Immagine principale Tiglon MZ-Grande, foto ufficiale Tiglon
Premesse
Punte o piedini. Isolatori, ammortizzatori o disaccoppiatori. Addirittura sistemi di sospensione di elettroniche o diffusori oppure veri e propri strumenti di “armonizzazione” delle vibrazioni… I Tiglon MZ-Grande entrano oggi nella grande pugna dei mezzi e delle tecniche per combattere, evitare o sfruttare – a seconda degli approcci scelti e praticati – le vibrazioni meccaniche. Queste ultime, com’è risaputo, che siano endogene o esogene, che provengano cioè dal componente che si vuole “isolare” o che a lui arrivino dall’esterno, diventano vere e proprie interferenze elettriche per i deboli, debolissimi segnali audio, altrettanto elettrici.

Kentaro Okino, immagine dal profilo Facebook, vedi qui
Nata nel 2005, la giapponese Tiglon ha puntato fin dal proprio inizio sull’uso del magnesio. Condotta dal suo fondatore e capo designer Kentaro Okino, dispone già di un ampio catalogo fra disaccoppiatori, supporti e cavi. Molti prodotti sono precisamente e onestamente definiti “discontinued”, che voglio pensare sia indice e indizio di una continua ricerca e messa a punto delle prestazioni, infatti nello specifico questi MZ-Grande sono l’evoluzione degli MZX-4.
Avendo caratteristiche eccellenti nello smorzamento delle vibrazioni, nella schermatura elettromagnetica e nella conseguente eliminazione di interferenze in radiofrequenza, il magnesio è stato appunto usato anche per la schermatura, ad esempio dei cavi, oltre che come materiale “portante” in disaccoppiatori e supporti. Se mi passate l’approssimazione comunicativa, una volta scoperta, la sua struttura sembra essere “intrinsecamente” smorzante. In questo senso, conseguentemente, questi Tiglon sono disaccoppiatori nel senso di “dispersori” di vibrazioni.
Non so perché nessuno abbia mai pensato prima di usare il magnesio come materiale principale per dei disaccoppiatoti audio. Tiglon è stata ed è la prima ad averlo fatto. Eppure già diverse importanti produzioni, per quantità di esemplari e costo degli stessi, l’hanno adottato con successo. Mi vengono alla mente, come a tutti voi che leggete, gli esempi dei telai di prestigiose macchine fotografiche o altrettanto noti e famosi smartphone. Sta di fatto che in campo audio credo che Tiglon sia però la prima ad averlo considerato per i suoi effetti di dissipazione delle vibrazioni in campo audio.
Design
Qui cominciano infatti le sorprese. Già solo presi in mano, gli MZ-Grande sconcertano per la loro leggerezza. Sono appunto totalmente in magnesio ad alta purezza, un elemento chimico/minerale a bassa densità. Noi li abbiamo già presentati qui e per quanto riguarda il magnesio, questo sconosciuto, scopriamolo nella relativa pagina Wikipedia qui. Da queste info generali, ma complete e scientifiche sull’argomento, estraggo quelle più significative per l’uso che la Tiglon vuole fare di questo materiale nel nostro settore. Appartiene al gruppo dei metalli alcalino terrosi ed è un metallo leggero, di colore bianco argenteo e abbastanza duro. Assume un aspetto opaco se esposto all'aria, per comprensibile ossidazione superficiale. Resistente alla corrosione, è leggermente più forte e duro dell'alluminio. Può essere tirato o laminato tra 250 e 475 °C, mentre al di sotto potrebbe rompersi e al di sopra potrebbe incendiarsi. Considerate quindi che la temperatura di un fiammifero in accensione è altissima – circa 1.000 °C, vedi qui – e il magnesio in forma pura è di conseguenza altamente infiammabile.

Tiglon MZ-Grande - Foto ufficiale Tiglon
Costruzione
Il pack è semplice ma efficace, molto pulito – cartone e “gommapiuma”, quella dei classici pannelli fonoassorbenti bugnati tanto per capirci – nella più autentica tradizione di ottimi imballi, anche manuali, giapponesi.
Disponibili in confezione da tre o quattro “piedini”, gli MZ-Grande confermano subito la promessa pubblicitaria Tiglon. Sono veramente Engineered with precision, incredibilmente precisi nella costruzione, veramente libidinosa, puro "audio porn".
