Lo spavento che mi colse

15.06.2015..

È un freddo pomeriggio invernale, il camino è acceso, fuori piove, in casa sono solo. La poltrona a dondolo Poang di Ikea è lì che mi guarda pronta per essere utilizzata!

Quale occasione migliore per ascoltare un po’ di musica e provare il nuovo arrivato Audio Research SP9?

Do il via alle operazioni di rito, accendo sorgente, preamplificatore, finale spingo play e… zang, tumb, tumb!

Avete presente l’opera letteraria di Marinetti? Beh, è esattamente ciò che è uscito fuori dai miei diffusori!

Lo so, il finale dovrebbe avere le protezioni, sono un idiota!

Collego al volo il mio vecchio e fido Sansui au607dr e con grande sollievo verifico che i diffusori sono OK.

 

Già immagino di chi sia la colpa: è di sua maestà Audio Research SP9! Gli affari non esistono, ormai dovrei averlo imparato, mi dico tra me e me, un preamplificatore del genere non si acquista di seconda mano al prezzo che l’ho pagato io, me lo merito, dovevo saperlo che c’era pronta la fregatura. Dalle foto sembrava tutto in ordine e anche a uno sguardo veloce una volta arrivato mi aveva rincuorato: mai credere all’ex proprietario che ti dice che è tutto OK. Mai più un acquisto compulsivo, maledetto me!

 

Provo a cambiare le valvole, magari sono arrivate, questa volta ovviamente lo collego a un finale con le protezioni: errare humanum est, perseverare… Niente, il finale va in protezione!

 

È, per l’esattezza, il 23 dicembre, pensavo di essermi fatto il regalo di Natale, mentre credo che per un bel po’ di tempo non potrò utilizzare il nuovo arrivato e soprattutto intuisco che probabilmente ci vorrà tanto denaro per aggiustarlo.

Rabbia, delusione e la vocina dentro di me che continua a dire: “Idiota, (la vocina utilizzava altro termine in realtà) gli affari non esistono!”

 

Sull’orlo di una crisi di nervi decido di chiamare il mio amico elettrotecnico Maurizio, mentre tra me e me penso che rompere le scatole il 23 dicembre per un favore, l’ennesimo tra l’altro, non è proprio una cosa carina, ma sono disperato e così mi butto!

 

Drin, drin… Maurizio: “Pronto?”, io: “Ciao Maurizio, sono Francesco, il mio nuovo pre a valvole scoppietta, sono incavolato come una bestia, non è che puoi fare qualcosa?”, Maurizio: ”Daje, dottò, (non sono dottore, è un appellativo in dialetto romanesco che si dà in modo scherzoso agli amici) passa al volo che ci butto un occhio, ci ho l’oscilloscopio caldo!”.

 

Non guido ma volo verso casa di Maurizio, 25 km a Roma sotto le feste natalizie in trentacinque minuti è un vero record, neanche Niki Lauda ci sarebbe riuscito! Mi dice di chiamarlo il giorno dopo, il 24 dicembre!

 

È il 24 mattina quando sento squillare il telefono e vedo comparire sul display il nome Maurizio. Con la mano tremante e un po’ sudata mi accingo a rispondere.

Mi sento un po’ come un imputato in attesa di giudizio, tra l’altro non è la prima volta che mi succede, finora me la sono sempre cavata, ma stavolta ho uno strano presentimento.

 

“Quanto l’hai pagato?”, mi chiede con tono sospettoso, io gli dico la cifra. “Accidenti che affare che hai fatto!” mi risponde lui, “Veramente interessante questo preamplificatore, specie a questo prezzo. Era solamente sporco, ma veramente sporco, gli ho dato una pulita ed ora va che è una bellezza!”

 

Tiro un sospiro di sollievo, corro sotto casa sua, abbraccio Maurizio, faccio un timido accenno per chiedergli quanto gli devo, lui capisce e mi fa cenno di non provarci neanche, pena la perdita della funzione deambulatoria. Preamplificatore riparato a costo zero il 24 dicembre, direi che proprio non posso lamentarmi!

 

Corro a casa e la mia dolce e pazientissima metà vede in me quello sguardo felice che per lei corrisponde a un nuovo, ulteriore, ingombrante e costoso aggeggio in giro per casa, a cui la donna delle pulizie non potrà mai avvicinarsi, pena un mio urlo apocalittico.

 

Collego il preamplificatore al resto dell’impianto, trattengo il respiro fino alla prima nota emessa dai diffusori a bassissimo volume e poi do il via alle danze. Tutto suona magnificamente, la soddisfazione è tanta e il mio pensiero in questo momento va a Maurizio: per un audiofilo avere un amico elettrotecnico è meglio che possedere il 45 giri originale di Love me do dei Beatles! Ovviamente con quest’ultima affermazione stavo scherzando…

 
di Francesco Taddei
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