Questo è uno dei molti articoli dedicati ai giorni del Monaco High End 2025 e manifestazioni parallele, si trovano tutti nella sezione Redazionali di ReMusic, quella nel menu arancione della testata, a partire dalla data del 27 maggio 2025, vedi qui.
Salon D
Facciamo una pausa. Usciamo. Dopo i primi articoli dedicati agli espositori dell’High End 2025, andiamo a trovare Vyger, che esponeva all’HiFiDeLuxe. Pino Viola, the man behind Vyger, quest’anno ha lustrato l’argenteria e portato l’artiglieria. In un’ambientazione che suggeriva “romanità” da tutti i pori – vedi foto – si partiva da tre sistemi completi di riproduzione del vinile, perché dice poco chiamarli semplicemente giradischi. C’erano quindi due Vyger Indian Signature IV Generation, un Vyger Atlantis IV Generation con testine AirTight PC-1 Supreme e ben due sistemi Vyger Titan di controllo e pompaggio aria, dato che come sicuramente saprete i giradischi top Vyger sono a braccio tangenziale sospeso in aria, come anche il loro piatto.

In questo tripudio di analogico riporto anche e solo per giusto dover di cronaca il front end digitale, composto da meccanica CD e DAC sempre Audio Analogue della serie Pureaa. La massiccia amplificazione prevedeva ovviamente il Vyger Krimon I Phono Stage, l’inesorabile stadio phono “di casa” da noi già provato qui, il pre linea Audio Analogue Absolute, due finali Audio Analogue Donizetti – da 250 watt per canale ma messi a ponte – sulla sezione subwoofer dei diffusori e degli Audio Analogue Absolute da 100 watt per canale ciascuno sulla parte medioalta. Tutti i cavi erano Vyda Laboratories, da quelli di alimentazione a quelli di potenza passando per quelli phono e linea.

I veri protagonisti erano però quest’anno i diffusori Vyger Amargosa, i primi del brand, un evento nell’evento della fiera, vista l’importanza e la rilevanza della presentazione di un simile prodotto da parte di chi si è sempre distinto nell’analogico e si è ritagliato di sicuro un posto nell’empireo della più corretta e scientifica riproduzione analogica possibile.

Mi risulta fosse pure la prima assoluta degli Amargosa all’estero, un progetto che ho solo sfiorato come informazioni ma che varrebbe la pena di approfondire anche solo per la complessità, la ricchezza e la qualità della ricerca che ha portato a “mettere insieme” i materiali utilizzati, gli altoparlanti su specifiche o modificati, l’interazione fra i vani del cabinet, la complessità di filtri, pendenze, punti d’incrocio e componenti del crossover e… chi più ne ha più ne metta. Varrebbe un articolo a parte, che a suo tempo ho anche proposto a Pino, ma prima o poi sono sicuro si farà. Gli Amargosa sono insomma frutto di una ricerca assoluta. Quella di chi ha sempre saputo, a cominciare dai propri progetti analogici, metterci “del suo e del meglio”. Potete leggere qui il loro comunicato stampa di lancio e la loro prima prova qui.
Per ulteriori info:
al sito Vyger
al sito Audio Analogue
al sito Air Tight
al sito Vyda Laboratories
al sito HiFiDeLuxe