Supertweeter KingSound KS-Super 2

03.09.2025

Per chi conoscesse già KingSound Audio non sarà fonte di sorpresa apprendere che il prodotto in prova quest’oggi è un dispositivo basato su tecnologia elettrostatica. A tutti gli altri, che invitiamo a consultare il sito ufficiale del produttore qui, diremo soltanto che questa è la specialità della casa, che dal 2002 sforna sia diffusori che cuffie stereo basati sulla stessa tecnologia.

 

Realizzazione tecnica

I KingSound KS-Super 2 – che d’ora in poi per motivi di praticità chiameremo KSS2 – sono supertweeter interamente costruiti in alluminio anodizzato di buono spessore, lavorato magistralmente tramite macchine a controllo numerico.

Essendo dispositivi elettrostatici, necessitano come di consueto di un'alimentazione dedicata. Nel caso specifico l’energia necessaria proviene da batterie ricaricabili agli ioni di litio poste in un vano ricavato nel fondo del supporto a forma di parallelepipedo.

Su di esso, tramite un incastro a baionetta, andrà innestato il trasduttore vero e proprio di forma trapezoidale. Anch'esso è ricavato dal pieno e al pari del supporto si fa apprezzare oltre che per l’eccellente lavorazione anche per l’elevata solidità e peso. A proteggere il delicato diaframma interno in maniera efficace ed elegante, una griglia metallica di colore nero opaco, a contrasto, su cui è impresso il nome e il modello del dispositivo.

Esteticamente parlando, al netto dei gusti personali, i KSS2 sono a mio avviso fra i supertweeter meglio riusciti che io conosca. Sobri ma non banali, ricercati ma non barocchi, singolari quel tanto che basta per trasmettere a colpo d’occhio l’elevato contenuto tecnico racchiuso all’interno. Di dimensioni tutto sommato contenute – misurano circa 30 cm di altezza e poco più di 15 di profondità – risultano nella stragrande maggioranza dei casi facilmente abbinabili sia a diffusori da pavimento che da supporto, su cui andremo semplicemente ad appoggiarli sopra, a patto che la sommità di questi ultimi sia piana. Se così non fosse si potrà facilmente risolvere il problema facendo ricorso a una coppia di stand per questi "mini monitor", che affiancheremo ai diffusori principali. In entrambi i casi il peso generoso e i quattro piedini di gomma di cui sono dotati li renderà stabili e li porrà al sicuro da cadute accidentali.

 

Supertweeter KingSound KS-Super 2

 

Il lato posteriore dei supporti presenta in disposizione simmetrica due piccole manopole, con cui selezionare la frequenza di taglio e la sensibilità su quattro differenti posizioni, rispettivamente 8, 10, 12, 14 kHz e 90, 93, 96, 99 dB. Si trovano poi la presa di ricarica a 5 volt in formato micro USB e il LED di colore blu indicante il livello di carica della batteria. Più sotto, al centro, i morsetti di collegamento e a destra l’interruttore di accensione e spegnimento. Per la ricarica delle batterie al litio non è fornito alcun accessorio ma la cosa non costituisce un problema giacché si può utilizzare un qualsiasi caricabatterie per cellulare. Al contrario per il collegamento all’amplificazione viene fornita una coppia di cavetti di lunghezza generosa, terminati con banane e forcelle placcate in oro di ottima qualità.

Durante il funzionamento del dispositivo, oltre al lampeggio della spia di carica della batteria posta sul retro, s'illumina anche il logo del costruttore posto al centro della piastrina con finitura a specchio presente sul frontale su cui sono stampate anche alcune sigle identificative e un QR code che riporta al sito del produttore.

 

Per finire, un breve inciso. I due supertweeter, i cavi di collegamento, e le batterie che compongono il sistema sono venduti all’interno di una elegante valigetta scrupolosamente imbottita con schiuma tagliata a misura con lo scopo di rendere il trasporto dell’apparecchiatura, agevole e sicuro. Differentemente dalla grande attenzione posta alla protezione del contenuto, poco o nulla vi sarà fornito in termini di documentazione. Nell’esemplare inviatomi non ve ne era traccia e, comunque, anche navigando nel sito del costruttore non otterrete molto di più. Alla voce diffusori i KSS2 non compaiono nemmeno e le uniche informazioni al riguardo le trovate nella sezione download dove è possibile scaricare più che un manuale utente, una brochure in cui curiosamente, insieme alle specifiche tecniche di altri modelli di diffusori full range e di cuffie stereo troverete anche quelle dei KSS2 insieme a delle sommarie istruzioni per l’uso, che trovate qui, in cui si fa stranamente riferimento al solo collegamento diretto a un amplificatore senza ulteriori informazioni al riguardo. Cosa veramente curiosa dal momento che il collegamento più comunemente adottato, in virtù della sua semplicità d’attuazione, è quello che prevede di prelevare il segnale audio da riprodurre direttamente dai morsetti dei diffusori principali.

