Preampli Tektron TK6J5S Dual Ref

04.04.2019..

Passione e coraggio

Attilio Caccamo è presumibilmente conosciuto dagli appassionati “valvolofili” per essere uno dei più seri venditori di tubi termoionici nel nostro Paese, nonché, nella veste di cui oggi ci occupiamo, come costruttore di elettroniche, attività che ormai da molti anni ha intrapreso, unitamente a quella che svolge in qualità di attento selezionatore e reperitore di valvole NOS e antiche, se non uniche. Raramente di un addetto ai lavori in campo audio ho sentito parlare in maniera del tutto unanime in termini positivi e tra questi annovero sicuramente il patron della siciliana Tektron.

Merito senz'altro di una seria costanza nell'operare, nonché di una passione per le cose che valgono, oltre ovviamente all’acquisita competenza.

Un venditore serio è tanto prezioso, oggi più di prima, per il fatto che purtroppo i tubi NOS di pregio sono sempre più rari e che molti venditori senza scrupoli tirano fuori dal cassetto valvole magari già scartate chissà quando per motivi funzionali, ad esempio rumorosità o microfonicità, pur essendo elettricamente ancora sfruttabili.

Poi magari qualcuno le compra e si lamenta nei forum che le valvole non sono poi cosi buone come quelle moderne.

D'altro canto, per fortuna, c'è da registrare una certa vivacità produttiva odierna di costruttori sia russi che cinesi, come le Psvane, che riescono a offrire nelle loro serie più pregiate – ahimè, a prezzi proporzionali – tubi di ottima qualità.

 

Questo siparietto iniziale sull'argomento valvole per dire che, comunque, in ambito audio il ritorno alla progettazione di elettroniche a tubi non è assolutamente in flessione, con un numero sempre cospicuo di appassionati che ne subiscono l'incontestabile fascino estetico e sonoro.

Tektron, in quanto depositaria e testimone di un catalogo di tubi decisamente consistente, ha ormai affiancato la veste di esclusivo venditore di tali oggetti per impegnarsi nella progettazione e produzione, con caratteristiche del tutto artigianali, di elettroniche valvolari, tra le quali l'oggetto in prova, che rappresenta il vertice dei preamplificatori in catalogo.

Non avevo mai ascoltato in modo controllato le loro elettroniche e la fortuna di averne provata una nel mio ambiente, oltre ad avermi dato delle conferme sulle impressioni di precedenti ascolti fugaci, mi ha fornito degli spunti di riflessione che di seguito condivideremo.

 

Questo preampli Tektron TK6J5S Dual Ref di fatto rappresenta un’evoluzione e sviluppo del modello meno costoso e, sono certo, uno step migliorativo delle prestazioni musicali, cosa però che mi è impossibile da quantificare, non potendo fare paragoni neanche alla lontana.

Inizio con il dire che l'oggetto si presenta delizioso dal punto di vista estetico nonché operativo.

Lo scopo pienamente riuscito a mio parere è stato quello di presentare un oggetto raffinato e poco invadente – certi gigantismi americani o certe pacchianerie cromate teutoniche qui sono lontane anni luce – vicino a un certo gusto minimalista orientale e, perché no, italiano, impreziosito da una finitura perimetrale lignea e una copertura in rame satinata.

Sembra un oggetto degli anni ‘60, solo concepito con il gusto e i materiali odierni.

 

La costruzione completamente dual mono viene evidenziata dai due trasformatori di alimentazione e dai due di accoppiamento, tutti e quattro situati dentro una calotta metallica che ricorda alcuni step up giapponesi vintage, oltre che dalle due valvole rettificatrici e altrettante ovviamente di guadagno.

I tubi adottati evidenziano una scelta inconsueta, laddove un qualsiasi costruttore avrebbe impiegato le classiche e ultra collaudate GZ34 e ECC8x, il buon Caccamo, da appassionato autentico, si è rivolto a due modelli di tubi uno dei quali letteralmente anteguerra, come le due Westinghouse 6ZY5G del 1935, nonché le 6J5 inglesi degli anni '60 di segnale.

Valvole NOS autentiche, dunque, attentamente selezionate e destinate a durare un’enormità di anni.

Le due rettificatrici americane si incontravano proprio nelle prime radio Philco degli anni '30 e la loro età viene rivelata dalla particolare forma del tubo simile a una 300B, mentre le 6J5 equivalgono sostanzialmente a una sezione del doppio triodo 6SN7, tubo che io amo molto.

Oggi qualcuno inizia a “riscoprirle” per le eccellenti doti musicali e anche perché si trovano a prezzi assolutamente onesti, visto che tutti cercano le sterili e microfoniche 6922/E88CC o le onnipresenti ECC82, non proprio esaltanti per doti musicali ma facili da utilizzare su schemi oltremodo collaudati.

