Preampli KingRex PREference

16.02.2017..

Per chi non lo conoscesse, KingRex è un costruttore taiwanese che opera nel settore dell’elettronica generale da prima del duemila e che si è dedicato, da circa dieci anni, all’Hi-End. Hi-end, sì, ma economico, come dicono loro stessi con l’eloquente motto “We provide HiEnd but not high price”.

Per gli audiofili di vecchia data, che poi hanno insegnato le stesse cose anche a quelli più giovani, la provenienza estremo orientale di un apparecchio può essere una remora, a meno che il paese di origine non sia il Giappone. Generalizzazioni superficiali, o stupidaggini se preferite. Come lo è l’idea che da Taiwan o dalla Cina, o da qualsiasi altro luogo se è per questo, non possa provenire un apparecchio ben fatto, ben suonante e con le carte in regola per figurare in qualsivoglia impianto. Quindi è con spirito libero che esamino questo preamplificatore top-of-the-line della KingRex, il primo che si discosta per ambizioni e prezzo dal catalogo del costruttore orientale, destinato per vocazione agli amanti della loro versione del T-Amp e di apparecchi ben suonanti ma abbordabili dai portafogli più sottili.

 

Il KingRex PREference, così si chiama, non è un nuovo prodotto, è presente sul mercato da più di otto anni ed è l’evoluzione di un altro preamplificatore, il Preamp, più economico che ha però riscosso un discreto successo di critica e vendite.

Il progetto è quindi relativamente recente e, stando alla documentazione reperibile in rete – ma non dal costruttore poiché, nell’esemplare in prova, ma probabilmente in tutti, le sigle dei circuiti integrati sono state cancellate – i due apparecchi sono l’uno l’evoluzione dell’altro e si basano su degli operazionali di alta qualità piuttosto rinomati tra gli appassionati e autocostruttori.

Nel PREference, oltre una generale maggior cura estetica e costruttiva, è stata aggiunta una circuitazione DC servo che consente di eliminare la componente di corrente continua dal segnale senza l’utilizzo di condensatori di uscita. Si tratta quindi di un progetto ambizioso, che utilizza dispositivi di ultima generazione e di alta qualità.

 

Passando agli aspetti più banali della prova pratica, il primo impatto è favorevole. L’apparecchio arriva in una lussuosa scatola, come per sottolineare il target più ambizioso di questo preamplificatore.

La sezione di alimentazione e il preamplificatore sono separati in due telai delle stesse dimensioni e pregevolmente costruiti: alluminio anodizzato e finemente rifinito, componentistica attiva e passiva di qualità, un buon manuale. Tutto ben fatto e piacevole per chi lo acquista. Proprio il manuale è ricco di suggerimenti, tra cui quello di tenere l’alimentazione e il pre distanti tra loro – il massimo consentito dal cavo in dotazione – ma in realtà non ho riscontrato nessun problema di ronzio o rumore indotti dal primo sul secondo e mi sento solo di sconsigliare di metterli impilati l’uno sull’altro.

L’alimentazione non presenta nessun controllo sul pannello frontale, solo un LED blu.

Sul pannello posteriore troviamo l’interruttore principale di alimentazione, in teoria da lasciare sempre ON, la presa di corrente e l’uscita verso il preamplificatore con il cavo dedicato.

Il preamplificatore ha le canoniche due manopole per il controllo di volume e il selettore degli ingressi. Quest’ultimo non è un selettore meccanico ma un encoder che comanda in sequenza i relè dei quattro ingressi. Alcuni LED indicano quale ingresso è in uso, sono marcati semplicemente da 1 a 4, e il fatto che il pre sia operativo o in stand-by.

 

Decisamente più interessanti e inconsueti sono gli ulteriori controlli celati dallo sportellino scorrevole superiore, che sono però caratteristica esclusiva del modulo di ingresso phono, di cui l’apparecchio che sto provando è dotato.

Fatto scivolare lo sportellino scorrevole, due banchi di DIP switch consentono all’utilizzatore di scegliere la sensibilità dell’ingresso phono: uno per il gain e l’altro per i fonorivelatori MM/MC e l’impedenza di carico vista dal fonorilevatore, cavi esclusi, potendo scegliere tra 100, 200 o 47 Kohm con o senza 100 pF in parallelo. Già è molto e per quanto ci riguarda è più che sufficiente essendoci solo pochi modelli di MC che richiedono una resistenza di carico inferiore.

 

Un ulteriore controllo, non accessibile senza smontare il pannello superiore, permette di controllare il guadagno del solo stadio linea, che è comunque a valle dello stadio phono, tra 7, 14 o 20 dB. Si tratta di un ponticello da spostare su una delle tre posizioni disponibili.