 

Sound check

Con l’intento di non allungare troppo il brodo ed evitando di descrivere nel dettaglio le verifiche effettuate per testare l’idoneità della catena d’ascolto a riprodurre contenuti ultrasonici, dirò soltanto che la massima frequenza riproducibile dal sistema utilizzato per le prove era limitata proprio dalla banda passante del supertweeter, che come dichiarato dal produttore ha il suo massimo a 45 kHz.

Al lettore che fosse interessato a ripetere per proprio conto l’esperienza qui descritta, potrà sicuramente fare piacere apprendere che la qualità media delle elettroniche oggigiorno sul mercato, anche quelle low o mid price è assolutamente adeguata allo scopo, tanto che nemmeno i trasformatori d’uscita impiegati nelle amplificazioni a valvole di costo più contenuto dovrebbero oramai costituire un problema.

 
Una volta appurata l’idoneità della catena di riproduzione, le stesse valutazioni sono state condotte sul materiale audio utilizzato per gli ascolti. Si è così provveduto a verificare che i file in formato FLAC, con frequenze di campionamento di 96 kHz, contenessero informazioni oltre la banda udibile, prendendo come riferimento quella risultante dalla codifica impiegata nei compact disc, ossia 22,05 kHz.
Per fare questo è sufficiente utilizzare una DAW - Digital Audio Workstation in cui andremo a importare i file che intenderemo utilizzare e valutarne il contenuto tramite l’analisi dello spettro delle frequenze. Un software gratuito come Audacity, disponibile sia per Windows che per macOS, è più che sufficiente per i nostri scopi.

 

Supertweeter KingSound KS-Super 2


Come diffusori principali è stata utilizzata una coppia di KEF LS50, capace già da sola di spingersi fino a 28 kHz a -3 dB. Il segnale audio per i supertweeter è stato prelevato direttamente dai morsetti di queste ultime per mezzo i cavetti forniti. 
Circa l’abbinamento in termini di sensibilità, siccome le LS50 dichiarano un valore di 85 dB non è stato possibile fare di meglio che selezionare il valore inferiore permesso dai KSS2 e accettare una discrepanza di 5 dB a favore di questi ultimi, la frequenza d’incrocio invece, è stata impostata a 14 kHz.

Per finire, in difetto d’indicazioni specifiche da parte del produttore sul come disporli rispetto ai diffusori principali, ci si è premurati di allinearne la superficie radiante con quella della cupola del tweeter al fine di ottenere un sia pur grossolano allineamento temporale delle sorgenti.

Impressioni d’ascolto
Precisato che la comprensione di queste impressioni d’ascolto e di questa prova in generale possono essere inquadrate compiutamente leggendo il mio precedente articolo introduttivo al tema “supertweeter”, vedi qui, riassumo dicendo che abbiamo parlato diffusamente di frequenze ultrasoniche in relazione alla capacità degli strumenti musicali di generarle, delle elettroniche utilizzate per l’ascolto di riprodurle e dell’effettiva capacità dei sistemi di registrazione di catturarle. Conseguentemente potremmo essere portati a credere che, una volta che anche noi avremo soddisfatto queste condizioni, saremo in grado di condurre dei test d’ascolto A/B simili a quelli da me già compiuti appunto nel precedente articolo.
Niente di più sbagliato, perché il supertweeter in prova, al pari di quelli prodotti da altri costruttori, non offre la possibilità di impostare il suo funzionamento a partire da frequenze ultrasoniche. Al contrario inizierà invece a emettere già in banda udibile sommandosi al tweeter presente nei diffusori principali. Quello che andremo quindi ad ascoltare non sarà l’effetto apportato dal solo contenuto in gamma ultrasonica, ma il “boost” complessivo operato sia in gamma udibile che non udibile. Per replicare un'esperienza quanto più simile a quella di cui sopra, simile ma non identica, occorrerà procurarsi o prodursi da sé – e anche questa volta Audacity andrà benissimo – del materiale ad hoc con cui condurre gli ascolti.

