua prima release il Technics SU-G700 mi ha conquistato per la sua ergonomia complessiva, per l’intuibilità dei comandi, per il suo essere sempre a disposizione, comprensivo e premuroso. Ma all’ascolto la sua resa sonica era secondo me disorientante. Nulla di “sbagliato”, ma nessuna “emozionalità”. Come detto siamo recensori audio, quindi i nostri migliori strumenti sono le metafore. Ecco, ci siamo: era come se l’ampli “suonasse sempre” ma ti mettesse sempre in attesa di “cominciare a suonare sul serio”. Mancava il grip, l’improvviso, la sorpresa. Questo Mark 2, invece, ha in parte, in larga parte, colmato questa lacuna: manco avessi parlato direttamente ai progettisti... Ha restituito alla sua riproposizione musicale quel senso di inaspettato, di brivido, che mi sembrava mancare. Questo senza rinunciare alle ottime doti di controllo e assenza di fatica d’ascolto – leggi distorsione – disponibili entro i suoi dati di targa. Il G700M2 è rimasto composto ma ha acquisito in partecipazione. Finalmente convincente e avvincente, ma sempre senza voler strafare.
Metafore veloci e sintesi finale
Il Technics SU-G700M2 è un amplificatore integrato maturo e ben suonante, ben integrato anche nelle sue funzioni, offerto a un prezzo finale che andrebbe decisamente aumentato se si volessero comporre le stesse prestazioni con singoli componenti/apparecchi separati. E questo senza contare il delirio di connessioni, nel senso dei cavi, di cui ci dovremmo dotare per collegare fra loro un DAC, un pre phono, un pre linea, un finale e un ampli cuffie: perché tante sono le funzioni, gli apparecchi, di cui è composto e che offre questo integrato.
Il Technics SU-G700M2 dispone quindi di una potenza di fuoco devastante in quanto a funzionalità e integrazione fra le funzioni. Non aspira a risultare “perfetto” o “definitivo” in nessuna di queste, ma è un incredibile e inaudito concentrato di ottime funzioni molto ben risolte e disponibili l’una a fianco dell’altra.
Il Technics SU-G700M2 è l’ampli che sceglierei per iniziarmi all’Hi-End senza compromettermi il portafogli. È quel tipo di apparecchio che vi comprate e tenete praticamente per sempre: come muletto, magari a seguire nel secondo impianto, nella camera della moglie o del figlio, nella seconda casa come in laboratorio o nel garage. Sembra quasi un’eresia, ma le sue funzionalità estremamente coordinate, la sua estetica soft e piacevolmente elegante e la sua resa sonica di tutto rispetto entro la potenza dichiarata lo rendono, secondo me, uno di quei componenti a cui poi ci si affeziona, tanto oneste e ben servite sono le sue prestazioni. Se invece vorrete disfarvene, prima o poi, potrete farlo senza cadere dall’alto, tanto gli auguro fortuna di mercato e nelle future valutazioni nell’usato.
A chi è rivolto
Se volete un apparecchio multifunzione inesorabile nell’uso, assolutamente pratico, estremamente rassicurante, praticamente un elettrodomestico ON/OFF, questo Technics fa per voi. Vi eviterà un sacco di potenziali problemi, di esborsi economici e di perdite di tempo dandovi un buon 80% del risultato ottenibile con combinazioni più complesse e aleatorie di apparecchi diversi. La stima numerica è assolutamente orientativa, ma serve per dirvi “compratelo e concentratevi sull’ascolto di diffusori diversi e di tanta, ma tanta, musica”.
