Vi racconto com’è andata, perché è andata proprio così. Qualche anno fa, era il 2022, l’amico Francesco Di Gennaro mi segnala dei cavi di alimentazione dall’apparente ottimo rapporto Q/P. Lui li aveva comprati e provati, trovandoli dei veri e propri best buy. Si trattava degli Accuphase 40th Anniversary. 40 euro circa in lunghezza da 1 metro, ben terminati, look dorato, bella costruzione. Rimando alle foto tratte dal web e disseminate nell'articolo per farvi capire anche solo con un’occhiata di che si tratta. Le caratteristiche tecniche, comunque, sembravano al di sopra di ogni sospetto: conduttori a sezioni diverse in rame OFC, smorzante in cotone, schermante in foglio d’alluminio e doppia guaina in refoli di rame e rame smaltato argento, almeno a giudicare dalla seguente immagine, ricorrente nei negozi o piattaforme di vendita online che trattano questi articoli.

Complice la mia principale competenza professionale, marketing e comunicazione, ricordo ancora come fosse oggi di aver pensato all’epoca: “Guarda un po’ che furbi, questi di Accuphase, stanchi dei soliti audiofili incontentabili, che vanno subito a cambiare il cavo di alimentazione in dotazione ai loro apparecchi, in occasione dei propri 40 anni si sono creati il proprio cavo di alimentazione Hi-End rendendolo virale, sia per qualità tecnica che per accessibilità in termini di costo: tanto di cappello…!”.

Passa un po’ di tempo e, avendo bisogno di un cavo di segnale non proprio cortissimo, decido di dare una possibilità al relativo Accuphase 40th Anniversary, la cui linea nel frattempo contemplava anche appunto i modelli di segnale e quelli di potenza. Era il 2024 e il cavo che mi arriva, dal non esorbitante prezzo di 25 euro per una lunghezza di 1,5 metri, mi conferma la qualità estetica e percettiva del progetto 40th Anniversary. All’ascolto, nulla da eccepire, anche perché non mi aspettavo prestazioni esasperate ma la comodità d’uso e la affidabilità nella costruzione. Certo però che, avendolo acquistato su eBay, mi sarei comunque aspettato – che so – una confezione ufficiale a marchio Accuphase invece che una semplice busta di plastica trasparente. Primo campanello d’allarme... Ma non me ne curo e vado oltre.