Per le mie prove il materiale audio utilizzato consisteva in più versioni di un unico file contenente alcuni estratti provenienti dalla stessa registrazione che differivano soltanto per la frequenza di campionamento e conseguentemente per il contenuto in banda ultrasonica. Combinando in maniera differente i diffusori e il materiale registrato, come indicato qua sotto, è stato possibile valutare il peso di diversi aspetti della questione:

  1. diffusori KEF LS50, 47Hz-45kHz -6dB, FLAC 44,1kHz 16bit
  2. diffusori KEF LS50, 47Hz-45kHz -6dB, FLAC 96kHz 24bit
  3. diffusori KEF LS50 + KingSound KS-Super 2, 6kHz-45kHz, FLAC 96kHz 24bit

Sulle non poche virtù delle LS50 è stato già scritto praticamente tutto, qui diremo soltanto che se si è disposti ad accettare il fatto che non possano scendere in maniera efficiente sotto i 50-60 Hz il sistema Uni-Q di KEF può ritenersi una fra le migliori soluzioni attualmente disponibili a prescindere dal prezzo che si è disposti a pagare. La disarmante capacità di creare un palcoscenico ampio e preciso, dove gli strumenti brillano per stabilità e messa a fuoco non è prerogativa comune neppure per diffusori che costano dieci volte di più. Estremamente lineari anche a volumi sostenuti a patto di pilotarli adeguatamente, questi piccoli diffusori sono in grado di stupire per l’eccellente trasparenza che li rende capaci di risolvere anche i dettagli più insignificanti con una naturalezza e un garbo in grado di sfatare i molti, anzi troppi, luoghi comuni che ancora oggi affliggono i tweeter a cupola metallica.

Come già descritto le LS50 sono accreditate di una massima risposta in frequenza di 45 kHz a -6 dB, lo stesso limite del supertweeter qui impiegato e di cui non conosciamo l’attenuazione, ma che sulla scorta delle specifiche comunicate per i propri dispositivi da altri produttori concorrenti riteniamo possa corrispondere a -6 dB. Partendo quindi da una base già di per sé così performante ha senso aggiungere un supertweeter? Per rispondere a questa domanda dobbiamo necessariamente distinguere fra gamma udibile e gamma ultrasonica. 
Iniziamo a parlare della seconda e facciamo riferimento alle motivazioni suggerite dal marketing delle aziende produttrici sulla loro importanza per l’ascolto della musica. Se prendiamo ora il caso di un giovane appassionato dotato di un udito sopra la media e completamente conservato, l’aggiunta di un supertweeter con le stesse caratteristiche di quello in prova sarà del tutto priva di utilità dato che con i soli diffusori principali otterrà già la stessa estensione in frequenza. E per un appassionato attempato e dall’udito meno performante? Astenendosi per prima cosa dal fare battute del tipo che per lui 28 kHz son già fin troppi, beh, anche in questo caso non sarebbe di alcun aiuto. In estrema sintesi la questione dei contributi sonori in gamma ultrasonica può essere liquidata dicendo che se i diffusori di cui disponiamo sono già in grado di spingersi la dove osano le aquile, aggiungere un supertweeter costituirebbe in entrambi i casi uno spreco. Dato che l’ampiezza dei suoni di cui stiamo parlando diminuisce al crescere della frequenza, è verosimile ipotizzare che dotandoci di diffusori capaci di una banda passante che si estenda fino ai 25-30 khz disporremo di tutto quanto necessario per godere dei benefici del presunto hypersonic effect proprio laddove l’effetto dovrebbe manifestarsi con maggiore intensità. 
Passiamo ora a parlare di gamma udibile e vediamo se qui le cose vanno diversamente. Tornando al giovane audiofilo dell’esempio precedente, che ricordiamo ha un udito perfetto anche all’estremo superiore, siamo sicuri che apprezzerà il contributo offerto dal supertweeter, oppure potrebbe al contrario trovarlo perfino fastidioso? E quello attempato? Forse lui con il suo udito attenuato potrebbe invece gradire questa ”equalizzazione”?

La verità è che nel mondo reale la partita fra sostenitori e detrattori dei supertweeter andrebbe giocata nel campo delle frequenze udibili e non di quelle ultrasoniche. Ma come fattomi notare da un amico tanto esperto quanto saggio, per il marketing di un'azienda produttrice fare riferimento all’impairment uditivo del possibile acquirente per giustificarne l'acquisto non è così efficace quanto suggerire una più appagante fruizione della musica anche quando questa affermazione non si fonda su evidenze inoppugnabili: dopo tutto la nostra passione è ricca di esempi di questo tipo, no?

