Cavi Ricable Invictus

29.06.2020..

I cavi Ricable Invictus costituiscono il top di gamma del marchio. In questi cavi si concentra tutta la ricerca, la qualità costruttiva e il know-how dell’azienda piemontese. Vi rimando al sito qui per i numerosi dettagli tecnici. Io mi limiterò solo a rimarcare la straordinaria cura costruttiva di questi cavi, forse tra i migliori in assoluto tra gli innumerevoli colubri saettoni che ho avuto modo di provare nel mio impianto.

Una caratteristica di fondo che accomuna le tre tipologie di cavo in prova – alimentazione, segnale e potenza – e che colpisce da subito al primo ascolto è quella di una capacità estrattiva formidabile. Le informazioni che vengono fuori dall’impianto stereo sono particolarmente ricche e accurate. La densità e complessità della pasta sonora e la grande ricchezza armonica sono i connotati salienti degli Invictus.

 

Ricable Invictus Power

 

Iniziando dall’Invictus Power, appena tirato fuori dalla custodia, stupisce per le massicce e pesanti terminazioni custom made in Ricable, in rame placcato in oro in luogo del consueto ottone, con scocca in carbonio. Impressionanti. Se, come me, avete una sorta di venerazione per le top di gamma di Furutech e Oyaide, beh qui sembra di stare addirittura su livelli superiori.

Dopo averlo utilizzato per alimentare la sorgente, il pre e il finale, l’Invictus Power ha messo in luce alcune costanti. È un cavo veloce e ricco di informazioni quanto e più dei miei riferimenti, dei Faber’s Cables Level 3. Non fatico ad ammettere che l’impianto sembra suonare più contrastato, con una densità nel corpo dei protagonisti e tridimensionalità davvero notevoli. L’impatto dei transienti è particolarmente gratificante ma soprattutto colpisce quella ricchezza cromatica e armonica, quella microdinamica che lascia il segno e rende davvero piacevole l’intero programma musicale. L’unico punto su cui l’Invictus Power cede il passo rispetto ai miei riferimenti è sulla dimensione scenica. La geometria dei Faber’s Cables a intreccio allargato dei conduttori ha fatto tesoro dell’esperienza dei primi dirompenti progetti di Caelin Gabriel di Shunyata Research e sembra rivelarsi particolarmente efficace nel favorire dimensioni sceniche da primato.

L’Invictus Power è comunque in grado di assecondare la ricostruzione di palcoscenici credibili e assolutamente congrui, rispettando il naturale equilibrio delle mie elettroniche senza eccessi o protagonismi, rispettando quel concetto di neutralità che è sempre significativamente difficile da trovare su cavi con velleità Hi-End, sovente affetti da un effetto equalizzante più o meno pronunciato, che tende ad agire sulla scena, accentuando ora la profondità – scavando le medie, ora esaltando il piacere d’ascolto, introducendo roll-off in alto, ecc. In poche parole: affermando la personalità del cavo e del costruttore a discapito del progetto dell’elettronica. l’Invictus Power mi è parso un cavo pensato per la timbrica e la dinamica e su questi parametri si rivela straordinario. Ciò a conferma di quanto dicevo in premessa, che più si sale di livello e maggiore è l’attenzione da riporre all’ascolto per verificare se il cavo va nella direzione auspicata, ovvero se va a incidere su parametri ritenuti strategici per il piacere d’ascolto. L’esaltazione della timbrica e del contrasto dinamico dell’Invictus potrebbe risultare una scelta attrattiva e facilmente apprezzabile per molti audiofili.

 

Ricable Invictus Signal

 

Passando all’Invictus Signal, procedo a collegarlo tra la sorgente e il pre, in modalità sbilanciata.

Lo premetto, è il cavo più intrigante del lotto. Il suo ingresso è assolutamente dimesso al punto da reclamare assoluta attenzione e ascolti prolungati per decifrarne gli effetti. Intendiamoci, si percepisce subito che qualcosa è cambiato, ma non è di facile e di immediata comprensione come per le altre tipologie di cavo in prova.

