Questo è uno dei molti articoli dedicati al Monaco High End 2025, si trovano tutti nella sezione Redazionali di ReMusic, quella nel menu arancione della testata, a partire dalla data del 27 maggio 2025, vedi qui.
Atrium 4 2, F231e
Sempre alla ricerca delle meraviglie tecnologiche presenti nello scorso Monaco High End, vedi qui, mi sono imbattuto stavolta in qualcosa che ha ulteriormente attirato la mia attenzione. In dimostrazione presso lo stand del distributore tedesco Len Hifi si dimostrava l’Ilumnia Magister Novus, un diffusore che oserei dire già a prima vista no compromise.

Ci ho messo un po' di giorni a tirare giù l'articolo, è vero, ma, a parte qualche impegno personale, c'è da aggiungere che è stato necessario anche documentarsi un po' per cercare di descrivere e riassumere in poche righe un progetto tanto evoluto e innovativo.
La cosa che sicuramente a un primo rapido sguardo ha attirato il mio interesse è sicuramente il driver dei mediobassi. Non era la prima volta che mi capitava di vedere o ascoltare un diffusore omnidirezionale, ma questo sin dalle prime note mi ha trasmesso qualcosa di diverso, anche nelle poche decine di minuti in cui sono riuscito ad ascoltare solo alcuni brani nella saletta della fiera. Mi ha incuriosito a tal punto da spingermi a cercare di approfondire e capire cosa c'era dietro a questo prodotto. Ora, se la curiosità è donna, e non direi almeno per gli audiofili, dove di gentil sesso ce n'è veramente poco, ma i curiosi abbondano... io faccio sicuramente parte di questa schiera.

La vera novità di questo diffusore con triplo accordo reflex a due vie con midwoofer da 15 cm e tweeter sicuramente risiede nel suo driver con tecnologia LEMS, acronimo di Linear Excursion Motor System, e dopo averlo citato non possiamo dunque non fare un salto indietro e andare a vedere di cosa si tratta. Dal sito del costruttore si evince che sia un driver a cono sospeso. Sì, avete letto bene, a cono sospeso, e come e perché sia stato pensato e realizzato così è presto detto. L'idea nasce nella metà degli anni 2000, dalle menti di due audiofili capaci e coriacei, i belgi Tom e Jef Nuyts. Lo sviluppo del progetto è andato avanti per circa 10 anni sino al 2017 dove vede la luce e viene commercializzato il driver LEMS in forma definitiva. Perché “capaci” lo capirete poco più avanti leggendo cosa hanno creato. “Coriacei” sicuramente per le sfide affrontate per arrivare al risultato, che non sono state sicuramente poche e penso avrebbero scoraggiato la maggior parte di noi. Non stiamo parlando di una big company che progetta, prova e produce i suoi altoparlanti in fantastici e iperattrezzati laboratori, ma di una coppia di appassionati audiofili, poi più avanti diventato un team di persone, con sicuramente capacità personali superiori alla media, che hanno sviluppato e creato probabilmente nel loro garage il loro primo driver.
Per chi storcesse il naso vorrei ricordare che anche il primo computer Apple vide la luce proprio in un garage, questo è per dire che se c'è materia grigia, capacità e l'idea giusta basta anche un minimo per creare qualcosa di rivoluzionario.
L'idea da cui sono partiti era di creare un driver completamente diverso che non fosse afflitto dai problemi “classici “ che possiamo ritrovare nella maggior parte degli altoparlanti, quali lentezza, distorsione e non linearità nella risposta. L'obiettivo dunque era superare questi problemi, cosa non facile, una difficoltà affrontata negli anni da molti progettisti con risultati più o meno convincenti. Il loro progetto è partito da uno studio antecendente dell'Ing. Wolfgang Klippel che trovate in download in PDF qui. Nel loro driver hanno pensato innanzitutto di rimuovere due delle componenti che sono maggiormente colvevoli dei problemi sopracitati, sospensione e spider. Hanno quindi previsto un controllo attivo della bobina mobile, che a sua volta galleggia all'interno di un circuito magnetico creato da una bobina fissa alimentata tramite un alimentatore esterno. Quest'ultima è alimentata in corrente e non in tensione, come negli altoparlanti elettroeccitati. Il loro alimentatore permette di eseguire dunque diversi setup di pilotaggio della bobina fissa per adattare le caratteristiche del driver il più possibile alle caratteristiche di smorzamento dell'amplificatore con cui lo piloteremo. Ci sono cinque preset impostati, da “smooth” a “tight”, per poter svariare da un "correntoso" ampli a transistor, magari in classe A, per arrivare sino al più “caldo” ampli a triodo da pochi watt.
Pensandoci bene, effettivamente questa è sicuramente una delle difficoltà che gli audiofili si trovano da sempre ad affrontare, il corretto accoppiamento tra diffusore e amplificatore, per le caratteristiche intrinseche dei due componenti, damping factor ed efficienza, sono tra le cose che debbono aver maggior simbiosi per far sì di ottenere il miglior risultato nelle riproduzione sonora. Con questo driver sulla carta il problema sembra sia stato affrontato. Ottimizzando l'altoparlante, eliminando quelle componenti critiche, si è raggiunto un comportamento molto più lineare, senza compressioni, e una elevata dinamica, il tutto teso a una riproduzione non affaticante e con un elevato potere di risoluzione e dettaglio nei passaggi più complessi dei brani musicali. La resistenza meccanica cosi ottimizzata permette dunque alla seconda bobina immersa nel flusso di ricevere e riprodurre il più fedelmente possibile, e senza limitazioni, anche il più debole segnale musicale.