Archiviata quindi la questione ultrasuoni e giunto alla conclusione personale, ma dovrei chiamarla piuttosto conferma, che si possa distinguere la musica che li contiene da quella che ne è priva solo analizzandone lo spettro e non attraverso l’ascolto, anche quando si utilizza qualche espediente come quello di ricorrere a brevi clip preparate ad hoc, resta da descrivere cosa accade all’interno della gamma delle frequenze udibili.
Complessivamente si è trattato di un'esperienza positiva in cui i vantaggi si sono rivelati più numerosi degli svantaggi che riassumerei essenzialmente in una minore linearità e in un lieve affaticamento uditivo al termine delle sessioni d’ascolto più lunghe condotte a volume più sostenuto. Spesso viene curiosamente riferito che il miglioramento più evidente conseguente all’uso di un supertweeter è nei confronti delle basse frequenze. La cosa è piuttosto ricorrente anche nelle conversazioni che si possono incontrare in rete. La descrizione che si dà del fenomeno non mi trova sempre pienamente d’accordo, ma devo ammettere che io stesso ho percepito una piacevole enfatizzazione, che attribuirei però più all’attacco che al corpo di specifici suoni. Se i vostri diffusori sono carenti in gamma bassa, la soluzione non è ovviamente quella di aggiungere un supertweeter. Diversamente da quello che alcuni sostengono, i bassi non diventano più grandi, ma è vero che diventano più percepibili. Per chi volesse approfondire, suggerisco di usare ancora una volta Audacity e il suo equalizzatore, caricare un brano, meglio se rock e in cui ci sia una bella batteria, e concentrandosi sulla cassa giocare ad alzare e abbassare il guadagno delle frequenze che vanno da 2,5 kHz a 4 kHz. E la stessa cosa si può sperimentare con il rullante intervenendo fra i 3 kHz e i 5 kHz, frequenze appannaggio di midrange, tweeter e anche del nostro KSS2, che a dispetto di quanto dichiarato inizia già a cantare a partire da poco più di 1 kHz ma non del woofer dei nostri diffusori. Quello che ci fa percepire di più la batteria è l’enfatizzazione del kick, non quella del corpo, per quello bisogna equalizzare a 60-100 Hz e laggiù ovviamente il supertweeter non arriva. Analoghe considerazioni valgono anche per il basso elettrico, che ha il suo kick alto intorno a 1,5 kHz.

Un altro aspetto che è facilmente percepibile, soprattutto con il jazz, è una maggior brillantezza e un prolungato sustain dei piatti della batteria, con il rock ad alto volume talvolta arriva a essere un po’ too much, ma con il jazz non è per niente male, promossi!

Infine le voci, sia quelle maschili che quelle femminili si stagliano con maggior chiarezza sopravanzando la musica e avvicinandosi all’ascoltatore così da creare la sensazione di una maggior profondità di palcoscenico. Nelle registrazioni con il microfono molto vicino alla bocca il contributo delle sibilanti può diventare particolarmente evidente ma nel complesso l'aumentata percepibilità dei particolari più sfuggenti a causa dell'esiguo volume controbilancia positivamente il tutto. Un po’ come accade con l’ascolto in cuffia, il supertweeter è in grado di acuire il nostro udito così come una lente d’ingrandimento fa con la nostra vista.

In termini più generali, l’ascolto “anabolizzato” tramite supertweeter determina una percezione di maggiore dinamica e di maggiore impulsività che esaltano il groove della musica riprodotta, tanto che con alcuni brani pare addirittura che il tempo si modifichi accelerando. L’enfatizzazione della gamma media, se da un lato produce una piacevole sensazione di aumentata chiarezza, di maggiori dettagli e di voci più presenti, cosa che rende particolarmente piacevole l’ascolto della musica acustica o del jazz, dall’altro soprattutto con musica pop-rock già vittima di loudness war, se ascoltata ad alto volume può produrre una fastidiosa compressione che riduce ulteriormente la dinamica complessiva rendendo gli strumenti meno distinguibili.

Per quanto attiene alla spazialità infine, oltre all’aumentata profondità che si avverte soprattutto nei brani in cui vi siano delle voci, in quelli esclusivamente strumentali molto meno, va segnalato un generale aumento dell’altezza della scena, banalmente spiegabile dal fatto che per comodità i supertweeter sono stati appoggiati direttamente sopra ai diffusori principali.