Tektron dunque per il suo pre predilige tubi dalle eccellenti doti sonore, facili da reperire e oltretutto belli a vedersi, il tutto impreziosito da una componentistica passiva di ottima qualità, un caricamento dei tubi di guadagno a induttanze, soluzione poco economica ma foriera di risultati sonici eccellenti, con un cablaggio interamente in aria, a vantaggio della stabilità del circuito nonché della sua costanza di prestazioni nel tempo.

Il circuito non presenta a detta del costruttore alcun feedback e ha un guadagno di 20 dB, con una consistente impedenza d'ingresso di 100 kOhm che ne attesta la perfetta compatibilità con qualunque sorgente.

 

La prova è stata effettuata soprattutto con il mio integrato Mastersound Reference 845, che consente il collegamento con un pre esterno nel pilotaggio della sua straordinaria sezione finale costituita da due coppie di triodi 845 ciascuna in parallelo, nonché con l'ex mio finale Conrad Johnson MV 60, che ho poi dovuto vendere per ragioni di spazio.

Durante le prove ho alternato il pre Tektron con un preamplificatore NuForce P9, poco conosciuto progetto americano, ovviamente a stato solido, dalle prestazioni decisamente sorprendenti in termini di trasparenza e neutralità timbrica.

 

Come suona

Mi sono chiesto, prima di scrivere questa recensione, come rendere in parole le risultanze in sala d'ascolto.

Per quanto m’impegnerò a farlo, non credo riuscirò appieno a descrivere questo suono.

Normalmente, sono del parere che bastano poche ore, a volte minuti, per comprendere le qualità musicali di un oggetto, soprattutto se già ben interfacciato. Tanto più quelle di un preamplificatore, che ha un peso sulla resa complessiva dell'impianto piuttosto rilevante.

Poi si tratta di finezze, ma la prima impressione è quella che conta.

Anche con il Tektron è stato cosi, con l'unica differenza che in questo caso sono stato completamente rapito dalla Musica e ho dimenticato, anzi non sono proprio riuscito, a fermare su un foglio di appunti quanto percepivo con le orecchie.

Insomma, ho solo sentito Musica, senza annotare com’erano i bassi, gli alti, l'immagine, la dinamica e via discorrendo: ossia tutta la trafila di definizioni audiofile comuni.

 

Riominciamo dall'inizio: questo preamplificatore non ha alcun difetto. Non distorce, non fa rumore, non ha connotazioni timbriche di rilievo, nel senso che le frequenze sono idealmente allineate a quanto l'orecchio si aspetta dal suono di una voce umana, di un violino o un pianoforte. Ma sto parlando di categorie audiofile, e quindi mi sto allontanando dalla vera essenza del Tektron. Torniamo alla Musica.

 

Esso possiede tutte, ma proprio tutte, le doti che un’elettronica deve avere per approssimare con grande fedeltà sonora un brano riprodotto alla Musica dal vivo.

Possono essere piccoli dettagli, come un senso fisico degli strumenti, la loro decadenza armonica densa e reale, il trattamento degli echi che danno esatta rilevanza dell'ambiente di registrazione, dei dischi correttamente incisi ovviamente, o la plasticità dell'immagine che mostra soggetti sonori in 3D e dei quali si percepisce con chiarezza lo spazio tra essi ma anche le dimensioni degli stessi.

Si percepisce la “schiena” dell'esecutore, non solo la sua immagine bidimensionale.

Il palcoscenico del Tektron è giustamente ampio, senza quelle esagerazioni in larghezza che dal vivo non è mai presente, a meno che non siate abituati ad ascoltare concerti a un metro dagli strumentisti.

Il senso della profondità è invece molto marcato, ma mai con la sensazione di ascoltare un gruppo musicale in un corridoio.

In poche parole, la ricostruzione scenica e prospettica è omogenea e coerente, poco “Hi-Fi” e molto reale.

E poi, elemento irrinunciabile di ogni oggetto che vuole suonare vero, una dinamica vera, sia nel microcontrasto che fa percepire i piccoli spunti sonori con ricchezza di particolari e palpabile concretezza, sia nei grandi movimenti dinamici dove la straordinaria velocità d'impulso, pari a quella del velocissimo NuForce, proietta sul palcoscenico immaginario variazioni di intensità semplicemente verosimili.

 

Mi è venuto in mente allora di come, diversi anni fa, chiacchieravo con un famoso progettista di elettroniche al Monaco High End e convenimmo entrambi che ciò che rendeva un suono verosimilmente reale era l'elemento temporale.

Puoi avere l'amplificazione più neutra e trasparente del mondo, ma se il tempo e la correttezza in fase della propagazione dei suoni non viene rispettata, tutto crolla come un castello di carte.

Invece il Tektron qui gioca il suo asso, suonando vivo e percettibilmente vicino a un evento reale.