Ho rivolto un po’ di domande alla stessa Tiglon e quello che segue, riguardante la loro descrizione, è quanto può meglio descriverli. Sono composti da un “bicchiere” di magnesio che contiene una “punta” e una “sottopunta” appoggiati su un O-ring interno. Dal punto di vista meccanico questa soluzione permette di renderli molto stabili, in quanto l’accoppiata di punta e sottopunta non può separarsi, essendo contennuta in quello che io ho semplicemente chiamato “bicchiere”. Ma anche un paio di altri interessanti componenti contribuiscono alla loro efficacia complessiva. Sopra la punta, cioè a contatto con la vostra elettronica, e sul fondo del sottopunta, cioè a contatto dell’O-ring, si trovano dei dischi plastici adesivi. Sono composti dal D-REN Tuning Film, una pellicola semitrasparente ammortizzante e antistatica “sintonizzata” sulle frequenze di vibrazioni del magnesio. Come già anticipato, la sottopunta si appoggia all’interno del bicchiere, ma con un O-ring denominato D-REN Tuning Ring, uno speciale anello di gomma smorzante rivestita di metalli rari. Si tratta di una tecnologia brevettata che consente un efficace controllo della risonanza su un'ampia gamma di frequenze.
Il bicchiere in magnesio affronta infine un trattamento proprietario denominato Magnetic ZERO Process, una tecnologia Tiglon molto recente. I dettagli di questa tecnologia sono riservati e non sono stati divulgati pubblicamente. Mi è stato però precisato che il processo tende a migliorare la capacità di assorbimento delle vibrazioni, “massimizzare le caratteristiche naturali del magnesio e ottenere una riproduzione ideale del campo sonoro”.
Metti la cera, togli la cera
Provare questo tipo di accessori, che siano punte o disaccoppiatori in genere, è un gioco da ragazzi. Si tratta solo di sentire quello che succede con o senza questi dispositivi. Il paragone col metodo adottato dal maestro Miyagi per insegnare il karate al Daniel dell'originario film Karate Kid è calzante perché è tutta questione di pazienza, metodo e pazienza. Ritmo, insomma. In questi casi siamo aiutati dal fatto che i Tiglon MZ-Grande sono “autoportanti”, cioè restano in piedi, in posizione, da soli. Basta quindi attrezzarsi con un doppio spazio per appoggiare la nostra fonte sonora, nel mio caso la meccanica CD o il DAC. In uno spazio ci sono i Tiglon già in corrispondenza dell’ingombro degli apparecchi e nel secondo l’appoggio è dato dal semplice ripiano dei miei stand in pietra serena. Metti il CD sui Tiglon, togli il CD dai Tiglon. Metti il DAC sui Tiglon, togli il DAC dai Tiglon. In tutte le prove si è proceduto con le tracce sonore premendo STOP e ripartendo col PLAY, per i motivi ben spiegati dall’amico Fabrizio Baretta di Faber’s Cables qui. In sintesi e perché ripetere i concetti aiuta, diffidate del tasto PAUSE.
Note d’uso
Lo so, cago dubbi e scrupoli da mattino a sera, ma prima di entrare nel vivo beccatevi quest'ultima ma semplice raccomandazione. Centrate la “punta” sulla “sottopunta”, impeditele di ”appoggiarsi” sulla parte interna del “bicchiere”. Questo può capitare se i piedini dei vostri apparecchi sono più piccoli dell’area circolare di appoggio superiore della punta. In questo caso, basterà appunto far scivolare il piedino Tiglon fino ad allinearlo concentricamente al piedino del vostro apparecchio, vedi esempio nella foto a seguire.

Il problema non si pone se i piedini dei vostri apparecchi sono più grandi della parte superiore – la punta – dei piedini Tiglon, perché la “forzeranno” nella posizione corretta, cioè verticale.
Ascolto
Il primo effetto è disorientante, sembra che “qualcosa” sia stato tolto, sembra che i Tiglon levino leggermente un po’ di dinamica, di effetto “esplosivo” del messaggio musicale, ma procediamo con ordine:
Con i Tiglon - Il suono arretra, si approfondisce e addensa, prende più materia, è più 3D, si aggiunge un “velluto” che è tutto “spessore musicale”, a tutto favore della naturalezza, dell’articolazione, della vera definizione del suono, intesa come differenza fra timbri, espressioni e strumenti. Inoltre sembrano spostare più in alto il livello del volume praticabile, allontanando il limite di quello dove l’impianto sembra cominciare a dare più fastidio che musica.
Senza i Tiglon - Il suono è più piatto, più grossolano, meno articolato, soprattutto questo si avverte sulle frequenze fondamentali delle voci – vedi qui – dove l’intelligibilità è cruciale e dove noi, intesi come esseri umani e non solo audiofili o ascoltatori, siamo più sensibili.
Pro
Ohibò, funzionano.