Inginocchiati e inizia a pregare, la fede arriverà
Ma alla fine, promossi o bocciati? Se facciamo riferimento alle sole frequenze ultrasoniche propenderei per una bocciatura. Non mi hanno convinto le evidenze fornite a supporto della loro implicazione nei fenomeni di psicoacustica correlati all’ascolto della musica, ma se anche fosse gradirei disporre di un dispositivo che emettesse solo in gamma ultrasonica così da non alterare la linearità del resto della catena audio. L’appunto che mi sento di muovere a tutti i brand che promuovono l’adozione dei supertweeter è la mancanza di fiducia che loro stessi manifestano nei confronti della questione e che si riflette nelle caratteristiche tecniche dei prodotti che propongono. Mi spiegherò meglio, se credi veramente che il contenuto di armonici ad altissima frequenza e modesta ampiezza giochi un ruolo così importante nell’ascolto ad Alta Fedeltà della musica riprodotta, non puoi propormi un trasduttore la cui banda passante si sovrappone per un'ampia porzione a quella dei tweeter dei diffusori principali e poi chiedermi se sento la differenza. A meno di essere completamente sordo la sentirò eccome. 
Detto questo, se ricollochiamo il tutto in un contesto a noi più familiare e oggettivamente misurabile come quello dello spettro udibile, allora se ne può parlare e, come già scritto il giudizio complessivo è positivo. C’è chi fa fine tuning con i cavi, chi equalizzando, chi intervenendo sull’ambiente d’ascolto e c’è chi fa un po’ di tutto questo. In questo senso l’impiego di un supertweeter è un'altra possibilità che si può prendere in considerazione per adattare il nostro impianto al nostro ambiente d'ascolto e, perché no, al nostro udito.

 

Il mio FI* per i KingSound KS-Super 2 è 2.5.

 

*Il Farewell index, FI, esprime quant’è doloroso per il recensore il distacco dalle apparecchiature in prova al momento della loro restituzione. I valori di questa scala vanno da un minimo di 0 o “nessun rimpianto” a un massimo di 5 “se me lo posso permettere lo compro!”.

 

 

Software utilizzato

 

Sample in SD e HD appositamente confezionati per esaltare le differenze in alta frequenza e Tidal Streaming.

 

Alva Noto, Ryuchi Sakamoto - Utp_
Annie Challan - Naderman, Sept sonates pour harpe
Antonella Ruggiero - Altrevie
Antonio Vivaldi - Concerto in do maggiore per ottavino, archi e basso continuo, RV 443
Codona - Codona
Inoki - The Jazzness
Japanese Shamishen Jiuta Ensemble - Japanese Shamishen
Johann Sebastian Bach - Partita n. 2 in re minore per violino solo, BWV 1004
John Coltrane - Ascension
Kate Bush - Aerial
Mark Hollis - Mark Hollis
Miles Davis - Tutu
Nishat Khan - Rag Bhimpalasi Rag Tilak Kamod
Ravi Shankar, Philip Glass - Passages
Ryuichi Sakamoto - async
Semara Ratih - Gamelan Semaradana
Steely Dan - Aja
Steve Reich - Drumming
Steve Reich - Sextet / Six Marimbas
Terje Isungset - Reise



Caratteristiche dichiarate dal produttore

Risposta in frequenza: 6kHz-45kHz
Sensibilità: equivalente a 99dB
Impedenza nominale: 4ohm
Frequenza di crossover: regolabile a 8kHz, 10 kHz, 12 kHz e 14 kHz
Sensibilità: regolabile a 90dB, 93db, 96db e 99dB
Alimentazione: 5V micro USB, batterie al litio tipo 18650
Potenza amplificatore: 40W, minima
Potenza amplificatore: 60W, raccomandata
Dimensioni: ESL 11x27,5x1,5cm LxAxP, driver 17x9x19cm LxAxP
Dimensioni imballo: 53x20x44cm LxAxP
Peso imballo: 8,7kg
Peso: ESL 0,73kg, driver 1,7kg
Accessori forniti: 1 cavo micro USB, 2 cavi di potenza terminati a forcelle e banane

Ulteriori info: scarica il manuale d'uso qui

 

Distributore ufficiale Italia: distribuzione diretta, al sito KingSound

Prezzo Italia alla data della recensione: 3.000,00 euro più spedizione ed eventuali tasse locali

Sistema utilizzato: all’impianto di Paolo Mariani

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