Il suono vira verso toni sontuosi e levigati, guadagnando in ariosità e profondità a discapito di quella plasticità e immanenza apprezzata nell’Invictus Power. Infatti, a un primo ascolto, l’Invictus Signal rivela una certa morbidezza e discrezione che fa quasi da contraltare all’esuberanza del cavo di alimentazione. Una pasta sonora che ricorda molto da vicino i Cardas Golden Reference che ho utilizzato spesso nei miei setup. Ma, attenzione, il cavo è esteso e nitido su tutta la gamma acustica, senza enfasi di sorta in gamma medio bassa e senza roll-off in alto. Tende a suonare innegabilmente più arretrato rispetto ai miei riferimenti e soprattutto con una tavolozza armonica appena più dimessa, meno vivace e contrastata. Questa impostazione, in presenza di una capacità analitica esemplare, diventa particolarmente interessante. Non dimentichiamo la premessa di questo articolo. È il setup a dettare legge. Non esiste un valore assoluto o una estremizzazione a cui dare la preferenza. L’equilibrio e il piacere d’ascolto sono la principale dote di un buon impianto. La vivacità e contrasto, portati all’estremo, possono dare fatica d’ascolto. Trovare un cavo che le sappia mitigare, senza risultare sottrattivo, non è cosa semplice né scontata. Ho imparato con gli anni ad apprezzare molto la “biodiversità” che offre il mercato senza preconcetti o pregiudizi, perché sono tutti strumenti offerti all’appassionato per modellare il proprio concetto di Hi-Fi, per arrivare a quella My-Fi che poi è a tutti gli effetti il bello di questo hobby.

In termini di ricostruzione scenica gli Invictus Signal sono coerenti con le aspettative. Ottima tridimensionalità, assecondata da un sensibile arretramento del palcoscenico, pur mantenendo una corretta collocazione dei protagonisti nell’illusione prospettica della profondità.

Il mio consiglio è quello di dedicare lunghi ascolti a questi cavi di segnale, per comprenderne appieno le potenzialità. Solo così si apprezza quella massa d’aria che sanno interporre tra il punto d’ascolto e l’olografia degli strumenti, con una sensazione di ambienza particolarmente efficace.

 

Ricable Invictus Signal

 

Infine, l’inserimento dell’Invictus Speakers nel mio impianto è stato particolarmente impattante e rivelatore. Non posso negarlo, è il cavo Ricable che mi ha maggiormente impressionato. Veicola ricchezza armonica, luminosità e contrasto che, con le giuste incisioni acustiche, creano quasi dipendenza. Il corpo degli strumenti resta sempre disegnato a tutto tondo e con dimensioni realistiche. A questa magnifica apertura e finezza di grana in gamma media ed estensione verso l’alto non corrisponde alcuna perdita di corpo e calore nelle regioni basse dello spettro acustico. Il suono resta rotondo, complesso e con una dinamica che picchia duro sui woofer e accentua l’illusione di immanenza e olograficità.

Dove i miei Kimber Kable 8TC e 12TC – stiamo parlando di autentici campioni nel rapporto qualità/prezzo – accennano a indurire la percezione della gamma medio-alta dando su col volume, con una leggera compressione dei piani armonici, l’Invictus Speakers resta liquido, fluido, meravigliosamente dettagliato e graniticamente ancorato al rispetto delle dimensioni del palcoscenico e dei protagonisti senza mai cedere alla tentazione di portare tutti un passo in avanti. A volume pieno, con i Kimber si perde irrimediabilmente il senso prospettico e la corretta informazione ambientale, con una compressione “addensante” delle informazioni, che l’Invictus riesce invece a sostenere magnificamente, forse anche grazie a una gamma bassa massiccia e impattante che sostiene dalle fondamenta un suono materico, meno sbilanciato verso l’alto rispetto ai Kimber. La capacità selettiva nella riproposizione dei piani sonori conferisce un senso di ordine particolarmente gratificante e rende sostenibili volumi live in ambiente domestico senza aperture alla fatica d’ascolto.

Insomma, l’Invictus Speakers è un cavo completo a tutto tondo, dannatamente riuscito, che ad ogni ascolto si conferma irrinunciabile. Per audiofili smaliziati in grado di apprezzarne tutte le indubbie qualità, si rivela un cavo definitivo da inserire, senza remore, anche in impianti di rango molto molto elevato.

 

Anche per i cavi della Linea Invictus, come per quelli della entry level Primus di cui potete leggere qui, un appassionato invito ad ascoltarli nel vostro setup. Troverete in Ricable tanta disponibilità e condizioni di assoluto favore per una prova senza impegno: soddisfatti o rimborsati.

 

 

Caratteristiche dichiarate dal produttore

+400% di Performance rispetto ad un cavo standard*
Conduttori in rame MARC©
Connettori RCC© in rame OFC
Isolanti R-TEC©
Doppia o tripla schermatura a seconda del modello

*Rilevazione specifica sul cavo stimata sulla base di parametri elettrici e acustici rispetto a un cavo di segnale che normalmente viene fornito in dotazione alle apparecchiature Hi-Fi. L’incremento può variare in base all’impianto in cui il cavo viene impiegato.

 

Distributore ufficiale Italia: al sito Ricable

Prezzo Italia alla data della recensione:

cavo di alimentazione Invictus Power, 1,5m, 751,00 euro

cavi di segnale Invictus Signal RCA, 1+1m, 491,00 euro

cavi di potenza Invictus Speakers, 3+3m, 1.091,00 euro

Sistema utilizzato: all’impianto di Emilio Paolo Forte

di Emilio Paolo Forte
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