Sia il carico che il guadagno influiscono sulle caratteristiche del suono quindi occorre provare e ascoltare con attenzione per trovare la soluzione più soddisfacente.

Per quanto riguarda il carico del fonorilevatore, consiglio di rimettersi alle raccomandazioni del costruttore del fonorilevatore, ovviamente. In assenza delle quali posso suggerire l’accoppiata 47 Kohm e 100 pF per le MM e i 200 ohm per la grande maggioranza delle MC: almeno suonano un po’ più forte. Provate comunque anche i 47 Kohm con le MC a media e alta uscita, se non rende il suono troppo brillante è una buona scelta per diminuire il rumore.

Circa il guadagno non ci sono regole aprioristiche, se non tra loro in contraddizione. Con le sorgenti attuali in cui l’uscita è alta, impostare un guadagno più basso significa che il rapporto segnale/rumore sarà migliore. Però se il segnale che arriva all’amplificatore finale è troppo basso sarà quest’ultimo ad avere problemi di rumore. Quindi suggerisco di regolare il guadagno del pre linea – i due switch interni – in modo che si abbia un alto livello di ascolto prima di metà corsa del controllo di volume. Mentre posizionerei il guadagno del phono in modo tale che non ci sia troppa differenza con il livello delle altre sorgenti.

 

Ripeto ancora la considerazione iniziale sul livello generale della costruzione e della componentistica: buona in generale e decisamente eccellente in relazione al prezzo.

 

Ascolto

Il PREference è stato inserito nel mio usuale impianto di riferimento composto da un Linn Sondek LP12 con braccio Ekos, testina Spectral Signature, pre passivo The Mod Squad Phono Drive, finale McCormack DNA 0.5 e casse Audiosophia TFC8LC. Si tratta di un impianto che credo ben assortito e, grazie ai diffusori, uno “strumento di misura” per l’ascolto critico, dato che sono stati fatti costruire appositamente per questo scopo e in grado di adattarsi timbricamente alle caratteristiche degli apparecchi in prova. Altre brevi sessioni sono state condotte confrontando il PREference con un altro impianto composto da una coppia di Conrad Johnson PV10A e MV52.

 

La prima impressione è stata leggermente sconcertante, il PREference sembrava proporre un po’ troppo di tutto: troppo analitico, troppo dettagliato, troppo rivelatore. Sono tutte qualità positive ma se portate all’estremo, senza equilibrio, possono far sembrare l’apparecchio spietato con i difetti dei suoi compagni, crudo e alla lunga faticoso da ascoltare. Questa non è una critica, si tratta soltanto di considerazioni abbastanza ovvie. Oltretutto, al prezzo del PREference non può esistere un pre che sia al top in tutti gli aspetti salienti della riproduzione audio e, dovendo confrontarsi con il mondo reale, occorre cercare dei compromessi o, nel nostro caso, la migliore destinazione di utilizzo. Infatti, la prima cosa da prendere in considerazione con questo apparecchio, se nuovo come quello in prova, è che occorre un lungo periodo di rodaggio e bisogna avere la pazienza di aspettare che si sia ben riscaldato: se non fosse leggermente anti-ecologico basterebbe lasciarlo sempre acceso. Ma soprattutto cercare di affiancarlo a degli apparecchi che ne esaltino le caratteristiche positive e che aggiungano le qualità complementari, che un po’ mancano.

Infatti dopo aver sostituito il finale con un Eagle Audio 2A ricostruito da EKSC, un amplificatore che merita un discorso a sé, e dopo aver regolato i livelli, altrimenti al massimo, del medio alto e del supertweeter delle TFC8LC, il suono dell’impianto, pur non perdendo le buone caratteristiche già individuate nel pre, ha acquistato quel calore in gamma medio-bassa e con questa la facilità di ascolto e l’equilibrio che prima mancavano.

 

Traducendo in termini più pratici il discorso appena fatto, il PREference dà il meglio di sé con apparecchiature che abbiano un equilibrio timbrico caldo, se passate la metafora colorimetrica. Difficile dare delle indicazioni tra gli attuali amplificatori a stato solido, in quanto la produzione più recente ha la tendenza ad avere le stesse caratteristiche timbriche del PREference. Diverso è il discorso per i finali di qualche anno addietro, di scuola inglese o americana specie se in classe AB, e per i valvolari.

 

Soddisfatte queste condizioni abbiamo un impianto di alto livello, con un suono dettagliato e brillante, in cui il preamplificatore PREference aggiunge qualcosa di buono piuttosto che toglierlo.

