Classe 82, devo la mia passione per la musica a mio fratello, che fin da quando ero piccolo mi incuriosiva con il suo stereo. Lo sentivo ascoltare in particolar modo heavy metal e sono effettivamente cresciuto a suon di Megadeath Overkill, Pantera, Cannibal Corpse e via dicendo. Innumerevoli le magliette di questi vari gruppi che sono finite in candeggio a 90° per mano di nostra madre, che mal tollerava inspiegabilmente dei normalissimi cadaveri che mangiavano sé stessi…
Nel tempo ho accresciuto il mio interesse per questa materia, spostandomi su generi diversi per finire poi su Jazz e Classica, che ad oggi da soli coprono l’80% delle mie sessioni di ascolto. Niente più cadaveri cannibali e le mie magliette adesso non sono più solo bianche.
Il vero punto di svolta, il momento in cui ho capito che il mio orecchio voleva qualcosa di più, è stato quando per la prima volta ho ascoltato un vero e proprio impianto di alta fedeltà in uno dei migliori negozi Hi-Fi d’Italia: Hi-Fi Natali. Ricordo perfettamente che, nel preciso istante in cui le Martin Logan fecero apparire Nina Simone davanti ai miei occhi, in quel preciso momento capii che avrei intrapreso quella strada.
Fino a tre anni fa i miei ascolti si limitavano alle fonti digitali. Ho iniziato con lo streaming dai noti siti Tidal e poi Qobuz, che uso con soddisfazione attualmente sul mio secondo impianto. Poi un ottimo Arcam CDS50 mi fa approdare al CD, grazie al quale riscopro emozioni dimenticate quali l’avere il supporto e leggere i libretti degli album durante l’ascolto.
Vado avanti così per diversi anni fino a che, in un apparentemente innocuo pomeriggio di tre anni fa, trovo un ottimo affare per l’acquisto di un giradischi Gold Note Pianosa nuovo.
Mi decido a prenderlo, sinceramente con l’idea di poterlo rivendere molto bene, faccio il bonifico e torno a casa con un bel po’ di scatole. Passano giorni prima che mi decida a sballarlo… Poi. invogliato dalla sua bellezza, lo posiziono sul tavolino perché, già da spento, le emozioni che regala da sole bastano a giustificarne la presenza.
Arriva poi finalmente il giorno in cui effettivamente faccio il primissimo ascolto analogico.
Quello stesso giorno capisco che sarebbe diventato il centro del mio sistema, non l’unica ma sicuramente la mia sorgente prediletta.
Oggi, dopo diversi dirazzamenti, la mia strada è l’ascolto in analogico con potenze ridottissime ma di qualità molto elevata e diffusori a medio/alta efficienza. Una strada che mantiene a mio parere il più possibile inalterato il segnale iniziale, garantendone così la salvaguardia dell’integrità delle informazioni
impianto principale a ottobre 2023
Sorgente analogica giradischi Gold Note Pianosa con testina Gold Note Vasari Gold, e alimentazione esterna Gold Note PST-10
Sorgente digitale lettore Arcam CDS50
Pre phono Gold Note PH-10
Pre linea Ming Da MC300-PRE
Finale Vectorial Technology 2A3 single ended da 3,5 watt
alternato con un Sanders Sound Systems ESL Amplifier che ho usato per anni con casse molto ostiche, essendo in grado di pilotare anche i sassi egregiamente, e che con le Magneplanar trovava il suo naturale ambiente
alternato con un Audiodarex 300B single ended parallelo
Diffusori Clinamenaudio Kamala dell’Ing. Stefano Buttafoco, sui quali ci sarebbe da scrivere un trattato, quindi vi rimando al link del costruttore qui
alternati alle magnifiche Vienna Acoustics Beethoven Baby Grand, che con i loro 91 dB su 4 ohm sono davvero capaci di spingere fortissimo mantenendo una qualità di risposta sempre alta
Cavi di potenza Crom Kimera RCA Transparent Ultra
Filtro di rete Black Noise sugli ingressi digitali
impianto secondario
Streamer Lumin D2
Pre Primaluna Prologue Three
Finale Eastern Electric Minimax
Diffusori PMC twenty.23
impianto cuffie
Chord Mojo, Astell & Kern AK70 e cuffie Grado 325e in portabilità massima
Ampli cuffie Rudistor NX-03 in classe A, Rudistor RP 5.1 valvolare e Aurion Audio HA100
Cuffie Grado GS3000e e Pioneer SE-Master1