Apro una parentesi a mo' di precisazione: devo questo concetto di “elettrodomestico” all’amico Roberto Verdi di , al quale è caro. Il nostro pensiero, un po’ controcorrente, è che la ricerca e la deriva Hi-End ci abbiano spinto sì a ottenere grandi risultati all’ascolto ma anche verso altrettanti disagi. L’Hi-Fi, da cui deriva l’Hi-End, nacque però come una serie di prodotti per riprodurre al meglio la musica in casa ed erano collettivamente definiti il “bruno”, gli elettrodomestici tipicamente scuri come radio e giradischi, contrapposti al “bianco” di lavatrici, cucine e quant’altro. Spesso condividevano gli stessi canali di vendita, ma la funzionalità, quella che ci interessa qui, era sicuramente la stessa. In tempi più recenti si parlerebbe di plug and play. E proprio da qui proviene gran parte del fascino, della concretezza e dello studio del Technics SU-G700M2: si accende e spegne senza alcun “bump” sui diffusori, ha un soft mute progressivo, anche ai cambi di ingressi, è estremamente comprensibile e rassicurante nell’uso, fa quello che ci si aspetta senza chiederci di attivare strani rituali misterici…
Ora qualcuno potrà anche dire che, beh, il Castelli – io – “c’ha na certa”, non ci sente più, s’è stancato dei costi e degli sfinimenti dell’Hi-End. Nulla di tutto questo. Ho giustappunto in progetto ulteriori upgrade, complicazioni e stravolgimenti, anche solo del mio impianto di riferimento. Un po’ di sana concretezza ogni tanto però serve a rimettere i piedi per terra e a contestualizzare gli apparecchi in prova.
Il suggerimento è quindi implicito, ma è anche stato già esplicitato. Se volete iniziarvi all’Hi-Fi dalle ottime prestazioni, questo all-in-one non vi farà pentire e vi permetterà, aggiungo io, di provare e cambiare nel tempo molti diffusori, facendovi fare esperienza preziosa e permettendo di concentrarvi sul processo di ascolto & innamoramento del componente sicuramente più personale e rivelatore della catena audio.
E non dimenticate che le funzioni crossover di questo integrato vi permetteranno nel tempo di orientarvi anche nella scelta dei prossimi apparecchi/acquisti per il vostro impianto… Faccio qualche esempio esplicito. Vorrete dotarvi di un DAC superiore? Lo collegate all’ampli e lo vagliate, comparandolo anche a quello interno, finché non trovate quello che fa per voi. Altrettanto potrete fare con ogni apparecchio di cui è composto il Technics, che potrà essere per voi una vera e propria pietra di paragone, rimanendo nel tempo un interprete sempre umile ma affidabile e disponibile della vostra crescita audiofila.
Brava, cara, vecchia, grande Technics: ben fatto.
Timbrica | estensione in frequenza, capacità di riproduzione fedele dello strumento e delle sue armoniche
Estensione completa, giusto quella ridotta capacità di potenza sul basso estremo, ma compensata da un bel controllo sul mediobasso, Estremo acuto un po’ rarefatto, che viene però reso piacevolmente da questo “effetto fumetto”, questa semplificazione sugli acuti tipica del classe D, piacevole anche perché non aggressiva.
Dinamica | micro (dettaglio) e macro (assoluta), estensione e velocità dei transienti
Dinamica assoluta presente anche se non dominante, molto migliore come detto del Mark One precedente, rende insomma ogni ascolto coinvolgente senza spingerlo al drammatico, al realistico a tutti i costi. La microdinamica è accennata, i classe D fanno di loro dell’approssimazione gentile in questa gamma di frequenze, a mio modesto parere.
Immagine | ambiente, trasparenza, scena, piani sonori, palcoscenico virtuale, senso di presenza, risoluzione
Tendenzialmente un po’ piatto il DAC, ma come scritto prima avrei dovuto confrontarlo con oggetti da poche centinaia di euro, che attualmente non ho in impianto. Comportamento medio, nel senso di equilibrato per il pre. Finale che si impone anche per la sua bella scena, che però si comprime se gli chiedete grandi volumi d’ascolto, anche se il clipping non si manifesta con distorsione ma, appunto, con una compressione della scena.