Poi unisce la rara capacità di essere neutro timbricamente, dettagliatissimo ma anche dotato di un gradevole calore in gamma media, assolutamente mai piatta e sterile.

La sua capacità introspettiva, definibile come l'elemento che ci consente, come dal vivo, di percepire piccole variazioni timbriche o marginali particolari dei suoni viene pienamente descritta.

Sembra di avere una lente d'ingrandimento acustica, che ci avvicina per effetto di un dettaglio straordinario, a ogni micro segnale, entrando nel tessuto musicale in modo diretto, con una grana che non esito a definire tra le migliori mai ascoltate in un preamplificatore.

Quando poi c'è da fare “chiasso”, il Tektron non si tira indietro, perché la dinamica, quella vera, che non è rappresentata dai decibel ma da velocità e assoluta lontananza da qualunque appiattimento, è libera e fluida, senza strappi o aberrazioni di sorta.

 

Pertanto, il Tektron semplicemente e alla faccia della semplicità avvicina il vostro impianto al realismo proprio degli oggetti di indiscutibile classe.

Come già detto il non avere difetto alcuno lo pone tra i preamplificatori neutri e universali, anzi esaltando le doti dello stadio finale che pilota lo mette in condizione di esprimersi al meglio.

Sia il Mastersound che il Conrad Johnson acquistano, soprattutto il finale americano, un piglio e un controllo in gamma bassa, unitamente a una articolazione da stato solido, senza però la piattezza o meglio la monotonia armonica che generalmente tali finali purtroppo hanno in tale range di frequenze.

Sul medio è inutile o forse sempre utile ribadire quanto un’elettronica a tubi sia in grado di fare, per contenuto armonico e pulizia sonora, cosi come la musicalità della gamma alta, che risulta come una delle più ariose mai sentite, senza però alcun cenno di innaturale esaltazione furba per colpire i meno smaliziati.

 

Conclusioni

Avrei voluto dire di più ma ammetto che mi sarei ripetuto, per il semplice motivo che non potendo parlare di difetto alcuno, il pregio da rimarcare di questo preamplificatore è la sua capacità incredibile di suonare in modo realistico, il che comprende oltre al minimo sindacale di saper fare tutto bene, anche quelle qualità che allontanano la riproduzione domestica dal quel “suono Hi-Fi” che molti amano, per approssimarsi al quel “suono reale” che chi frequenta le sale da concerto persegue anche tra le mura domestiche.

Di questo oggetto ho amato sin da subito l'aspetto raffinato e minimalista, tipico di chi non ama ostentare ma è ben sicuro di quanto può offrire, nonché la certezza del risultato, perché in ogni contesto cosi come con ogni programma musicale esso ha sempre contribuito a quella piacevolezza e appagamento all'ascolto i quali, a meno che non mi sia perso qualcosa, sono sempre il risultato da perseguire.

Devo dire senza remore, ed è una riflessione meditata, che in quarant’anni di passione nella mia sala d'ascolto il duo Mastersound/Tektron ha rappresentato uno dei suoni più belli mai ascoltati.

 

L'oggetto di per sé lo considero pressoché definitivo, sia per un’eventuale non facile rivendibilità in assoluto, e svenderlo sarebbe un vero peccato, che per un livello di prestazioni difficilmente eguagliabile da prodotti di costo ragionevole. E per l'irragionevole c'è ampio spazio, ma il tangibile miglioramento è tutt'altro che scontato.

Non esplico in termini riepilogativi il consueto schema con i voti, in quanto gli conferisco cinque stelle a prescindere su ogni categoria.

Un plauso al Sig. Caccamo, la cui conoscenza tecnica e orecchio musicale ci hanno consegnato un preamplificatore con i fiocchi che, nei limiti del possibile, consiglio a tutti di ascoltare.

 

 

Caratteristiche dichiarate dal produttore

Varie: pre dual mono con valvole rettificatrici Westinghouse 6ZY5G del 1935 e valvole finali accoppiate 6J5S UK degli anni '60, zoccoli in teflon, potenziometro a scatti italiano, trasformatori calottati, cablaggio in aria con cavo silver teflon, produzione limitata a 10 esemplari a norme CE, RoHs e RAEE

Finiture: telaio in massello di legno di rovere – altre essenze legnose su richiesta – con piastra superiore in rame

Ingressi: 3 linea RCA ad alta impedenza 100kohm

Uscite: 2 linea RCA, 1 tape RCA

Risposta in frequenza: 15-55.000Hz

Alimentazione: 100/115/230/240VAC 50/60Hz, altri voltaggi disponibili su richiesta

Dimensioni: 33x17x26cm LxAxP

Peso: 7kg

 

Distributore ufficiale Italia: vendita diretta, al sito Tektron

Prezzo Italia alla data della recensione: 6.000,00 euro

Sistema utilizzato: all’impianto di Paolo Di Marcoberardino

 

di Paolo Di Marcoberardino
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