 

Per l’ascolto ho utilizzato titoli disponibili sia in vinile che in CD: Dire Straits - Making Movies, Ry Cooder - Bop Till You Drop, Pink Floyd - The Dark Side Of The Moon e Wish You Were Here, Donald fagen - The Nightfly e anche un paio di CD per approfondire alcuni aspetti sulla timbrica della voce: ReMusic Selected Playlist e il trio Concato, Bosso, Mazzariello – Non smetto di ascoltarti.

 

L’equilibrio generale è decisamente luminoso e aperto, dotato di una capacità di analisi superiore al valore economico dell’apparecchio. Come lo è la timbrica della gamma media e acuta, molto realistica e pulita. Le percussioni, gli strumenti a corda, tanto per fare esempi, si stagliano netti sullo sfondo: il PREference è silenzioso, con una ricostruzione tridimensionale precisa e modellata. La voce soprattutto risulta essere senza veli, compresi quegli artefatti di registrazione come sospiri o sibilanti che il microfono rileva impietosamente, che pur non essendo prodotte dalle corde vocali sono sempre presenti nelle registrazioni e nelle performance live. E se non si sentono vuol dire che da qualche parte lungo la catena di riproduzione sonora si è perso questo… e anche qualche altra cosa.

 

La dinamica è buona, direi normale se non fosse percepito come una diminutio, cosa che non è, e lo stesso si può dire per la ricostruzione dello stage sonoro.

 

Della riproduzione dei bassi abbiamo già abbondantemente parlato, quel che c’è di positivo è che se pur non al livello del medio e dell’acuto di sicuro i bassi non sono rovinati con uno scarso controllo o mancanza di velocità. Il PREference fa un ottimo lavoro da questo punto di vista, è la sua timbrica che li penalizza un poco.

 

In definitiva, dal punto di vista dell’ascolto, il PREference ha alcuni spunti degni di un pre di maggior costo, ben oltre il proprio prezzo, mentre in altre aree è semplicemente buono e comunque sempre più che sufficiente nel proprio segmento di mercato. Con le accortezze descritte e senza dimenticare mai il prezzo a cui è venduto si tratta di una notevole performance.

 

Conclusioni

Vi invito a tenere in seria considerazione questo pre, che ha alcune caratteristiche notevoli e che per questo richiede attenzione nella scelta del resto della catena. Costa relativamente poco ma la sua realizzazione tecnica e la sua analiticità sono da primo della classe. Se non si commette l’errore di pretendere che sia in grado di fare tutto allo stesso livello – occorrerebbe aggiungere almeno uno zero finale al prezzo – può essere il toccasana per alcuni impianti troppo chiusi. Attenzione però che proprio per questa sua caratteristica, la radiografante analiticità, si deve fare attenzione a scegliere bene. Le sorgenti devono essere altrettanto analitiche, altrimenti il PREference ne metterebbe in risalto i difetti piuttosto che perdonarglieli. Mentre è nel resto della catena a valle, finali e diffusori, che si devono scegliere apparecchi con toni caldi e bassi ben evidenza. In questo modo il PREference integrerà quanto di buono sa fare senza altre controindicazioni. Il risultato sarà ottimo.



Caratteristiche dichiarate dal produttore

 

Stadio pre

Guadagno: selezionabile tra 7, 14 e 20dB

Risposta in frequenza: 20-20kHz -0, dB / 5-80kHz -1,0dB

Max liv. input: 9V

Max liv. output: 9V

Distorsione - THD: <0,0005% a 1kHz

Sensibilità degli ingressi ad alto livello - 2,5V out: 1,1V con 7dB di guadagno, 510mV con 14dB di guadagno, 250mV con 20dB di guadagno

Rapporto S/N: 126dB

Separazione tra i canali: 112dB a 1kHz, 92dB a 10kHz

Impedenza di uscita: <100ohm

Consumo: <10W

 

Stadio phono opzionale

RapportoS/N: 112dB MM low gain, 104dB MC low gain

Distorsione THD: 0,0006% MM low gain, 0,01% MC low gain

Separazione tra i canali - a 1kHz: -94dB MM low gain, -79dB MC low gain

Separazione tra i canali - a 10kHz: -100dB MM low gain, -86dB MC low gain

Guadagno - a 1kHz: high gain 44dB/63dB MM/MC - low gain 24dB/43 dB MM/MC

Max livello input: 19mV/6,6mV high gain MM/MC - 218mV/72mV low gain MM/MC

 

Per ulteriori info: scarica qui il manuale del KingRex PREference

 

Distributore ufficiale Italia: al sito Audio Azimuth

Prezzo di listino Italia alla data della recensione: 1.560,00 euro, inclusa scheda phono opzionale - NdR | Il distributore comunica che, alla data della prova, non dispone di apparecchi a magazzino pronti per la vendita.

Sistema utilizzato: all'impianto di Maurizio Fava


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