Tonalità | impostazione generale dell’apparecchio, se presente o caratteristica: ad esempio calda, fredda, virata, ambrata, lucida, opaca…
So di esagerare con le mie similitudini, ma questa m’è venuta così e non me ne vogliate, il gioco è capirsi. Il “sound” complessivo di questo ampli mi ha fatto pensare… all’orzata! Mi spiego meglio: una pasta sonora, una consistenza, non densa ma setosa e fluttuante, una trasparenza “morbida”, anche se sempre comprensibile e articolata. Non il meglio assoluto in fatto di tonalità, ma sicuramente un viraggio tonale non assoluto o chiaramente definibile come chiaro/scuro, caldo/freddo o lucido/opaco.
Emozione | capacità di coinvolgimento emotivo, molto dipendente dagli accoppiamenti, parametro assolutamente anarchico e personale
In una buona media. Soddisfacente senza volerne fare il proprio asso nella manica. Ma questo comportamento credo sia ormai assimilabile e conforme alla migliore o più diffusa amplificazione in classe D.
Costruzione e imballo | Doppio cartone esterno e angolari in polistirolo interni, uno standard molto efficace, tipico di chi si può permettere o riesce a conquistarsi grandi numeri di vendite.
Rapporto prestazioni/prezzo | Alte le prime, soprattutto considerando l’abbondanza di singoli apparecchi/funzioni disponibili, ottimo nel complesso il secondo, per gli stessi motivi.
Caratteristiche dichiarate dal produttore
Processore JENO - Jitter Elimination and Noise-shaping Optimisation
LAPC - Load Adaptive Phase Calibration
Alimentazione stabile e silenziosa
Configurazione a tre sezioni
Ingresso phono a basso rumore
Amplificatore per cuffie in classe AA
Potenza di uscita:
- 70+70W a 1 kHz, THD 0,5%, 8ohm, 20kHz LPF
- 140140W a 1kHz, THD 0,5%, 4ohm, 20kHz LPF
Impedenza di carico: 4-16ohm
Risposta in frequenza:
- phono MM 20Hz-20kHz deviazione RIAA ±1dB, 8ohm
- phono MC 20Hz-20kHz deviazione RIAA ±1dB, 8ohm
- linea 5Hz-80kHz -3dB, 8ohm
- digitale 5Hz-80kHz -3dB, 8ohm
Sensibilità/impedenza in ingresso:
- phono MM 2,5mV/47kOhm
- phono MC 300 μV/100ohm
- linea 200mV/22kOhm
Terminali di ingresso analogici: 2 linea - LINE1, LINE2/INGRESSO PRINCIPALE - 1 phono MM/MC
DLNA Codec supportati:
- 2 digitale ottico - OPT 1, OPT 2
- 2 digitale coassiale - COAX 1, COAX 2
- 1 USB-B - PC
Terminali di uscita analogici:
- 1 LINE OUT - uscita linea
- 1 PRE OUT - uscita pre
Uscita cuffie: stereo Φ6,3mm
PC USB-B:
- USB 2.0 ad alta velocità
- USB Audio Classe 2.0, modalità asincrona
Codec supportati:
- PCM 32, 44,1, 48, 88,2, 96, 176,4, 192, 352,8, 384 kHz / 16, 24, 32 bit
- DSD 2,8MHz, 5,6MHz, 11,2MHz
Modalità di controllo DSD: modalità nativa ASIO, modalità DoP
Alimentazione: CA 220-240V, 50/60Hz
Consumo: 95W
Dimensioni: 430x148x428mm LxAxP
Peso: 12,6kg circa
Accessori: cavo alimentazione, telecomando, batterie per il telecomando, manuale di istruzioni
Per ulteriori info: scarica qui il manuale Technics SU-G700M2
Distributore ufficiale Italia: al sito Panasonic Italia
Prezzo Italia alla data della recensione: 2.299,00 euro
Sistema utilizzato: al mio impianto