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Ascolto diffusori Goldmund Logos Tower

02.02.2018..
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È successo! Non pensavo potesse accadere, ma è successo davvero qualche sera fa. Da appassionato più o meno "duro e puro", appassionato che spesso e volentieri guarda con diffidenza diffusori che vanno per la maggiore, alcuni anche impiegati in famosi studi di registrazione, oppure che hanno ricevuto recensioni incensanti ed entusiastiche, mai mi sarei aspettato di sentire suonare bene e apprezzare diffusori amplificati e addirittura wireless!

 

Logos Tower, questo è il modello di diffusori Goldmund che mi ha fatto cambiare idea.

 

Goldmund, lo scrivo per chi da poco si occupa di Alta Fedeltà, ma penso sia quasi superfluo per tutti coloro che da tempo sono appassionati, è un prestigioso marchio svizzero. L'azienda, con sede a Ginevra, è attiva dal 1951 e ha acquisito fama mondiale – non sto esagerando – con il giradischi Reference, con lo stratosferico sistema di diffusori Apologue, ora anche in versione wireless, e con gli amplificatori di potenza Telos. Produce, in ambito Hi-Fi, player, convertitori, processori, pre, finali, diffusori. Da qualche anno anche lussuosi, anzi lussuosissimi, sistemi home theater.

 

Goldmund Logos Tower

 

Ma torniamo alla descrizione e alle impressioni d'ascolto sulle Logos Tower. Si tratta di snelle torri da pavimento, due vie, tweeter a cupola morbida e woofer da 6.5 pollici, bass reflex anteriore, con al loro interno due ampli da 350 watt, cioè 175 watt per ognuna delle due vie. Snelle, dicevo, poco invasive, poco ingombranti, in alluminio smaltato bianco ma ci sono anche in versione alluminio naturale o, a richiesta, in qualunque colore si voglia. In alluminio perché il costruttore ritiene che sia un ottimo modo per ridurre qualunque tipo di vibrazione. Goldmund usa un sistema di scarico totale delle vibrazioni che si chiama “mechanical grounding” e l'ha implementato anche in queste casse.

Molto ben rifinite e curate, con il "coperchio" superiore dorato con impresso il bel logo dell'azienda a dare un altro tocco di eleganza.

Sul pannello posteriore, collocato in basso, hanno un ingresso digitale RCA coassiale S/PDIF dove collegare un preamplificatore, ad esempio il Goldmund Mimesis 11, pre/hub digitale con controllo di volume. Ma il loro utilizzo più semplice – ed è la modalità in cui le ho ascoltate io – è in wireless, dato che all'interno di ogni cassa ci sono un DAC e un crossover digitale, e ciò significa che ci collego un PC e le utilizzo senza null'altro e senza problemi. E lo stupore è che suonano, caspita se suonano!

 

Ho avuto all'inizio un attimo di smarrimento, che sarà invece entusiasmo per chi ama il design pulito ed essenziale degli arredamenti moderni, perché nello spazio tra i due diffusori e anche in quello laterale non c'era nulla, nemmeno un mobiletto, nemmeno un finalone poggiato a terra, nemmeno un cavo... ed ecco che hanno iniziato a riprodurre musica! Pur in un ambiente per me nuovo, da subito il suono mi è parso molto corretto dal punto di vista timbrico, con un'immagine molto ben dimensionata. Bassi non profondissimi – arrivano a 40 Hz a - 6 dB – ma più che sufficienti per un ambiente e un ascolto domestico a volumi ragionevoli e… anche qualcosa in più. Dinamica notevole grazie all'apporto dei due finali per ogni via, dato che sono praticamente i Goldmund Telos.

La prima cosa che colpisce nelle Logos Tower è la dimensione dell’immagine proposta rispetto alla loro compattezza e la completezza tonale per un due vie. Qualunque sia il genere riprodotto, con un normale posizionamento, stupisce la dimensione dell’ immagine e il corretto posizionamento dei vari elementi all’interno di questa.

Ascoltando ad esempio l’attacco de Le Valchirie diretto da Georg Solti con la Wiener, quello che subito si nota con le casse posizionate a 2,7 metri fra loro con circa 60 cm liberi su entrambi i lati e pareti posteriori, leggermente inclinate verso l’ascoltatore che si trova a 3,5 metri dai diffusori, è che si percepiscono con grande precisione e localizzazione violini, viole, violoncelli e contrabbassi, e i timpani non si impastano mai nel loro intervenire dinamico restando concertanti in modo naturale.

