Preampli ForteVita AudioVisore II | Il commento del caso

Redazionali
23.12.2013..

Premessa

Abbiamo ricevuto molte critiche riguardo a questa prova. Siamo stati tacciati di "buonismo a tutti i costi". Se non di peggio. Resta il fatto che, secondo me, l'AudioVisore suonava alla stragrande. Il resto sono decisioni etiche, commerciali o di etica commerciale che riguardano solo il costruttore. Ma che portano inevitabilmente ai giudizi – o ai pregiudizi – di lettori e acquirenti. Per par condicio, diamo quindi la parola a un professionista del settore, che preferisce mantenere l'anonimato ma che rappresenta in modo corretto l'opinione di molti altri. Che corretti o educati non sono stati.

 

Giuseppe Castelli

 

 

Termino adesso l'estenuante lettura del botta, risposta e ri-risposta a proposito del pre AudioVisore, estenuante non per l'esposizione dei fatti, che era brillante e molto intelligente, ma per l'argomento trattato, cioè l'apparecchio, che è demenziale.

 

Ho anche attentamente analizzato le foto dell'oggetto in questione dato che, per quanto riguarda l'ascolto, non posso che fidarmi di voi.

 

Mi riesce difficile aggiungere di più a ciò che ha detto Giuseppe nella sua recensione, estremamente lucida e dettagliata, perciò mi addentrerò solo in alcune analisi di carattere squisitamente tecnico, più adatte alla mia visione.

 

Andando con ordine dall'esterno all'interno, partiamo dallo chassis. A prescindere dalle lastre di rame e dal faggio massello lavorato a programmazione numerica – a questo proposito sarebbe molto interessante sapere le macchine utilizzate e il costo a pezzo – resta comunque il fatto che tale lavorazione, sia su metallo che su legno, dato il risultato dell'oggetto, per nulla complesso, è sicuramente di costo basso. Il rame al kg costa – quotazione presa dalla Borsa – circa otto dollari e il faggio costa quello che costa, non è un legno pregiatissimo. Il design “originale” – Uno sgabello? Un fornelletto da campo? Ci voleva Jean Paul Gaultier... – non lo posso criticare dato che non è bello ciò che è bello ma... da quando Duchamp ha capovolto un vespasiano e lo hanno messo in un museo definendolo un'opera d'arte, temo un monumento alla stupidità umana: tutto è opinabile.

Resta il fatto, tornando in termini assolutamente oggettivi, che il costo complessivo di materiali e lavorazione utilizzati rientra nell'ordine di qualche centinaio di euro, compresi connettori e potenziometro.

 

Veniamo all'interno. Anche qui complessivamente di materiale si può dire, esagerando, che ci sia qualche decina di euro. I contenitori in cui è stato resinato il famigerato circuito MC-SGS sono dei banalissimi contenitori in lega alluminio/zama da impianto elettrico, facilmente reperibili in qualsiasi ferramenta a pochi euro.

Le cablature mi sembrano un banalissimo solid core di rame stagnato di facilissima reperibilità e costi assolutamente bassissimi, da negozio di materiale elettrico.

Definire layout questa cosa è un eufemismo, ma, a detta del costruttore, mi sembra di capire che dove regna il caos le cose vanno meglio… Mah…! Nessuno corregge nessuno...Sarà quindi per questo motivo che i canali e la fase erano invertiti e l'apparecchio pure ronzava...

 

Inoltre nel circuito MC-SGS si afferma di usare come dispositivi dei JFET e dei transistor BJT non più reperibili... Io penso che in effetti nel Burundi sia difficile reperirli, ma, qua in Italia, in qualsiasi negozio di elettronica o in vari siti online si trovano. Riporto per esempio la serie BF, la serie 2N, la serie J, di cui fanno parte una congrua quantità di dispositivi che vanno da un minimo di 20 a un massimo di 40 volt di drain. JFET insomma estremamente facili da reperire, con costi bassissimi. I più costosi sono gli americani della serie 2N: 100 JFET con spese di spedizione e tutto costano 110 dollari, altro che mutuo. Per dover accendere un mutuo se ne dovrebbero acquistare qualche centinaia di migliaia.

Sui BJT non sto a fare commenti, basta mettere la sigla in rete o su eBay e ne troverete parecchi con i rispettivi costi e vedrete voi stessi.

Che dire quindi del famoso circuito ultraterreno e in attesa di brevetto MC-SGS? Se i dispositivi utilizzati sono i JFET e i BJT, tanto ultraterreno non può essere. 

 

Cosa aggiungere ancora… Dire che il prezzo dell'oggetto è alto non basta, è demenziale per quello che ho visto con i miei occhi, al di là della prestazione che possa avere. Non è sufficiente solo la parte concettuale o prestazionale, che può raggiungere anche livelli sconcertanti, a dare il valore a un oggetto. Ma per pretendere 21.000 euro ci vuole ben altro. Un prezzo onesto, calcolando le spese e un guadagno del 150%, sarebbe stato di circa 2.100 euro...

 

P.S. Ora comincio a capire perché l'Hi-End non parla italiano. Perché qui da noi chiunque abbia letto un giornalino dove ti spiegano come mettere assieme quattro cose, citando famosi costruttori del passato, si convince di possedere la ricetta per creare il suono assoluto, presentando macchine allucinanti, eseguite in modo demenziale e con dei prezzi ancora peggio. Creando caos, false aspettative ed enormi delusioni alle persone ignare e credulone. Che poi perdono in modo totale la passione e non credono più alla gente che lavora sul serio con passione, conoscenza e dedizione.

di Massimo Riserbo
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