Michele Di Toro | Echolocation

ReMusic Record
17.01.2013..

Bellissimo disco di piano solo, composto e suonato da un eccellente pianista, del quale, se resisterà lungo la via al richiamo di più facili e favorevoli opportunità, si sentirà molto parlare in futuro. Si parla molto a dire il vero anche di certi fenomeni passeggeri molto alla moda, ma sono fuochi questi destinati a spegnersi, quasi sempre in periferie culturali di scarse pretese, a raccattare moneta, e a essere infine dimenticati. Le possibilità di Di Toro sono chiaramente ben altre, perché il suo è un pianismo già molto personale, evoluto sotto l’aspetto ritmico e cromatico, e dotato di una visionarietà cangiante e seducente, descritta da tocchi che rimangono limpidi anche in profondità. Echolocation lo si può leggere come un disco di jazz o come uno di musica classica o di quello che si preferisce, ma sarebbe una lettura facile, miope e ingenerosa, perché la musica, quando ci riesce, non ha né appartenenze né significati, è solo suono, coniugato nelle più belle maniere possibili.

Non capita spesso, ma stavolta è di questo che stiamo parlando. Eccellente anche la ripresa del suono.

 

Michele Di Toro

Echolocation

Cramps

CD

Total Time 50’54’’

2012

 
di Antonello Oliva
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