Qualche settimana fa, avendo bisogno di qualche cavo di alimentazione in più, ripenso alla serie Accuphase 40th Anniversary e mi dico: “Hai visto mai che sia la volta buona che me ne acquisto qualcuno?”. Non essendomene curato “professionalmente”, non avendo avuto la possibilità o la voglia di provarli, non avevo ancora approfondito la loro storia. Ora le coorti di audiofili tuttosapienti insorgeranno solonicamente urlando a squarciagola che “si sapeva già tutto”… Ma io –non avendo trovato nulla in rete, sono limitato, mea culpa – ho deciso di approfondire personalmente. Ero mosso da una curiosità tecnica, quella relativa all’isolante dei refoli dei conduttori del cavo di alimentazione. Nella foto descrittiva di cui sopra non è precisato il genere di isolante dei refoli in rame. Passi per il Teflon, ma fosse stato PVC non avrebbe mosso le mie corde audiofile. Detto fatto, mi tocca confrontarmi, creo quindi un post sul più importante e seguito gruppo Accuphase di Facebook. A domanda precisa – qual è il materiale isolante dei refoli, ecc. ecc. – nessuno ha saputo, voluto o potuto rispondere. Certo, sono arrivati consigli non richiesti, opinioni personali e non pertinenti, disgusti vari e insulti più o meno velati o espliciti. Ma questa è la realtà dei social, non solo quelli del nostro settore, ed è proprio tutta un’altra storia, quindi magari ne riparleremo. Per ora vi basti sapere che la mia domanda tecnica non aveva avuto risposta adeguata.
Ora, se ci sono cose che mi fanno imbestialire, sono saccenza e presunzione. Io sono della vecchia scuola. Se non sai, stai zitto e ascolta, studia e impara. Il fatto che come al solito online “si parli per parlare”, il fatto che si sia nella “età dell’evidenza, dove tutto è accessibile, nulla si approfondisce, e si esprime un’opinione senza saperne nulla”, mi fa intabaccare. Anche perché detesto pure perdere tempo in ciance senza costrutto. Ci sarà pure un motivo per cui sono più socievole che social…
Nei giorni scorsi, allora, decido di andare alla fonte. Scrivo alla Accuphase, che avrete ormai capito è stata fondata nel 1972. Scopro intanto che sul loro sito, vedi qui, di questi cavi non v’è traccia. Secondo campanello d’allarme, ormai non ignorabile… In maniera molto nipponica, cioè “di sponda”, ma sempre molto efficiente e a suo modo premurosa e gentile, Accuphase incarica di rispondermi Christian Zerbini di MPI Electronic / High Fidelity Italia, distributore ufficiale italiano di Accuphase. Riporto il relativo testo per esteso, perché è tutto un programma:
“La casa madre ci ha chiesto di contattarLa per comunicare che Accuphase non ha mai prodotto una serie di cavi per celebrare il proprio 40° anniversario.
Le inserzioni nelle quali Le è capitato di imbattersi si riferiscono pertanto a prodotti non originali, probabilmente di manifattura cinese.”
Sic et simpliciter.
Ohibò.
Toccare con mano la realtà è una panacea. Interpretarla però è la parte più divertente. Vi propongo quindi alcuni dati di fatto e scenari possibili, senza la pretesa di essere esaustivo.
I cavi sono dei falsi, questo è certo e assodato, e intendo tutta la serie Accuphase 40th Anniversary.
Non sappiamo chi li fa, ma certo ne commercializza molti e da anni, visto che sono disponibili non solo su AliExpress ma anche su eBay e Amazon.
Il fatto che siano dei falsi non significa che non possano essere di qualità, che possano “suonare bene”. Ma certo che, se non so come sono fatti, vedi anche solo la questione dell’isolante, il mio interesse decade ulteriormente e verticalmente.
Alcuni a questo punto si saranno anche chiesti come mai Accuphase non sia intervenuta nel frattempo, chiedendone la rimozione dal mercato. Sempre la mia principale formazione professionale – marketing e comunicazione – vi potrebbe suggerire quanto segue. È obiettivamente difficile fermare il mercato parallelo, quello dei falsi e delle copie. A malapena ci riescono marchi come la Ferrari, il marchio più conosciuto al mondo. Immaginatevi quindi quello che può fare una piccola azienda del nostro piccolo settore, senza con questo nulla voler togliere nello specifico ai meriti e alla storia Accuphase.
Quindi il corto circuito – che immagino sia tuttora in atto – credo possa essere il seguente. I cavi sono dei falsi, ma funzionano e non fanno del male, anzi, diffondono il marchio, come insperati veicoli pubblicitari e promozionali. Credo a buon senso professionale che questa sia la semplice spiegazione di quanto sia successo e stia tuttora succedendo. Qualcuno in Cina ha visto una possibilità di guadagno, si è inventato un business e ci si è gettato come se non ci fosse un domani. Qualcuno in Giappone ha pensato che la cosa in sé vero male non facesse e che sarebbe stato comunque difficile impedirla efficacemente. E tutti vissero felici e contenti…
Per parte mia l’interesse nella serie di cavi Accuphase 40th Anniversary è del tutto scemata. E non ne faccio una questione né di principio né di attaccamento ai brand. Se c’è una persona distante dal fascino dei brand – sempre anche per motivi professionali – sono proprio io. Voglio solo sapere con precisione e affidabilità cosa compro e utilizzo. È un mio diritto, è un nostro diritto di clienti/consumatori. Assodato quindi che non so “veramente” come sono fatti questi cavi, non mi interessano “ovviamente” più. Non mi sono lasciato tentare dal “marchio”, quello che ho acquistato non mi è costato una fortuna, ho approfondito e capito la situazione e questo mi basta e avanza.
Voi invece fate quello che volete, ma state attenti, perché non finisce qui, vedi foto a seguire tratta da eBay e relativa a un sedicente cavo d'alimentazione a marchio Krell...