L'eliminazione dello spider ha permesso un utilizzo “rovesciato”, in cui la prima radiazione avviene dalla parte posteriore del cono, se vogliamo solo per un attimo assimilarlo a un altoparlante classico, una studiata curvatura, e un posizionamento inclinato di nove gradi – per il diffusore Magister – ha permesso a sua volta una emissione del messaggio musicale nello spazio per ricreare un palco sonoro il più realistico possibile.
I progettisti nella realizzazione del Magister Novus non si sono limitati a creare questo gioiello di tecnologia del driver LEMS sinora descritto, lo hanno dunque implementato sulla sommità del cabinet, affiancandolo a un tweeter, uno Scan-Speak Illuminator customizzato, che è a sua volta alloggiato in una camera di compressione a doppio smorzamento, per eliminare tutte le risonanze possibili. Il driver delle alte frequenze è collegato da una sottile asta in alluminio, che ne permette un posizionamento ottimale in altezza rispetto al woofer, al fine di semplificare il filtro crossover, avere una fase acustica ottimizzata meccanicamente, ottenere il miglior incrocio possibile e una messa a fuoco perfetta.
I due driver sono installati in un cabinet realizzato in multistrato di betulla marino di alta qualità, con un sandwich di pannelli multistrato accoppiati. La forma studiata convessa e concava è ricavata da quattro cerchi, la parte interna è sagomata irregolarmente con un design studiato per l'abbattimento delle onde stazionarie presenti nel diffusore. Tutto questo contribuisce a creare un mobile solido con una finitura di una qualità elevata e di alto artigianato.
Non potevano non pensare dunque, essendo un diffusore con accordo reflex, a un sistema innovativo anche per questo. Siamo in presenza qui di un cabinet con tre condotti di accordo, due posteriori e uno frontale. La combinazione di utilizzo tramite la chiusura o il prolungamento, con un sistema telescopico di una o più porte, rende il diffusore implementabile e sintonizzabile a seconda delle varie necessità di ascolto legate alle dimensioni e al posizionamento nella stanza.
Infine si hanno la possibilità del collegamento biwiring e la possibilità di regolare le frequenze mediobasse e medioalte con intervento sui due punti di taglio del crossover a 600 e 9.500 hertz.
Un diffusore unico nel suo genere. Qualcosa che veramente non esisteva prima. Spero di averlo in prova quanto prima...
Per ulteriori info:
al sito Len Hifi
al sito Ilumnia
al sito High End Society