Io e il mio impianto

Diritto d’autore: i redattori si presentano
21.10.2016..

È difficile scrivere di se stessi. Cercherò tuttavia di farlo cercando di non annoiarvi troppo. Mi è sempre piaciuto moltissimo ascoltare la musica, sin da bambino. Il mangiadischi, oggi quasi un reperto archeologico, era la mia compagnia. Me lo portavo dietro con una busta di plastica azzurra in cui erano contenuti tutti 45 giri che possedevo. La meraviglia dei miei genitori era che, pur non sapendo ancora leggere, riuscivo a riconoscere agevolmente tra diversi dischi apparentemente uguali quelli che loro mi richiedevano. Ogni stagione della mia vita ha la sua colonna sonora e la musica ha per me una grande importanza. Questa passione mi ha portato gioco forza a interessarmi delle apparecchiature per riprodurla. Ho vissuto in pieno, con gli occhi sognanti del bambino prima e del ragazzino poi, quei magici anni ‘70 e ‘80 in cui l’alta fedeltà si è sviluppata. Non scorderò mai le mie visite nei negozi, ormai sempre più rari da vedere, dove ammiravo a bocca aperta quelle pile di amplificatori e piastre di registrazione pieni di VU meter o indicatori a cristalli liquidi che accendevano la mia fantasia. Mio padre aveva un signor impianto per l’epoca, che ho sfruttato sino al midollo. Spremevo ogni watt dall’integrato Marantz 1090, anche perché le AR-2Ax erano un bel macigno da smuovere. Si sentiva bene per allora e ricordo con tenerezza i pomeriggi e le serate passate in compagnia di dischi in vinile e cassette registrate più o meno bene: quando andava grassa erano cassette al cromo, giacché quelle al metallo, costando un botto, venivano riservate solo per le grandi occasioni. Oggi è tutta roba superata. C’è il digitale e perfino i lettori di CD stanno facendo la fine dei registratori a cassette. Nel frattempo sto invecchiando ma quel quindicenne sopravvive in me e rinfocola in maniera inossidabile l’entusiasmo e la curiosità per la musica e per gli strumenti per ascoltarla. Nell’ambito di questo grande interesse ho la fortuna di collaborare e scrivere per importanti riviste del settore Hi-Fi e di frequentare il mio paese dei balocchi, mantenendomi aggiornato. L’impianto nel mio salotto è un laboratorio in costante evoluzione, a seconda delle possibilità e dei gusti del momento. Mi piace provare un po’ di tutto e non ho preconcetti. Cerco di capire lo strumento che ho di fronte e di metterlo nelle condizioni per rendere al meglio.

 


La configurazione aggiornata nel tempo del mio impianto
Sorgenti digitali: lettore CD/SACD McIntosh MCD201, PC Sony Vaio con iTunes, DAC NAD M51

lettore multistandard Cambridge Audio CXU, Apple MacBook Pro con iTunes e Tidal, DAC Matrix XSabre Pro
Sorgenti analogiche: Linn Sondek, braccio Rega RB300, testina Goldring 1042; Thorens TD 125MKII, testina Shure M 14-7; pre phono Lehmann Black Cube SE
Preamplificatore: Cary Audio SLP-03
Amplificatore di potenz: Classé Audio CT-2300
Diffusori: ProAc D38R, Acoustic Research AR-10 Pi greco e Acoustic Research AR-2Ax
Cavi: di segnale Van Den Hul, Kimber CableAudioQuest, di potenza Linn e Kimber Cable

di Vincenzo Sollazzo
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