Oppure, ascoltando un genere più semplice come Laurindo Almeida e Charlie Byrd in Adios Muchachos da Tango, non si può non percepire immediatamente la disposizione perfettamente esatta dei quattro artisti e lo spazio che ciascuno di loro occupa nella scena, sempre con un timbro molto veritiero.

 

L’equilibrio tonale è davvero buono: anche se non scendono tantissimo in frequenza non fanno rimpiangere una gamma bassa più profonda e a mio avviso si esprimono al meglio in una stanza di dimensioni di circa 30 mq.

Il timbro in generale è molto buono e la riconoscibilità e l'intellegibilità dei vari strumenti e delle voci sono a livelli davvero alti.

Ascoltando Der Holle Roche dal Flauto Magico di Mozart si riescono a cogliere nelle diverse versioni – M. Callas, E. Moser, C. Deutekomm, A. Netrebko, L. Serra – tutte le sfumature e le diversità interpretative tecnico/artistiche incise nel supporto.

 

Il suono, seppur in scala leggermente ridotta ovviamente, è quello di tutti i prodotti di altissimo livello della famosa produzione Goldmund. Naturalezza, precisione, neutralità, mai nessuna frequenza enfatizzata o pompata per sorprendere l'ascoltatore. Come da tradizione... svizzera.

In questi ultimi tempi l'azienda si sta dirigendo a passi piccoli e ben ponderati verso il futuro della fruizione musicale, mantenendo però sempre i livelli qualitativi e sonici altissimi che la caratterizzano. Anche questi diffusori ne sono la lampante dimostrazione. Ideali per chi vuole un bel suono ma un impianto semplificato al massimo, ad esempio PC più diffusori più un bel divano, per l'appassionato che non vuol più buttare soldi in abbinamenti ampli-casse avventurosi o avventati, per chi ha voglia di ascoltare musica in un soggiorno arredato in maniera elegante e senza elementi troppo invasivi.

Con una presa di corrente fatta posizionare direttamente nel pavimento una decina di centimetri dietro i diffusori, anche i pur necessari cavi di alimentazione spariscono alla vista, con un effetto di pulizia ed eleganza notevole.

Infine, il prezzo che hanno i Logos Tower va visto considerando il fatto che si sta acquistando un impianto praticamente completo – quasi, perché senza la sorgente – di alto livello estetico, qualitativo, sonoro, e di un marchio che ha una grande e meritata considerazione nel mondo Hi-End.

 

Goldmund Logos Tower

 

Cos’altro devo aggiungere? Il purista tradizionale si perde il gusto di abbinare, sperimentare, cambiare, litigare sull'importanza dei cavi... Dopo aver dovuto cedere di fronte all'avvento della musica liquida, una gran comodità, ho capitolato anche sul fronte dei diffusori amplificati e pure wireless. Beh, grazie, dirà qualcuno, sono Goldmund... A proposito, la stessa sera in cui ho ascoltato le Logos Tower per scrivere queste brevi impressioni di ascolto, ho avuto la fortuna e il privilegio di ascoltare anche le ammiraglie della gamma Goldmund, le Apologue, con un sistema di amplificazione tutto Goldmund. Credo sia un'esperienza di ascolto che molti, sia chi scrive di Hi-Fi, sia i semplici appassionati, dovrebbero fare. Al di là del costo, dell'estetica, del gusto personale, questi diffusori possono essere considerati uno degli standard di riferimento, cioè quello a cui un diffusore può arrivare in ambiente domestico.

 

 

Caratteristiche dichiarate dal produttore

Dimensioni cassa: 21,5x109x15,5cm LxAxP

Dimensioni base di appoggio: 36x3,5x33,5cm LxAxP

Totale altezza: 112,5cm

Peso: 35kg per cassa

Garanzia: 3 anni

 

Distributore ufficiale Italia: al sito Archèsound

Prezzo Italia alla data della recensione: 29.900,00 euro

Sistema di riferimento: all'impianto di Ulisse Pisoni

E per finire in bellezza, ho anche potuto buttare un orecchio sugli spaziali Goldmund Analogue...
E per finire in bellezza, ho anche potuto buttare un orecchio sugli spaziali Goldmund Analogue...

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