Contro
Ahimè, costano.
Chissà
Se un set di quattro disaccoppiatori, alternativamente sulla mia meccanica CD e sui miei DAC, ha questo effetto, cosa può succedere utilizzandoli su tutti i componenti dell’impianto, diffusori compresi? Se il buon vino si riconosce anche con un sorso o al primo sorso, beato chi si può permettere tutta la bottiglia…
Metafore veloci e sintesi finale
Questi Tiglon mi hanno sorpreso. Mi potevo legittimamente immaginare un certo tipo di risultato, magari stereotipato, invece sono proprio diversi, forse unici.
Scordatevi l’effetto delle "punte”, quel tipico “prosciugamento” del suono, questo inoltre in modo casuale. Come ho già segnalato e ripropongo, Norman Varney di A/V RoomService già da tempo ha spiegato quanto l’uso delle “semplici” punte, con o meno sottopunte, abbia praticamente un effetto “random” sul suono, e tendenzialmente isterico e impoverente. Trovate il suo contributo, chiaro anche ai non addetti ai lavori, qui.
Non pensate nemmeno alla resa eterea e smaterializzante della grafite impregnata, conosciuta anche come carbon block.
No, i Tiglon invece aumentano la materia del suono senza comportare una definizione “radiografante”. Portano calore ma non colore, il suono non è “ambrato”, è più vivo ma non algido. In buona sostanza, "tirano fuori" la musica dal supporto che state ascoltando, secondo me in meglio, come potreste aspettarvi forse addirittura cambiando una fonte sonora.
NB - Non fanno miracoli. Ovviamente le prove da me svolte hanno previsto CD o file di ottime registrazioni e buona qualità musicale, preferibilmente ma non esclusivamente con strumenti naturali. Non pensate quindi che possano dipanare cattive registrazioni o musica compressa, la maggior parte del rock e del pop compresi.
A chi è rivolto
Punte, grafite impregnata, armonizzatori, accoppiate societarie di materiali diversi, tipo feltro più piombo… Se avete provato di tutto, questi dovete provarli.
I disaccoppiatori Tiglon MZ-Grande sono pensati bene, sono fatti bene e funzionano bene. Hanno invece un “carattere sonico” che probabilmente li rende più prevedibili nell’uso. Personalmente mi piacciono e posso solo raccomandarli caldamente, almeno a chi se li può permettere.
Un ultimo consiglio? Cominciate a usarli sì dalle fonti, ma anche dai vostri apparecchi a valvole, i più sensibili ai fenomeni di microfonicità. Chiaramente, preampli in primis, il "cuore" dell'impianto, dal quale passa tutto il segnale e sul quale, con un solo set di Tiglon – a buon intenditor... – potreste già sentire molto del loro effetto complessivo, come capitato da me ad esempio col mio Linear Tube Audio microZOTL.
Per tutto il complesso di motivi accennati o spiegati nel presente articolo, a loro vanno ben volentieri anche il nostro premio Spark in the Dark.
Follow up
Come al solito, per una recensione mi preparo documentandomi sul prodotto o componente, apparecchio o diffusore. Spesso mi confronto direttamente col produttore, per andare direttamente appunto alla fonte delle informazioni. Mai e poi mai, meno che mai, mi leggo le recensioni già fatte, quelle degli altri. Il mio non è snobismo. Chi mi conosce non mi ritiene vanitoso, superbo o presuntuoso. Ma è proprio per salvaguardare le mie impressioni di ascolto e le mie esperienze sul campo che evito di sentire – preventivamente o “in corso d’opera” – quanto si è già detto a riguardo. L’opinione che mi faccio è indipendente, triangolata con la mia esperienza d’ascolto. Tutto fallibile, ma non può essere comprato, perché è senza prezzo. Nel caso dei Tiglon, però, “posata la penna” ho proceduto a cercare se fosse già stato scritto qualcosa su questi dispositivi, così particolari all’ascolto. La curiosità scaturita dal loro effetto sul suono mi muoveva. Ed è con grande piacere che ho trovato un articolo di un collega che era arrivato – prima di me – virtualmente alle stesse conclusioni, le trovate qui. Me ne compiaccio. Mi fa piacere. La cosa depone ulteriormente a favore dei Tiglon MZ-Grande.
Caratteristiche dichiarate dal produttore
Altezza: 34,5mm
Diametro: 53mm
Carico sostenibile: entro i 25kg cadauno
Distributore ufficiale Italia: al sito Art of Music
Prezzo Italia alla data della recensione: 600,00 euro la confezione in prova da 4/quattro piedini
Sistema utilizzato: al mio impianto